
di Sergio Restelli
Il report presentato dai servizi di sicurezza solleva preoccupazioni profonde riguardo alla guerra ibrida e alla disinformazione, evidenziando come potenze straniere stiano cercando di influenzare l’esito delle elezioni e di modellare l’opinione pubblica. Con le prossime elezioni in 76 Paesi che rappresentano una significativa parte del Pil globale e della popolazione mondiale, il tema della disinformazione diventa prioritario. Quindi non dobbiamo solo concentrarci sulle guerre tradizionali con perdite umane, ma anche sulle guerre ibride combattute attraverso la disinformazione, che possono influenzare gli esiti delle elezioni stesse. Un attore particolarmente attivo in quest’ambito è la Russia, con campagne cyber malevoli contro l’Occidente portate avanti da gruppi pro-Russia che danneggiano i paesi che supportano l’Ucraina. Tali attacchi sono sia di natura spionistica che dimostrativa, in risposta all’appoggio politico e militare all’Ucraina, ciò che rende la situazione ancora più inquietante è l’avanzamento dell’intelligenza artificiale (IA), che rende più facile creare contenuti audio e video credibili ma falsi, rendendo quasi impossibile distinguere tra vero e falso. Il rapporto evidenzia come i canali di informazione legati alla Russia abbiano continuato a operare con l’obiettivo di minare la coesione europea e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Dopo che l’UE ha bloccato l’attività dei media russi come Rt e Sputnik e ha adottato politiche più severe per contrastare la disinformazione russa, Mosca si è affidata a media di paesi terzi per promuovere le proprie narrazioni e ampliare la propria capacità di coordinamento a livello internazionale.Uno dei principali obiettivi della disinformazione russa è colpevolizzare la NATO per l’aggressione russa in Ucraina. Inoltre, il rapporto menziona il tentativo goffo e fallito dei canali social filo-russi di accreditare l’idea infondata che la protesta dei trattori in Italia fosse dovuta agli effetti economici del sostegno italiano all’Ucraina. Questo esempio dimostra la sfida in corso e l’importanza di contrastare la disinformazione.
La situazione è ancora più preoccupante in vista della presidenza italiana del G7, dato che la disinformazione rappresenta una minaccia rilevante. Pertanto, i servizi segreti stanno monitorando da vicino i social media per verificare l’autenticità dei profili e tracciare le informazioni. L’obiettivo non è controllare le idee pubblicate online, ma garantire la genuinità dei processi e la tracciabilità delle informazioni al fine di contrastare le fabbriche di troll e gli attacchi hacker.È fondamentale dotarsi di strumenti efficaci per reagire con decisione alla disinformazione. La comunità internazionale deve unire le forze per contrastare questa minaccia, impegnandosi in politiche stringenti per combattere la disinformazione e sviluppando strumenti tecnologici per identificare e contrastare i contenuti falsi e ingannevoli. Solo attraverso una collaborazione globale e un impegno comune possiamo proteggere l’integrità delle elezioni, preservare la fiducia del pubblico e garantire un ambiente di informazione sano e affidabile.
IL DOSSIER
ROMA Allarme guerra ibrida e disinformazione, attacchi di potenze straniere per piegare l’esito del voto e modellare l’opinione pubblica. Nel 2024 si voterà in 76 Paesi del mondo che pesano per la metà del Pil globale e per il 51 per cento della popolazione. Spiega il direttore generale del DIS, Elisabetta Belloni: «Il tema della disinformazione in vista degli appuntamenti elettorali è all’ordine del giorno, cerchiamo di contribuire all’adeguamento della normativa».
RISCHI
Ci saranno le elezioni europee, che decideranno gli equilibri della Ue, mentre a novembre gli Usa sceglieranno il presidente per i prossimi quattro anni. Di fronte a questo scenario la relazione annuale dell’intelligence, presentata ieri, lancia l’allarme: dobbiamo preoccuparci non solo della guerra in corso, quelle in cui muoiono persone in carne ed ossa, ma anche di quelle ibride, fatte a colpi di disinformazione, da cui si potranno decidere anche gli esiti delle prime. E in questo Mosca è particolarmente attiva con «campagne cyber malevole nei confronti dell’Occidente portate avanti da gruppi pro-Russia in danno di quei paesi che supportano Kiev. Tali attacchi hanno natura sia spionistica che dimostrativa, in risposta all’appoggio politico, militare e diplomatico all’Ucraina». Il futuro prossimo, ma forse sarebbe meglio dire il presente, propone una minaccia ancora più insidiosa: l’Ai, l’intelligenza artificiale, renderà più facile creare audio e video credibili ma fasulli, in cui distinguere tra vero e falso sarà (anzi è) quasi impossibile. Si legge nell’analisi del DIS (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza): «Nel 2023 gli apparati di informazione legati al Cremlino hanno continuato a operare all’interno del dominio dell’informazione per minare la coesione europea e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni sia nazionali che dell’Unione europea e dell’Alleanza Atlantica. Dopo il blocco imposto dall’Ue alle attività di media russi, come Rt e Sputnik, e l’adozione di politiche più stringenti a contrasto della disinformazione e della propaganda di Mosca, quest’ultima ha potuto contare sull’appoggio di network mediatici di paesi terzi per promuove le proprie narrative ampliando, allo stesso tempo, la propria capacità di coordinamento a livello internazionale».
TROLL E OLTRE
Uno dei cavalli di battaglia dei troll e della disinformazione russa è la colpevolizzazione della Nato per l’aggressione di Mosca ai danni dell’Ucraina. Zelensky ha preannunciato una lista di propagandisti al soldo del Cremlino operativi in Italia. Su questo, nel corso della presentazione della relazione dei servizi segreti, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, dice: «Quando arriverà l’elenco, lo esamineremo, nel nostro quadro conoscitivo che è già ricco e consolidato». Mantovano propone un esempio di un recente e maldestro tentativo russo di disinformazione: «L’intelligence si è occupata del modo in cui dei canali social filorussi hanno provato ad accreditare l’idea, assolutamente infondata, che la protesta dei trattori derivasse dagli effetti economici del sostegno dell’Italia all’Ucraina. Un tentativo goffo, un flop, ma dà l’idea della sfida in corso». Altri episodi fin troppo evidenti: lo strano dialogo che seguiva un canovaccio naïf di Putin con una giovanissima e benevola studentessa italiana e l’anomalia della notizia del pilota russo fuggito dalla guerra e ucciso in Spagna anticipata dal sito (italiano) “Il Corrispondente”. L’attenzione sarà ancora più alta tenendo conto che l’Italia avrà la presidenza del G7. I Servizi segreti, per arginare la «minaccia ibrida» che vede protagonista anche la Cina, stanno ad esempio vigilando sui social. Mantovano: «Il compito dell’intelligence non sarà mai controllare le idee pubblicate on line. Ciò su cui i servizi concentrano l’attenzione è la verifica della genuinità dei processi, la tracciabilità delle informazioni l’autenticità dei profili social che producono e minacciano». E qui si torna alle famigerate fabbriche dei troll, specialità della casa in Russia, ma anche agli attacchi hacker. Aggiunge il presidente del Copasir, Lorenzo Guerini: «Dobbiamo darci strumenti per ricercare una reazione efficace alla disinformazione».





