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PSEUDO POLITICA, LA TRAGEDIA ITALIANA

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di Alessandro Rozzi

Sara’ una impressione ma pare procedere a…passi felpati la scalata alla leadership dell’opposizione da parte di Landini. Se ricapitoliamo alla buona, gli ultimi decenni forse uno spunto a…favore si trova: dopo Mani Pulite restarono padroni del campo i postcomunisti con l’appoggio subalterno dei cattocomunisti, senza cambiare la nostra società né la classe dirigente, ma realizzando uno pseudo liberismo assistenziale che ha impoverito le fonti della nostra vita economica, prima fra tutte la produzione.

Senza contare che la subordinazione, da scendiletto, al capitalismo USA dei vari leader postcomunisti è stata una resa incondizionata, che mai un De Gasperi o un Saragat o un Gronchi avrebbero accettato al tempo degli inizi della guerra fredda e con una Italia assai più bisognosa di aiuti rispetto a quella degli anni ‘90. Con Berlusconi poco è cambiato tranne alcuni miti fasulli come il successo facile. Gli italiani hanno sperato, si fa per dire, in qualche governo di supertecnici da Ciampi a Draghi, ma la vischiosità del sistema politico ha impedito sostanziali passi avanti.

Allora è stata la volta dell’antisistema con i 5 Stelle rientrati prontamente nell’alveo della più recente tradizione politica e portatori di una filosofia sociale che già negli Stati Uniti scricchiola con la strisciante ribellione anti Silicon Valley di certa intellighenzia democratica di sinistra, che, in poche parole, tira un muro sociale fra chi ha potere, potere finanziario e tecnologico intrecciati insieme, e chi ha in dono la sopravvivenza e nulla più (reddito di cittadinanza e salario minimo) senza poter più trovare un ascensore sociale ma nemmeno le scale di sicurezza.

Cosa resta? Il sindacato e la Chiesa. Sarà il turno loro? Secondo il mio superficiale…olfatto Landini potrebbe provarci, scalzando facilmente se volesse Schlein e Conte che tutto possono fare meno che dei capi popolo convincenti. Altro che ritorno di Gentiloni… Del resto la mossa di portare la Cgil da Papa Francesco non è stata solo un evento fine a se stesso: sembra invece che una continuità di…riflessioni comuni non sia mancata e forse non manchi.

Sono del resto due mondi che fanno del lavoro una matrice di dignita’, quelli del sindacato e della Chiesa. E sono mondi che vanno peraltro oltre un singolo sindacato, basti pensare alla lungimirante e necessaria scelta sugli incidenti sul lavoro compiuta da tempo dalla Uil anche in solitudine. A farne le spese sarà probabilmente, se questo accrocco di ragionamento procederà, la area politica dei cattolici che oggi vive da derelitta nel Pd una esperienza che non ha sbocchi né fisionomia precisa.

Altro discorso è quello del mondo cattolico i cui fermenti non sono molto visibili, non vanno oltre il sociale ma ci sono e potrebbero promettere una nuova stagione di impegno e di ricambio di classe dirigente. Stiamo a vedere, io intanto mi esercito, meglio che pensare alle improvvide e persecutorie manganellate ai giovani che hanno da sempre diritto a sbagliare purche’ conservino taluni ideali che altre generazioni hanno dimenticato oppure alla grottesca “paura” che si puo’ sintetizzare con il grido “arrivano i generali”.

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