Home Opinioni IL BENE E IL MALE

IL BENE E IL MALE

0

di Carmine Paradiso

La rappresentazione del “MALE”, in ogni sua forma, dev’essere oggettiva, non partecipata né partecipativa di sé stesso, non deve costituire un accattivante invito a seguirlo, quale novello Mefistofele e dottor Faust, bensì la narrazione deve motivare il distacco da esso, raccontandolo tal qual è, condannandolo con l’opportuno disprezzo, privato del malcelato consenso.

Da molti lustri, ormai, sempre più spesso, s’è diffusa una modalità narrativa di eventi e situazioni deviate e fuorvianti, mediante un atteggiamento di comprensione, giustificativo di comportamenti condannabili perché non confacentesi alla normalità della vita, secondo consolidati canoni etici e di buon senso impressi nel nostro personale DNA.

Emerge, spesso, nelle più varie espressioni artistiche, da testi scritti di varia natura, letterari, giornalistici, brani musicali e, persino, da dichiarazioni di personaggi pubblici, mediatici, con non celata evidenza, un sentimento di vicinanza, giustificazione e comprensione verso il “negativo” che, per le modalità con cui viene dichiarato, esplica effetti allettanti, al contempo demolitivi della struttura psicologica dell’individuo.

L’esito è deleterio specialmente per le generazioni più giovani, ma non solo, meno pronte alla comprensione della durezza e delle difficoltà della vita, inducendo a compatire, invece di modificare le condannabili azioni descritte dal film, dalla canzone, dal libro di successo, dall’articolo di giornale, producendo la loro assimilazione, quasi che si tratti di un portentoso medicinale immunizzante.

La “medicina” è, invece, un veleno mortale che lentamente svuota e macera le coscienze, conducendo alla devianza dal retto sentire.

Sono atteggiamenti pseudo-artistici, letterari o di diversa natura, umanamente condannabili, seppure non censurabili in sede legislativa, che vanno corretti con tempestività prima che dilaghino facendo danni irreparabili. 

La vera origine di tali fenomeni negativi molto diffusi, va ricercata negli inviti subliminali che il mondo contemporaneo invia contagiando, diffondendo inodori veleni gassosi che, inavvertitamente respiriamo, rimanendone inevitabilmente contagiati e ammaliati.

È un sottile perverso disegno gestito dall’esterno erode le coscienze individuali, non addebitabile ad alcuno in modo inequivoco, da cui si viene inconsapevolmente irretiti mentre passa, inavvertito, il messaggio che induce a ritenere trattarsi di una lodevole denuncia della perversione narrata mentre contiene, in sé celata, una subdola esca per la comune vulgata, plagiata dal racconto.

Nella storia della letteratura, della musica come del canto, della pittura e scultura e delle Arti in senso lato, l’invito dell’autore si è indirizzato al racconto delle negatività dell’umanità, prospettate, però, in modo che ad esse facessero da contraltare e specchio riflettente anche gli aspetti positivi che l’essere umano è capace di promuovere. 

Dal confronto tra gli opposti nasceva spontanea la scelta da effettuarsi che assumeva, senza volerlo essere, un insegnamento, un arricchimento prezioso e formativo. 

Basti ricordare in letteratura “I Promessi Sposi“, “I Miserabili”, “I Malavoglia”, nel teatro “Macbeth”, “Romeo e Giulietta “, “Amleto”, dalle cui trame traspare evidente l’eterno contrasto tra bene e male e chi ne sia il vincitore morale.

Dal loro contrasto e confronto, secondo l’accurata e corretta narrazione scritta o visiva, al destinatario del messaggio, veniva dissipato ogni dubbio con chi schierarsi. 

Nella contemporaneità, invece, domina confusione, uno strabismo mentale, il dubbio della scelta, alimentato da un mal dissimulato compiacimento della narrazione negativa. 

“Cattivo” è “bello”, finanche, e assume pericolose caratteristiche positive che inducono all’emulazione, il più pericoloso degli effetti collaterali.

Ne emerge evidente il danno alla società ed a ciascuno di noi che dà la stura a fenomeni devianti sui quali si sprecano fiumi di inchiostro, parole e immagini, per tentare di scoprirne e motivarne le cause. 

Ma le cause sono dentro di noi, nella platea degli ignari, ignavi e involontariamente consenzienti spettatori e attori che cercano “altrove” quello che, invece, va ricercato “in noi stessi”, nel nostro tacito consenso.

Sono malattie dell’anima che gravano sulla società contemporanea (eccidi, follie commesse da sani di mente condizionati da “non si sa bene cosa” ??!!) che non guarirà dalle nuove patologie endemiche senza una presa di coscienza generale, ufficiale e consapevole che conduca alla profonda comprensione del sistema in cui viviamo, affrancandosi da esso, attraverso un bagno purificatore dello spirito, che conduca alla catarsi delle coscienze.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui