
di Giuseppe Augieri
Uno dei miei difetti è che ho buona memoria; il “grave” è che utilizzo i miei ricordi solo come “esperienza”, per riflettere quando si ripresentano avvenimenti, o persone, o situazioni che già ho conosciuto. Insomma non utilizzo questi ricordi come pregiudiziale perchè “i contesti” – o se volete le circostanze – cambiano; ed un fatto, senza essere inserito nel contesto, non è sempre la verità: anzi spesso la sovverte quando non anche la nasconde.
Questo preambolo serve per completare una riflessione su quello che è in movimento nella Politica italiana. Non so quanto di esso può dirsi positivo; attendo che si realizzi qualcosa di più chiaro prima di dire la mia. Ma c’è la positività dell’ “eppur si muove”, rispetto all’ immobilismo drammatico di questi ultimi anni, che a me fa perdonare ogni probabile negatività. E qualche speranza me la da.
Cosa stia accadendo nel PD non lo capisco del tutto, ma intuisco che non c’è solo l’immobilismo della ricerca di un “campo largo”, ancora estremamente improbabile. C’è anche un diverso atteggiamento – di minore silenzio – di un’ala dialogante rispetto ai principali problemi. Qualche frenata e qualche accelerata. Un minimo di disponibilità in più a scrollarsi il terrore dello scavalcamento a sinistra? O solo uno sbandamento per aver preso coscienza di aver subìto (o voluto?) un legame con il mondo finanziario anziché con il mondo del lavoro?. E voglia di riscatto.
Qualcosa si muove nella ex coesa maggioranza di centro-destra. Risulta chiaro, almeno a me, che Meloni è sempre più qualcosa di profondamente diversa da Salvini. La vera opposizione a questo Governo la si fa – per motivi tutti da definire (ma attenti a semplificare, si sbaglierebbe molto) – dal suo interno. E Tajani sta prendendo fiato in uno spazio insperato. Può realizzarsi una tenaglia Meloni-Tajani? Forse si, se Meloni, secondo me, facesse un serio repulisti al suo interno. Ma siamo sicuri che questo non diventi uno sfacelo con connessa ingovernabilità?
Qualcosa si muove nei 5 Stelle. «L’M5S di Beppe Grillo (quello del waffa che oggi è un wafer» scrive Silvano Danesi), è in movimento. Danesi è convinto che la metamorfosi da waffa a wafer – e cioè ad un biscotto nel quale, tra le cialde di un dimostrato populismo e di una contestazione ancora oggi generico-qualunquista, c’è la base collante di un chiaro doroteismo – sia dovuto proprio a quest’ultimo che caratterizza il tutto. Così’ viene interpretata la dichiarazione di Conte «al gotha della sinistra italiana, presente e passata, riunito alla Sala della Regina della Camera dei deputati». In sostanza, Conte avrebbe detto: allearmi con la sinistra non ci penso per niente. Dunque, avrebbe uno sguardo verso il centro? E quale?
Già, il centro. Un marasma di piccoli micro-terremoti. Al di là degli interrogativi su FI e su FdI, e sulla possibilità che diventino un’area di centrodestra ben caratterizzata, il duo Renzi/Calenda resta un rebus. Un peccato, perché i pessimi rapporti tra i due (e le loro diverse caratteristiche culturali) distruggono la possibilità che si formi un terzo polo, che già oggi – sommando le rispettive percentuali di intenzioni di voto – è tra il 7 e l’8%. E i piccoli Partiti “centristi” – oggi insignificanti sul piano delle percentuali di gradimento – valgono, tutti assieme, un altro 2%. I due litiganti potrebbero fare da richiamo e da collante. C’è una ipotesi per le europee. E’ un ballon d’essai o una prova di sopravvivenza?
Troppi interrogativi per poter esprimere l’idea di una prospettiva. Una cosa è certa: non sarà la memoria delle “brutture” politiche – che, non dimentico, sono accadute – ad impedirmi di valutare serenamente se esce del nuovo. E non sarà il giudizio che ho dovuto esprimere, anche nel recente passato, sulle persone ad impedirmi di credere che esse non possano rappresentare un riferimento per nuove politiche, interlocutori da seguire con attenzione. Senza pregiudizi.
Dal che il mio preambolo. Aspetto e osservo. La sensazione che sia tutti in movimento la sento sulla pelle. Mi perdonerete dunque se, ancor più che nel recente passato, scandalizzerò i più puri (e lo dico con assoluto rispetto) con giudizi ed ipotesi di prospettive che non giudicherò negativamente. Io sono per il fare più che per l’essere: e da fare ce ne a bizzeffe.





