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CAMERA DE** DEPUTAT*

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di Giovanni Bernardini

Due parlamentari del PD intendono presentare un disegno di legge per cambiare nome al parlamento. La camera dei deputati dovrebbe diventare camera delle deputate o del** deputat* onde eviatare orribili forme maschiliste del linguaggio.
E’ un processo in corso da tempo di cui questa trovata è solo l’ultima, provvisoria, tappa.
Molti fanno il gravissimo errore di prendere sottogamba queste follie. Si tratta di cose poco importanti dicono, le cose di cui occuparsi sono ben altre.
E’ verissimo che si ci sono cose estremamente più importanti di queste follie linguistiche, ma è sbagliato comunque sottovalutarne la pericolosità. Val quindi la pena di ribadire che si tratta di follie e motivare un simile giudizio.
Termini come deputato, presidente, ministro eccetera si riferiscono alla carica e non al sesso (sesso, non genere) di chi la ricopre.
E’ probabilmente vero che qualche decennio fa chi diceva camera dei deputati pensava ad una camera composta unicamente o quasi da maschi. Evolvendosi però una lingua modifica ed amplia i propri riferimenti semantici. Chi dice oggi “camera dei deputati” si riferisce ad una istituzione che comprende sia i maschi che le femmine.
Perché allora, potrebbe chiedere qualcuno, la parola che ha questo ampio riferimento semantico deve essere al maschile? La risposta è semplicissima: perché così si è evoluta la lingua. Una lingua si evolve e si modifica dal basso, nel corso di processi molecolari di lunga durata e nulla è tanto demenziale quanto pretendere di modificarla a tavolino.
I continui interventi sul linguaggio, le nuove parole che i media cercano di imporre alle persone normali, gli orribili neologismi che sorgono come funghi sono quanto di più autoritario, anzi, totalitario, si possa immaginare. Si cerca di imprigionare il linguaggio, bloccare la sua naturale evoluzione e di imporre a tutti un modo di parlare deciso da gruppi di burocrati del politicamente corretto
Tutto questo non è privo di importanza e fanno male coloro che per non apparire “maschilisti” accettano certi usi linguistici che qualcuno cerca di imporre a tutti.
L’aggressione al linguaggio è una aggressione alla libertà, di tutti, uomini e donne.
 

Autore

  • Redazione

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