
Il Global Combat Air Programme (Gcap) – la collaborazione fra Italia, Regno Unito e Giappone per sviluppare congiuntamente un caccia stealth – sarà un progetto straordinario, un sistema di combattimento aereo di sesta generazione che supererà le tradizionali piattaforme e velivoli.
Lo ha affermato il presidente della Commissione Difesa della Camera dei Comuni britannica, Jeremy Quin, in un’intervista ad “Agenzia Nova”.
Quin, che nella giornata di martedì ha avuto diversi incontri a Roma sul tema della cooperazione in materia di Difesa, ha ricordato l’importanza della cooperazione tra i governi di Roma, Londra e Tokyo.
“Sarà un aereo digitale di primo livello, enormemente avanzato. Anche il fatto che ho detto ‘aereo’ devo rimproverarmi perché aereo è l’espressione sbagliata. Si tratta di un sistema aereo da combattimento in cui i dati saranno assolutamente fondamentali ed è un importante passo avanti”, ha spiegato Quin, che in passato ha ricoperto l’incarico di sottosegretario alla Difesa, conosce bene “la relazione molto forte” con le Forze armate italiane e l’industria militare del nostro Paese.
“La combinazione di Leonardo, Bae Systems e Mitsubishi Heavy Industries è estremamente solida”, al servizio di un progetto “incredibilmente innovativo”, come ha rilevato Quin.
Allo stesso tempo, il Gcap richiederà “molte risorse e molto personale qualificato”, ma “è davvero emozionante e c’è un lasso di tempo ristretto, entro il 2035”. Si tratta di un progetto che ha ottenuto “un accordo tra le parti nel Regno Unito” e “stiamo esaminando i risultati che porterà, le tempistiche, il modo in cui l’industria lavorerà insieme” con i partner italiani, ha osservato il deputato britannico, definendo “enormemente rassicuranti” gli incontri avuti a Roma non solo con le controparti della Camera dei deputati ma anche con gli alti ufficiali dell’Aeronautica italiana. Come ha rilevato Quin, “sappiamo che l’Italia ha le competenze e le capacità”, oltre al budget “e all’impegno per lavorare in collaborazione come partner alla pari con il Regno Unito e il Giappone”.





