Home Cronaca QUALCHE BUONA NOTIZIA, UNA PRODUZIONE DI PICCOLI REATTORI

QUALCHE BUONA NOTIZIA, UNA PRODUZIONE DI PICCOLI REATTORI

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di Giulio Galetti

Stefano Buono e Luciano Cinotti, due allievi di Rubbia hanno dato vita a “Newcleo”, una startup che sviluppa piccoli reattori da 200 MWe. Sono reattori ultra-compatti che possono essere prodotti in serie e trasportati nei siti di installazione. Costeranno una frazione dei reattori tradizionali a parità di potenza e, a regime, saranno prodotti nel 2026
Il reattore di Newcleo userà come carburante la miscela Mox (mixed oxide fuel, composta da uranio impoverito e plutonio ricavato dagli scarti di altri impianti.
In sostanza, brucia scorie anziché produrne. “Non avremo bisogno di estrarre uranio: per centinaia di anni potremo usare quello già estratto”, spiega Buono. “Produrremo meno di un metro cubo di scarti per ogni gigawatt elettrico annuo. E i rifiuti avranno vita breve: saranno radioattivi per 250 anni, contro i 250mila delle scorie delle centrali tradizionali”. Per il raffreddamento si userà il piombo invece dell’acqua. “Le proprietà del piombo rendono il sistema intrinsecamente sicuro. In altre parole, il design stesso rende impossibili incidenti come quelli del passato”.
Newcleo, oggi ha 360 dipendenti, è stata costituita in Inghilterra e ha sedi anche in Francia e in Italia, dove impiega 130 scienziati nel centro di ricerca di Torino. I test – su sistemi non nucleari – cominceranno a breve al centro Enea del Brasimone, sull’Appennino bolognese, che nel 2026 ospiterà anche un prototipo (sempre non nucleare). Un primo reattore da 30 MWe e la prima fabbrica di combustibile partiranno nel 2030 in Francia. Il primo reattore commerciale diventerà operativo nel 2032, in Inghilterra.
Nel giugno 2023 newcleo ha usato una parte dei fondi per comprare Srs e Fucina, aziende italiane di sistemi a piombo liquido per uso nucleare. Ad agosto ha speso 69 milioni per l’acquisizione di Rütschi, gruppo svizzero delle pompe nucleari. “Stiamo creando la catena di fornitura. Vogliamo mantenere sia i brevetti, sia la manifattura dei componenti chiave. Tutte le competenze devono rimanere a bordo”.
Il governo francese si accinge ad entrare nel capitale della startup, pioniera del nucleare pulito di quarta generazione, con una quota di minoranza. In Francia sono già previsti investimenti per 3 miliardi ed è stato avviato il piano di autorizzazione per la costruzione del primo impianto.
Nella foto lo schema del prototipo realizzato per lo studio di fattibilità in cui è entrata anche Finmeccanica, per dotare le grandi navi di propulsione a zero emissioni, azionate dai reattori Newcleo con la miscela Mox
 
 

 

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  • Redazione

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