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L’ABUSO D’UFFICIO

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di Gianvito Caldararo

L’abrogazione è la soluzione ? È stata avviata una serrata discussione se l’abrogazione del reato di abuso d’ufficio è la soluzione del problema. Vi sono quelli che condividono l’abrogazione e quelli che ritengono che l’abrogazione non risolva i problemi, ma si corre il rischio di agevolare un clima di autoritarismo. Si è giunti a ipotizzare l’abrogazione dell’abuso di ufficio perché è balzato un dato statistico davvero gravemente anomalo. E’ stato rilevato che il 97% dei processi riguardati il reato dell’articolo 323 del codice penale, cioè il reato di abuso di ufficio, si conclude con assoluzioni e archiviazioni. Ma i danni sul piano politico e personale sono estremamente notevoli. Quindi un certo abuso della funzione giudiziaria ha rappresentato la causa del perché si è giunti a discutere di abrogazione. Infatti, uno dei giudizi più autorevoli, insospettabili e severi verso la costante forzatura interpretativa della magistratura inquirente in tema di abuso di ufficio è stato espresso dalla Corte Costituzionale, con riferimento alla sentenza n°8 del 2022, emessa in occasione del giudizio di legittimità dell’ultima restrittiva riforma del 2020 dell’0articolo 323 del codice penale. In tale sede la Corte Costituzionale affermava : ” l’intervento normativo in discussione oggi in discussione riflette due convinzioni, entrambe diffuse : A) che il rischio penale e, in specie , quello legato alla scarsa puntualità e alla potenziale eccessiva ampiezza dei confini applicativi dell’abuso d’ufficio, rappresenti uno dei motori della ” burocrazia difensiva “; B) che  quest’ultima costituisca a propria volta un freno e un fattore di inefficienza dell’attività della pubblica amministrazione “. A fronte delle valide ragioni per chi sostiene l’abrogazione, vi sono anche autorevolissime e qualificate voci di chi dubita che l’abrogazione sia il rimedio. Queste ultime voci evidenziano che chi sostiene l’abrogazione non sta dalla parte del diritto penale liberale, ma in realtà si pongono, forse anche inconsapevolmente, dalla parte di quello autoritario. Sottolineano che il reato di abuso di ufficio dovrebbe rappresentare per il privato un presidio per i possibili soprusi del pubblico ufficiale o del pubblico amministratore. Come noto, l’abuso entra negli ordinamenti europei con la Rivoluzione francese ed è figlio del diritto penale liberale. Lo prevedeva il Codice Toscano del 1853, come pure lo prevedeva anche il Codice Zanardelli del 1889. Quindi, il vero tema è quello che attiene alla facilità con cui si promuovono azioni penali e all’assenza di un vero filtro all’udienza preliminare. La soluzione sarebbe quella di adeguare in maniera chiara la norma, ma anche di porre in essere un’azione penale meno arbitraria, abusata e sbagliata. A questo punto, giova ricordare le seguenti parole di Craxi in direzione della giustizia italiana: A) Vi sono giudici che non cercano la verità e la giustizia. Al loro posto cercano soprattutto lo spettacolo, indispensabile a creare popolarità, necessaria per estendere e rafforzare un potere al di là di quello regolato e limitato dalla legge “; B) ” Quando i giudici si proclamano sacerdoti di una ” rivoluzione “, quando si appellano ai sentimenti della piazza, la giustizia ha già perso le sue virtù, che sono l’obiettività, la verità, l’equilibrio, la serenità e l’umanità “. Domanda finale: basterà abrogare il reato di abuso di ufficio?

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  • Redazione

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