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I FONDI PER LO SVILUPPO

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di Savino di Scanno

Il Sole 24 Ore di oggi dedica un’intera pagina, per esattezza la pagina 34 quando forse meritava la notizia una impaginatura di prima pagina circa i Fondi per lo Sviluppo.
La notizia riguarda l’ impegno meritorio di questo governo di dotare, dopo averla realizzata, la Zes Unica per il Sud di 1,8 miliardi di euro per il 2024.
È una manovra imponente che riguarda le risorse destinate alle imprese ed alle attività produttive dalla legge di Bilancio e prevedono una serie di incentivi che vanno dall’ applicazione dei crediti di imposta, al Fondo di Garanzia per le PMI, agli indennizzi Simest.
L’ autorevole quotidiano economico uno dei pochi meritori di acquisto nel desolante panorama della editoria nazionale, elenca ben evidenziati tutti gli interventi e scadenze, ,dall’ agrifotovoltaico innovativo alla manifattura, dalla ricerca e produzione di idrogeno verde alle start up di territori montani.
Sono interventi importanti.
Potremmo aggiungere la mole industriale di fondi destinati al PNRR, da distinguere in “sovvenzioni ” ovvero interventi a fondo perduto e “prestiti” ove l’ Italia è la prima in Europa come dotazione ricordando che questi ultimi sono debiti che sarà necessario rimborsare.
Se aggiungiamo il valore raggiunto dal nostro debito pubblico vi è da non dormire la notte al pensiero di ciò che lasceremo alle nuove generazioni, per chi rimarrà nel Belpaese a vivere e lavorare.
Comunque plauso per la volontà del governo fortemente impegnato a dare una svolta al sistema socio economico nazionale.
Bene. O meglio non molto bene. Perché qualche riflessione deve essere fatta.
Spesso con un carissimo amico e collega con cui si opera da circa 30 anni, considerando non qualificate relazioni professionali di minor durata, si pone cenno al fatto che forse, è si ripete forse, “gli italiani non sono brava gente” a dispetto dell’affermazione di “essere brava gente” che completa la farsa del Paese “spaghetti, pizza e mandolino”.
Perché si scrive questo? Perché i precedenti, a voler citare solo gli eventi degli ultimi anni, non sono eclatanti. Esempi? I soldi buttati per mascherine, banchi a rotelle e monopattini del periodo Covid ad esempio. Vogliamo aggiungere le mega truffe per i Superbonus edilizi dove si è scoperto che erano stati applicati a comuni ed immobili inesistenti?
E malgrado tutto questo impiego di denaro poi sempre oggi si legge sulla “Stampa ” di Matteo Feltri che gli italiani hanno difficoltà nel predisporre un adeguato pranzo quotidiano.
Si scrive quindi di controlli, e questi li deve compiere lo Stato è già inizia il problema. Noi abbiamo sigle di apparati giudiziari, di Polizia, di Agenzie, di commissioni anti corruzione, anti mafia, anti quello che vi pare che a volerli elencare tutti la Biblioteca Vaticana non potrebbe registrarli.
Abbiamo il più elevato numero di conferenzieri, convegnisti a tema che la galassia intera non potrebbe produrli, ma il risultato è sempre lo stesso, ovvero è lo si scrive in modo chiaro ed inequivoco, poi i soldi pubblici “qualcuno ” li ruba.
Esatto. Vengono rubati, distratti, si usi il termine più gradito ma è così e sarà così anche questa volta.
Poi fra qualche anno la nostra Guardia di Finanza metterà in galera un po’ di persone ma il risultato non cambierà. Verranno fatte anche Commissioni di Inchiesta Parlamentari ma conosciamo sempre i precedenti come la Commissione per la P2 dove Presidente fu nominata una “brava donna” come Tina Anselmi che si immagini come è cosa poteva capire degli elenchi di Gelli. E cosa scrivere del giornalista Paolo Guzzanti che in qualità di Presidente della Commissione Mitrokhin capiva di spionaggio russo come lo scrivente può capire di allevamenti a mare di vongole e cozze.
Fra qualche anno faranno una Commissione Parlamentare su soldi rubati ai vari PNRR e come Presidente designeranno un Preside di qualche Istituto Scolastico Parificato.
È l’Italia, ma purtroppo si gioca sulla pelle ed i soldi degli italiani.

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  • Redazione

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