Home Cronaca GLI AGRICOLTORI BLOCCANO LA GERMANIA: “SENZA AGRICOLTURA NON C’È FUTURO”

GLI AGRICOLTORI BLOCCANO LA GERMANIA: “SENZA AGRICOLTURA NON C’È FUTURO”

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 Agricoltori sul piede di guerra in Germania contro la politica del governo di Olaf Scholz e i tagli dei sussidi per il settore.

Migliaia di agricoltori stanno bloccando la Germania. La capitale presa d’assalto tra camion, automobili, furgoni e rimorchi.

L’intero territorio tedesco è interessato dalle manifestazioni organizzate dai contadini per protestare contro la decisione del governo di tagliare i sussidi al diesel e le esenzioni fiscali per i veicoli a uso agricolo.

Come al solito, da parte del mondo socialista e verde, anziché cercare di capire le ragioni profonde delle proteste, si grida al fascismo e al nazismo.

La logica è sempre la stessa. Chi non è d’accordo con socialisti e verdi o è fascista o è nazista, mentre la verità è che il mondo, che non è fascista e tento meno nazista, ne ha piene le tasche di ideologie prone alla finanza internazionale e alle delocalizzazioni in Cina.

Di fatto i nuovi fascisti sono proprio loro, quelli che gridano al fascismo, in quanto intolleranti e attuatori di logiche dittatoriali.

Tuttavia, la realtà è più forte delle menzogne e delle accuse di un mondo rosso-verde che ogni giorno perde un pezzo di credibilità.

Le nuove proteste e blocchi stradali sono iniziati ieri e si protrarranno per tutta la settimana in più città e Land di tutto il Paese. Manifestazioni a cui si sono associati anche rappresentanti dei trasportatori.

Molte strade del Paese, anche autostrade, sono bloccate. I coltivatori hanno raccolto i loro trattori anche davanti la Porta di Brandeburgo, a Berlino. 

Sono oltre 560 i trattori di agricoltori giunti ieri mattina sulla Strada 17 giugno davanti alla Porta. Camion e rimorchi sono stati dispiegati nel cuore della città, sul viale che dalla Porta conduce alla Colonna della Vittoria nel Tiergarten.

“Senza agricoltura non c’è futuro”, recita uno degli slogan degli attivisti scesi in piazza. Nello Stato del Meclemburgo-Pomerania, gli agricoltori e i trasportatori – che protestano contro l’aumento dei pedaggi – hanno bloccato le rampe di accesso alle autostrade con centinaia di trattori. Anche a Dresda, in Sassonia, alcuni accessi alle autostrade sono inaccessibili. Nel distretto di Cloppenburg, nel nord ovest della Bassa Sassonia, 40 mezzi hanno bloccato una strada a largo scorrimento.

Sempre in Bassa Sassonia, in seguito alle proteste degli agricoltori in Germania, la produzione nello stabilimento Volkswagen di Emden si è fermata. “La produzione è ferma per oggi”, ha detto un portavoce della Volkswagen, come riporta la Frankfuerter Allgemeine Zeitung, spiegando che le vie di accesso verso lo stabilimento sono state bloccate dalle proteste e non è quindi possibile per i dipendenti recarsi al lavoro.

Il governo ha anticipato la cancellazione degli agevolazioni fiscali sull’acquisto di combustibile diesel per l’agricoltura e le esenzioni per i mezzi agricoli nel quadro della proposta correttiva di bilancio per fare fronte al ‘buco’ di 17 miliardi di euro aperto dal no della Corte costituzionale all’impiego di fondi destinati al contrasto del Covid e avanzati per l’attuazione delle politiche ‘verdi’.

La cronaca della giornata dà l’idea di una Germania paralizzata.

Le testate tedesche seguono con dirette e resoconti che tratteggiano un quadro di paralisi per numerosi capoluoghi e arterie stradali, ormai invasi da sit-in e colonne di trattori: la città di Cottbus, nel Brandeburgo, è sostanzialmente isolata.

In alcuni casi, per lavoratori e studenti è impossibile raggiungere uffici o scuole: molti plessi scolastici hanno deciso di rimanere chiusi e in alcuni ospedali si stanno registrando difficoltà nell’erogazione dei servizi sanitari di base a causa dei blocchi stradali. A Tangermünde, in Sassonia-Anhalt, non si poteva attraversare un ponte sull’Elba che dà accesso diretto a un vicino nosocomio, mentre ad Halle le proteste hanno bloccato un’ambulanza. A Oberkrämer, nel Brandeburgo, risultavano inaccessibili due ingressi sull’autostrada A10, mentre l’A13, vicino Ortrand, risultava non percorribile nonostante un tribunale amministrativo abbia vietato le manifestazioni degli agricoltori.

In mattinata si è formata una colonna di trattori di ben 20 chilometri sulla A63 vicino a Magonza, ma l’elenco delle strade interessate è lunghissimo e la polizia ha perfino parlato di “autostrade deserte” intorno a Berlino. Problemi si riscontrano anche nei centri dei principali capoluoghi. Nella capitale, la Porta di Brandeburgo risultava intasata di mezzi agricoli, mentre verso il centro di Monaco di Baviera si sta dirigendo una colonna di oltre 5.500 trattori.

Le testate tedesche parlano di decine di migliaia di contadini protagonisti di una protesta che ha già ricevuto il sostegno di altre categorie colpite direttamente o indirettamente dal provvedimento di Berlino, come camionisti o addetti alla logistica (protestano contro l’aumento dei pedaggi), albergatori o commercianti.

“Chiediamo alla cittadinanza di comprendere. Non vogliamo perdere il grande sostegno e la solidarietà che stiamo ricevendo da ampi settori della società”, ha detto il presidente dell’Associazione tedesca degli agricoltori, Joachim Rukwied. Una parte dei previsti tagli ai sussidi al settore agricolo sono stati ritirati la scorsa settimana dal governo Scholz, ma i coltivatori chiedono di più. Il ministro tedesco dell’Economia, Robert Habeck, ha ammonito in un video social dall’uso della protesta da parte di estremisti, con la presenza di “fantasie di sovvertimento”.

Nei giorni scorsi il governo ha fatto una parziale marcia indietro, precisando che saranno mantenute le esenzioni per i mezzi agricoli e che la cancellazione delle agevolazioni fiscali sul diesel sarà diluito in tre anni. Ma l’Associazione degli agricoltori ha comunque confermato la mobilitazione, chiedendo il ritiro completo delle proposte.

Il ministro dell’Economia e della Protezione del clima tedesco, Robert Habeck, ha messo in guardia dalla radicalizzazione della protesta degli agricoltori, in corso da ieri al 15 gennaio in tutta la Germania con blocchi stradali effettuati con i trattori. In un videomessaggio sui social network, l’esponente dei Verdi ha avvertito che, nella mobilitazione dei contadini, “circolano appelli con fantasie di sovversione”, si stanno formando “gruppi estremisti” e vengono “apertamente esposti simboli nazionalisti”.

Al riguardo, come riferisce il quotidiano “Bild”, l’esponente del governo federale ha tracciato dei paralleli con la Repubblica di Weimar, rovesciata dai nazionalsocialisti. Gli agricoltori protestano contro il taglio dei sussidi al loro settore previsti dall’esecutivo del cancelliere Olaf Scholz. In un primo momento, si trattava di abolire l’esenzione dal bollo auto per i veicoli agricoli e le sovvenzioni per il diesel. Di fronte all’immediata reazione dei contadini, il governo federale ha deciso di mantenere i mezzi per l’agricoltura esentati dall’imposta automobilistica e di cancellare gradualmente i sussidi per il carburante, con la completa abolizione nel 2026. Tuttavia, gli agricoltori respingono tali modifiche e chiedono il pieno ripristino delle sovvenzioni.

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  • Redazione

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