di Savino di Scanno
Fu Filippo il Macedone nel IV secolo. a.C., secondo gli storici, a coniare la frase “Divide et Impera”.
Principio geopolitico, come direbbero i nostri scienziati contemporanei della materia, fu la strategia che permise all’ Impero Romano fin dall’epoca repubblicana delle guerre italiche all’epoca della sua massima espansione, di conquistare popolazioni e territori ponendo sudditi ed avversari gli uni contro gli altri con alleanze oblique ed accordi trasversali.
Nel leggere la Enciclopedia Treccani troviamo menzionati anche la Casa d’Austria nel 19 sec. con la citazione successiva di Luigi XI “..diviser pour regner..”.
Nel ‘900 saranno gli inglesi con le loro politiche coloniali ad utilizzare tali tecniche.
Per la Cina si deve considerare “dottrina” consolidata giuste fonti come “L’Arte della Guerra” ed “Il libro dei 36 stratagemmi”.
Possiamo scrivere che è la pratica quotidiana anche attuale degli Stati “primari” verso gli Stati “satelliti “.
Si realizza fomentando divisioni, discordie, tradimenti, ponendo gruppi sociali antagonisti fra loro. Il metodo, ad esempio, è generare contemporaneamente classi dirigenti corrotte ed incapaci sia di governo che di opposizione premiando servi e stupidi con carriere fulminanti ed immeritate e ricompensando i più scaltri ed infidi con denaro, commesse e privilegi contribuendo alla creazione di repulsioni sociali generali.
Ai tempi d’oggi eccellenti ausili vengono forniti dalla stampa con giornalisti addestrati alla gogna dell’avversario di turno su ordine del padrone di turno, sistemi social utilizzatori di procedure mutuate dalle neuroscienze che minimizzano le funzioni cerebrali degli utenti all’ inno “l’ ignoranza è felicità”, come il noto Tik Tok, i famosi “leoni della tastiera” veri casi psichiatrici insigniti delle turbe psichiche più gravi che scorrazzano indisturbati ovunque seminando odio e cattiverie.
Ma di questi tempi si ha anche di più raffinato ovvero l’ utilizzo del sistema giudiziario come regolatore delle faide istituzional
In Italia è facile che ciò accada giusto lo spirito italico di “Guelfi e Ghibellini ” ove si preferisce vendersi al primo straniero di passaggio invece di trovare un accordo con il contradaiolo dirimpettaio.
Ma quali sono le finalità del “Divide et Impera”?
Il denaro tanto per iniziare. Qualche esempio. Si parla tanto di made in Italy, del prestigio dei nostri prodotti gastronomici e poi si legge in prima pagina del “Il Sole 24 Ore” che il 100% della catena “La Piadineria” passa al fondo internazionale CVC Capital. Ma è solo uno degli ultimi casi di svendita della ricchezza italiana.
Il potere politico, ma qui è ancora più facile da noi basta leggere casi di comuni italiani pagati dai cinesi per ogni tipo di attività dalle mense scolastiche ai viaggi premio.
E cosa scrivere del Professor Dugin, mente raffinata figlio di alto ufficiale del Kgb e da sempre espressione del “Cremlino pensiero ” in questi giorni ospite di vari convegni nella Penisola. Ma “noi” non dovevamo difendere il Made in Italy? Ma “noi” non siamo schierati a favore dell’Ucraina? Ma “noi”non abbiamo disdetto l’accordo della “Via della Seta” per sottoscrivere la “Via del Cotone”?
Chiedersi cosa stiano facendo coloro “strapagati” per difendere gli interessi nazionali diventa imbarazzante.
Da “noi” non bisogna fare molti sforzi per farci dividere perché a volerlo sempre ricordare, Guicciardini secoli orsono, coniò il famoso “…o Franza o Spagna pur ché se magna..”.
Un popolo di Arlecchini e Pulcinella.




