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RIDERE FA BENE

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di Gianvito Caldararo

Ridere non fa bene, ma i tempi sono tali che non si riesce più a ridere. Le guerre, la crisi economica, la diffusione di certi gravi reati, qualunquismo e populismo, tutti insieme contribuiscono a cancellare il ridere e a diffondersi odio, stress, rancori, ansia, tensioni e depressione. La verità è che mancano le occasioni per il sorriso, cioè la reazione di durata e di intensità più attenuata.

Una ricerca della Università di Basilea in Svizzera, ha dimostrato che le “risate frequenti, non importa se a crepapelle o più misurate, grazie ai loro effetti biologici e sociali rendono il cervello più resiliente in caso di problemi”. E’ stato accertato che “l’ilarità stimola la produzione di endorfine, responsabile della sensazione di piacere connessa al riso”, come pure “ridere contribuisce ad accelerare il battito cardiaco, migliorare la circolazione, dilatare i polmoni e bruciare perfino le calorie”. Viene affermato, inoltre, “che il sistema cardiocircolatorio se ne giova come con l’attività fisica”. L’altro vantaggio è quello del rilascio nel cervello della serotonina, cioè il neurotrasmettitore del buonumore. Infatti, “la terapia del sorriso viene considerata un buon antidepressivo”.

Anche lo studio della Università della California meridionale, ha dimostrato “che ridere aumenta i livelli di dopamina e ciò aiuta il cervello a lavorare meglio, migliorando la memoria e la capacità di apprendimento”. Anche la dottoressa Alessandra Massironi, neuropsicologa e psicoterapeuta, ha fatto presente che “una sana risata determina effetti favorevoli anche sul piano fisico”. La dott.ssa Massironi, sostiene, che “durante la risata si rilasciano endorfine e la portata respiratoria è più ampia, pertanto, la ossigenazione risulta migliore e i muscoli si distendono, così rallenta la frequenza cardiaca”.

Ridere, sempre secondo il parere della citata dott.ssa Massironi, “è importante perché oltre a sostenere il tono dell’umore, riequilibra e attenua stress e nervosismo”. Ciò genera uno stato di rilassamento generalizzato accompagnato da sensazione di euforia e da sostanziale serenità. È stato accertato che ridere “contribuisce a contenere la produzione di cortisolo, ormone coinvolto nelle reazioni psicofisiche allo stress e, al contrario, favorisce la produzione di melatonina, responsabile della regolazione dei ritmi sonno -sveglia”.

Nella risata si attivano circa 12 muscoli facciali e si sollecitano quelli della spalla, dell’addome e del diaframma. Si narra che in America, un ex dirigente bancario, che da anni si dedicava a corsi di formazione del personale delle banche, era solito, all’inizio della giornata e alla ripresa del pomeriggio, di raccontare una barzelletta. E giù risate a crepapelle per la durata dell’intero corso. Solo alla fine del corso svela il suo segreto in ordine al racconto della barzelletta quotidiana. Racconta che aveva sperimentato che la risata contribuiva ad elevare il grado di attenzione a seguire in maniera più vigile le lezioni da parte dei partecipanti.

La barzelletta con la quale iniziava il corso di formazione era la seguente: Dottore, io e mia moglie abbiamo un figlio con i capelli rossi, mentre io e mia moglie li abbiamo castani, come mai? Il dottore: ma voi quante volte all’anno fate l’amore? Risposta del coniuge: una sola volta all’anno. Allora il problema è risolto, dice il dottore: è la ruggine. Buona risata a tutti. 

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  • Redazione

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