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IRAN, GIUSTIZIATA SAMIRA SABZIAN, IL SILENZIO DEI PROPAGANDISTI DI PROFESSIONE

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di Marforius
 
Samira Sabzian, l’ex sposa bambina, in carcere in Iran da anni e condannata alla pena capitale per avere ucciso suo marito, è stata impiccata ieri mattina in Iran.
Dopo aver passato dieci anni in carcere, Samira vittima di anni di segregazione di genere e di violenza subita nel contesto familiare,  ha concluso la sua vita come martire del regime di Teheran.
Dall’inizio del 2023, sono state giustiziate almeno 17 donne, condanne a morte.
Questa l’assordante notizia, che crea sdegno ed indignazione nell’animo di qualsiasi persona dotata di buon senso.
In Iran le leggi consentono matrimoni senza l’assenso della donna ed anche precoci, come pure non tutelano la donna dalla violenza domestica, ove si arriva anche all’uccisione ella donna stessa in caso di ribellione. Per di più la famiglia della vittima ha la facoltà di decidere se far eseguire la condanna comminata od accettare un indennizzo monetario: come spesso accade i familiari hanno scelto l’uccisione della povera donna.
Il clamore mediatico, soprattutto internazionale, di questa morte finirà tra qualche giorno. Ci si dimentica in fretta di questa e di tante altre vittime di un regime che non ha alcun rispetto per la vita umana.
In Italia, tranne qualche articolo o qualche accenno,  però ancora una volta anche di fronte a un evento del genere nella sostanza il silenzio è assordante.
Hanno preferito tacere le femministe, quelle che si offendono se qualcuno non usa orribili neologismi come “ministra” o “deputata”, o se addirittura si fa precedere il cognome del marito a quello della donna.
Silenzio generalizzato: chi se ne frega delle donne iraniane, della polizia morale.  Sono molto più importanti le dissertazioni sulla differenza fra femminile e femminista.
Siamo alla solita ipocrisia della pseudo sinistra, campionessa di slogan e sproloqui a favore dei diritti più fantasiosi e delle battaglie femministe, che guarda caso ha bisbigliato, in qualche raro caso, solo qualche parola per condannare questo vero e proprio omicidio di una ragazza, che si è ribellata alle violenze subite, per non parlare del matrimonio precoce che ha dovuto subire.
Poveri furbacchioni, c’è da capirli: tutto l’attivismo profuso da sempre a favlore delle cause perse, come l’idea di far adottare “Bella ciao” come inno nazionale.
Sto ancora aspettando i vari sit in, le dichiarazioni delle solite pasionarie a senso unico alternato e il popolo della sinistra al caviale, che sciorinano i soliti mantra, che non meritano neanche di essere ricordati.
Non sappiamo cosa farcene di questa pseudo sinistra, la quale peraltro danneggia non solo il contesto socio-politico del Paese, cosa questa già di per se indegna, ma anche quello degli autentici progressisti e riformisti, che dovrebbero però prendere definitamente le distanze da questi figuri, senza se e senza ma.
I soliti ipocriti, in realtà biechi propagandisti quando parlano di queste cose, che mentono sapendo di mentire, allorché parlano di una cultura diversa e non di una barbarie.
C’è da chiedersi poi dove sono finiti tutti i manifestanti professionisti, donne in nero, popolo diversamente colorato, imbroglioni riuniti e manipolatori della realtà seriali.
Vergogna. Vergogna per l’assurdo regime iraniani e vergogna per i fiancheggiatori dello stesso, che sono solo imbroglioni ed utili idioti.
 

Autore

  • Marforius

    MarforiusMarforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.

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