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IL PIANO EUROPEO SUI MIGRANTI

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di Vito Schepisi
 
C’è finalmente un accordo in Europa sulla delicata questione dell’immigrazione. Sembra che sia in dirittura d’arrivo il “Patto sui migranti e l’asilo”.
Bisognerà, però, leggere il testo ed analizzarlo nelle righe, prima di cantare vittoria: perché non ci siano più tracce delle furbizie del passato.
La buona ragione, però, assieme alla coerenza ed alla presenza attiva del Governo, inducono ad essere fiduciosi.
Non si può ancora sbagliare, nè prestare il fianco a chi in Europa aveva visto nell’Italia il campo profughi d’Europa.
Dovranno ricredersi quei paesi che, scaricando gli immigrati tutti in Italia, avevano trovato un comodo espediente per liberarsi dei loro problemi interni.
Non è colpa dell’Italia se hanno problemi per la consistente presenza dei cittadini delle loro ex colonie.
Il varo di un Patto serio, e che coinvolga tutti, è una buona notizia. Lo è anche per il diverso credito che questo Governo sta ottenendo in Europa, a differenza dell’atteggiamento supino e servile del passato.
L’aria che doveva cambiare, sta cambiando, e non si può non esserne fieri.
I detrattori ed i nemici dell’Italia adulta, sovrana, seria, equa e dignitosa stanno rodendo.
Peggio per loro! Troveranno, “more solito”, mille modi per mettere i bastoni tra le ruote. L’importante, però, sarà andare avanti con serenità e facendo ciò che sarà giusto fare.
Questo Patto europeo metterà fine “ope legis” ad uno degli strumenti politici per fare cagnara, ma sarà anche utile a stroncare il circuito affaristico messo in piedi.
Buzzi, socio di Carminati, nell’inchiesta “Mafia Capitale”, intercettato al telefono diceva: “Tu hai idea di quanto guadagno con gli immigrati? Il traffico di droga rende di meno”.
C’era attesa per una soluzione europea che consentisse, con il controllo dei confini e con le idonee misure di sicurezza, di poter sentire la presenza attiva dello Stato.
Si pensa che questa presenza stia arrivando.
C’è voluto del tempo, ma sta arrivando, malgrado coloro che sulle questioni importanti non si sentono mai arrivare.
Il nuovo sistema per la gestione migratoria sarà anche utile per poter recuperare quei vocaboli imprescindibili da far sentire a quegli italiani che finora hanno conosciuto solo il verbo subire: le parole come onestà, legalità, equità, dignità, decoro e giustizia che avranno finalmente più valore.
Ed altri vocaboli, come assistenza e solidarietà, saranno da rivalutare nel loro giusto equilibrio.
Con il Patto si eviterà anche che gli atti di carità degli italiani finiscano nelle tasche di chi vive di espedienti, e che di professione fa, da una vita, il protestatario.
La definizione, pertanto, d’una questione controversa, usata dai paesi europei contro l’interesse nazionale, e strumentalizzata dal tifo politico in Italia, è come un bel regalo di Natale da mettere sotto l’albero.
Con il venir meno dell’invasione migratoria senza controllo:
– si potranno usare le stesse risorse per politiche attive d’integrazione e di inclusione;
– si potrà rendere un servizio utile ai migranti che si allontanano dai loro paesi per vere ragioni di difficoltà;
– ci sarà una ragione in meno per esasperare lo scontro politico.
Il tempo invocato, per tempi migliori su immigrazione ed asilo, sembra essere arrivato.
L’Italia ne potrà essere fiera perché sarà un suo grande successo politico.
Con il “Patto” che si sta definendo dovrà essere possibile controllare i flussi, controllare chi entra, fermare il traffico degli esseri umani, bloccare le infiltrazioni terroristiche, rimandare indietro in tempi rapidi tutti coloro che non hanno ragione per approdare in Europa.
Si potranno usare le stesse risorse per politiche attive d’integrazione e d’inclusione, rendendo anche un servizio utile ai migranti che s’allontanano dai loro paesi per serie ragioni.
La notizia del “Patto” europeo sui migranti, inoltre, arriva in frangenti di grande inquietudine.
Il popolo italiano non ha preso bene che una parte della destinazione dell’8 per mille del gettito IRPEF, andato alla Chiesa Cattolica, sia approdato nella disponibilità di Casarini, come non ha fatto sorridere i contribuenti italiani, sapere che i soldi destinati ai centri di accoglienza dei migranti siano finiti anche nel “diritto al lusso” della signora Soumahoro.
Il cambiamento gli italiani lo stanno sentendo arrivare: c’è la democrazia ed il buon senso che prevale!

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