di Savino di Scanno
Con la Battaglia di Salamina, ove Temistocle schierò le nuove triremi ateniesi contro la flotta persiana nel 480 a.c. si afferma il principio che ” chi controlla i mari controlla i continenti”. Ma dobbiamo attendere il Contrammiraglio statunitense Alfred Thayer Maham a fine Ottocento con il suo “The influence of Sea Power upon history 1660-1789” per definire con un trattato strategico tale assunto.
Mahan, definito il Von Clausewitz dei mari, fu anche il Presidente del Naval War College tra il 1886 ed il 1889, e con le sue dottrine navali fece abbandonare la dottrina Monroe alla diplomazia statunitense aprendo gli scenari della Geopolitica del Nuovo Continente.
Il “Sea Power” di Mahan imponeva il potere delle potenze marittime verso le potenze continentali attraverso elementi fondamentali come la costituzione di una flotta con capacità oceaniche, un sistema logistico navale capillare ed efficienti comunicazioni intercontinentali.
Fu Mahan a coniare, tra l’altro ,il termine “Medio Oriente “. Il pensiero di Mahan è caposaldo per gli studi in tutte le Accademie Navali Occidentali, e la nostra Sicurezza Nazionale offre una sua ampia biografia visionabile sul sito gnosis.aisi.gov.
Ma la Storia evolve le strategie operative ed è di qualche giorno fa che in un convegno accademico Lucio Caracciolo, direttore della rivista Limes, ha tracciato le politiche navali del Mediterraneo spingendosi fino al Mar Rosso ed il Golfo di Aden.
Il tema ha riguardo, in particolare, l’ imponente tracciato sottomarino solcato da milioni di cavi utilizzati per le trasmissioni, condotte energetiche, strumentazioni ad altissima tecnologia di valore ed importanza vitale per la nostra economia.
Quindi gli scenari mutano e mutano strumenti e risorse da impiegare.
Il sabotaggio del condotto North Stream 1-2 nel Mar Baltico di recente accadimento è la dimostrazione di quanto sia delicata la questione.
Il controllo dei fondali marini, in particolare ad elevate profondità, non è attività semplice.
A qualche chilometro da Roma, in località Santa Rosa, sorge la nostra Centrale Multidominio della Marina Militare, centro di eccellenza a particolare rilievo strategico, per il controllo delle rotte di interesse nazionale. A questo centro è deputato il controllo delle infrastrutture marine e subacquee di aziende come Eni, Saipem, Terna, Sparkie , Consorzio Tap. Da questo Centro, su disposizioni degli Alti Comandi, derivano le attività della Flotta di Altura, delle Unità Sommergibili, dei Reparti Speciali come il Goi, i Reparti da Sbarco.
Lucio Caracciolo ricordava che l’Italia è una penisola ed in tal senso è il “mare” la sua primaria risorsa.
Si dovrebbero compiere accurate riflessioni da cui far derivare scelte politico militari adeguate. Come spesso si ripete, è necessario avere ” Visione ” ma soprattutto consapevolezza dei propri interessi nazionali se si vuole essere “soggetto geopolitico ” mutuando le parole di Caracciolo.
Ma le parole non bastano.
All’inizio della 2° Guerra Mondiale l’ Italia disponeva tra le più imponenti flotte sottomarine dell’ epoca che controllavano tutto il Mediterraneo aprendo in seguito la base oceanica Betasom per l’Atlantico.
Questa Nazione è attore protagonista della “Via del Cotone ” ove rilievo fondamentale sarà il controllo delle condutture energetiche che da Haifa partiranno verso l ‘Europa toccando le nostre coste come terminale.
Saggezza prevederebbe una adeguata preparazione e pianificazione in quanto, si presume, le elevate profondità si presidiano con Sommergibili ed unità specialistiche non certamente con canotti e mosconi di salvataggio reperibili sulla riviera romagnola.
Un ultimo punto. Il Generale Cesare Ame’, capo del SIM durante la 2 Guerra Mondiale, aveva spie in tutti i porti e spiagge del Mediterraneo, arrivando a far imbarcare “infiltrati” sulle navi francesi di Vichy per eludere il controspionaggio inglese dell’ammiraglio Cunningham. E cortesemente non si torni a ripetere il ritornello dei satelliti, dei droni , varie ed eventuali, perché era, è e sarà sempre il “Fattore Umano ” a fare la differenza.




