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GEOPOLITICA, LA LEZIONE DI CARACCIOLO

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di Savino di Scanno
Lucio Caracciolo è la persona che autorevolmente ha introdotto in Italia la conoscenza della Geopolitica, con la sua rivista “Limes” che ne rappresenta pensieri e contenuti.
Caracciolo si può definire un colto, nobile intellettuale scevro da condizionamenti e libero nella sua attività scientifica.
Bene. Recentemente ha concluso un suo seminario, tra l ‘altro visibile sui canali social all’indirizzo dell sua rivista, sul Belpaese.
Nella sintesi Caracciolo afferma che non basta essere un Belpaese quando “le chiavi di casa non le abbiamo noi ma altri”. Si dilunga sulla posizione italiana verso i 3 grandi blocchi geopolitici come USA, Cina, e Russia.
Parlando degli States afferma, ad un certo punto, che sarebbe il caso di essere più “indipendenti” altrimenti sarebbe necessario pubblicare i “trattati segreti” che vincolano l’Italia agli Stati Uniti. Non basta. Della Cina afferma che da noi fanno quello che vogliono compresa una forza di polizia ed una struttura giudiziaria amministrativa autonoma. Sulla Russia ha ricordato, in emergenza Covid, la missione russa in Italia dove, a suo giudizio, hanno realizzato una imponente operazione di spionaggio meritoria di adeguata indagine finalizzata a conoscere chi lo abbia potuto permettere. Nelle conclusioni ha parlato del Mar Mediterraneo e della sua elevata importanza strategica.
Il tutto in un video di circa 12 minuti. Chi scrive ha rivisto più volte il video.
Se tali affermazioni fossero state enunciate da una persona qualsiasi in un bar od in altro luogo ameno più di tanto non avrebbero destato attenzione o considerazione. Sono considerazioni gravissime.
Vi è un punto, ma senz’altro l’autorevole relatore non avrà avuto il tempo per parlarne in quanto anche esperto in materia militare e di intelligence.
Per fare quello che Caracciolo afferma è necessario avere Forze Armate efficienti, un sistema di approvvigionamento energetico autonomo, una forza economica adeguata per non permettere condizionamenti internazionali, non si dovrebbe avere uno tra i più imponenti debiti pubblici occidentali, si dovrebbe poter contare su una struttura di pubblica amministrazione efficiente e tanto altro.
Ma sono le parole iniziali dell’intervento di Caracciolo che sono la reale domanda e soluzione del “tutto”. Più o meno si può porla
come la volontà di essere un “soggetto geopolitico” e quali siano le condizioni per poter decidere di essere italiani, o di voler aderire ad altro sistema o sciogliersi.
Il 2 agosto 1847 il cancelliere austriaco Klemens von Metternich inviò una nota al conte Dietrichstein dove definì l’Italia “una espressione geografica”.
Caracciolo è bravissimo ma è sempre un esponente della élite radical chic che “torreggia” su classi dirigenti di nani, ballerine e traditori.
Basta ad ascoltare lezioni visto che “ben altri” meno autorevoli e blasonati sono da 40 anni che dicono le stesse ed identiche cose.
Basta con i teatrini di incompetenti, collusi e corrotti. I nostri figli lasciano queste terre per un futuro all’ estero, le condizioni sociali peggiorano, il potere di prima è rimasto allo stesso posto cambiando solo tessera.
Discutere di “merito” è una offesa all’ intelligenza, visto che sovente solo raccomandazioni e prostituzione intellettuale ed altro governano carriere e privilegi.
Comunque grazie al professor Caracciolo. Abbiamo la giusta conferma delle sue opinioni…..

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  • Redazione

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