Home Opinioni LA RATIFICA DEL MES E LA SPECIFICITA’ ITALIANA

LA RATIFICA DEL MES E LA SPECIFICITA’ ITALIANA

0

di Francesco Pontelli
Al di là delle solite schermaglie politiche, che caratterizzano il panorama italiano ed abbastanza avvilenti  la vicenda legata  alla ratifica del Mes sta raggiungendo dei Contorni imbarazzanti.
L’opposizione preme per la firma del Mes il quale viene usato solo ed esclusivamente come strumento politico di contrasto al governo, dimenticando come  il governo Draghi  non l’avesse ratificato.
Il governo in carica dimostra una rara indecisione e tentennamenti in relazione alle strategie da adottare, ventilando una possibile ratifica in cambio di qualche concessione ” decimale” relativa al deficit e probabilmente anche al debito pubblico.
Pur essendo diretto dai 19 Ministri delle Finanze,  il Mes  viene gestito da una Commissione alla quale accedono persone “di competenze internazionali”, che usufruiscono inoltre di uno scudo penale e civile in relazione alle proprie operatività.
In altre parole, la “commissione tecnica” rappresenta una sorta di organo con una extraterritorialità decisionale, che di conseguenza può imporre, qualora lo ritenga necessario, in  rapporto all’andamento della finanza  internazionale anche delle ristrutturazione dei debiti pubblici per i  paesi che hanno sottoscritto il trattato.
La logica conseguenza è rappresentata dal cambiamento della natura stessa del debito pubblico e del deficit,  i quali da indicatori finanziari  di sostenibilità  economica della politica adottata da un paese membro, si trasformano in  semplici  fattori finanziari e di conseguenza soggetti ad una valutazione di mercato immediata.
Entrambi, quindi, escono da una valutazione economica di natura prospettica e relativa anche ad una credibilità della politica di un governo. 
Questa metamorfosi del debito pubblico come del deficit potrebbero rappresentare un pericolo enorme per i paesi ad alto rapporto tra PIL e debito pubblico, dei quali l’Italia ne è la più lampante espressione anche grazie all’adozione massiccia di finanziamenti a debito del PNRR.
L’ isolamento attuale del nostro paese  non dovrebbe essere ricondotto ad una volontà politica antieuropeista, ma in considerazione della particolare situazione della finanza pubblica italiana, come pure dalla espressione di un tentativo di preservare la unicità, anche se in negativo,  del nostro paese.
 
Non si possono porre oggi le condizioni per una stretta finanziaria nel medio termine Imposta attraverso la commissione del Mes , ad un paese che non ha ancora compreso quanto e come  sia stata sprecata l’opportunità offerta con il Quantitative Easing .
Una opportunità sprecata che ha solo creato una percezione di sospensione dalla realtà attribuibile ai governi Renzi Gentiloni e Conte 1 ed  in relazione ai fondamentali economici finanziari del paese.
 
Il Covid prima , la guerra russo-ucraina 
dopo , con la conseguente onflazione ed esplosione dei costi energetici hanno sostanzialmente azzerato le mediocri illusioni dei governi precedenti .
 
Il  Mes ora rappresenta l’opportunità attraverso la ratifica o meno di dimostrare di avere una visione prospettica , 
invece  del solito opportunismo politico che vede come protagonisti il governo ed opposizione.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui