
Massimiliano Bonne, in un articolo pubblicato domenica 10 dicembre https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/italia/opinioni/15141-intelligenza-artificiale-controllo-e-spiritualita.html
ci avverte, con puntualità di dati, sui pericoli che stiamo correndo in relazione all’uso dell’intelligenza artificiale e dei vari metodi informatici di controllo, i quali arrivano persino a monitorare da remoto le nostre onde cerebrali.
Utilissima lettura, quella dell’articolo di Bonne, per renderci conto che l’accordo sull’AI Act, la legge europea sull’intelligenza artificiale, raggiunto domenica scorsa dopo un negoziato fiume di oltre 36 ore, è solo un primo debole, anche se positivo, passo volto a garantire la nostra incolumità.
Debole, perché non va alla radice del problema.
Si tratta del primo quadro normativo sui sistemi di IA nel mondo e ha come obiettivo di garantire che l’IA protegga i diritti fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, stimolando al tempo stesso l’innovazione e rendendo l’Europa leader nel settore.
I negoziatori hanno concordato una serie di salvaguardie e ristrette eccezioni per l’uso di sistemi di identificazione biometrica (RBI) in spazi accessibili al pubblico a fini di applicazione della legge, previa autorizzazione giudiziaria e per elenchi di reati rigorosamente definiti.
L’RBI “post-remoto” verrebbe utilizzato esclusivamente per la ricerca mirata di una persona condannata o sospettata di aver commesso un reato grave.
Quanto alle pratiche vietate, la lista dei divieti include i sistemi di categorizzazione biometrica che utilizzano caratteristiche sensibili, come le convinzioni politiche, religiose e la razza, la raccolta non mirata di immagini del volto da Internet o da filmati di telecamere a circuito chiuso per creare database di riconoscimento facciale, il riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro e nelle scuole, il social scoring (sistema di credito sociale in uso nella Repubblica Popolare Cinese al fine di sviluppare un sistema nazionale per classificare la reputazione dei propri cittadini), le tecniche manipolative, l’IA usata per sfruttare le vulnerabilità delle persone.
La questione è di fondamentale importanza e deve andare ben oltre questo primo debole, anche se positivo passo, e deve impedire che chiunque, anche le intelligence dei vari Stati e i militari, si approprino della nostra individualità.
Leggendo l’articolo di Bonne ci si rende conto che si va ben oltre la difesa della privacy. Si entra in quella distopia infernale che Angelo Tonelli definisce “furto d’organo”[1], dove l’organo è la nostra anima, il cui occhio è la nostra capacità intuitiva profonda.
“Nella nostra epoca, contrassegnata dal trionfo della tecnica e della scienza sempre più saldate in un binomio che esalta la dimensione della razionalità funzionale, – scrive Tonelli – è già in atto una scissione dell’interiorità, che è destinata a crescere esponenzialmente con la rivoluzione cibernetica in corso di intensificazione, rivoluzione che costringe e costringerà sempre di più gli umani a potenziare il “pensiero meccanico”, ovvero un lógos riduttivo e segmentato, privato del suo respiro cosmico, a tutto svantaggio di quella che Jung chiamava anima, e di quello che i Greci chiamavano nous”.[2]
Già la riduzione del pensiero a razionalità è, secondo Tonelli, “una castrazione antropologica dell’umanità, vale a dire l’amputazione del centro più profondo degli individui che li connette all’armonia segreta del cosmo. Ciò è avvenuto attraverso il silenziamento, o la caricatura o la ghettizzazione di tutte le esperienze mistiche, iniziatiche, sapienziali ben radicate nel nostro Occidente greco e magnogreco, a sua volta originariamente connesso con il sostrato sciamanico e sapienziale eurasiatico”.[3]
La castrazione antropologica in atto da parte della tecnica mette in profonda discussione la realtà stessa dell’essere umano, così come scrive Henry Corbin, affrontando l’immaginazione creativa ed esperienza mistica nel Sufismo di Ibn ‘Arabî.
Per i sufi, scrive Corbin, “esiste, “oggettivamente” e realmente, un triplice mondo: tra l’universo percepibile mediante la pura percezione intellettuale (l’universo delle Intelligenze cherubino) e l’universo percepibile dai sensi, esiste un mondo intermedio, il delle Idee, delle Immagini, delle Figure-Archetipiche, dei corpi sottili, della “materia” – “immateriale”; mondo reale e oggettivo, coerente e sussistente, come il mondo intelligibile e l’universo sensibile, intermedio, “nel quale lo spirituale prende corpo e all’inverso il corpo diventa spirituale”, costituito da una materia reale e dotato di un prolungamento reale, benché allo stato sottile e immateriale rispetto alla materia sensibile e corruttibile. L’organo di questo universo è proprio l’Immaginazione attiva; quello è il posto del visioni teofaniche”.
Corbin parla di un mondo intermedio mediatore che chiama “mundus imaginalis”.
Abbiamo, nella Tradizione, tre mondi:
- – il mondo apprendibile per pura percezione intellettuale: un mondo di pura informazione, accessibile dalla conoscenza noetica:
- un mondo delle idee-immagini: mondo dove lo spirito prende corpo e il corpo prende spirito, fatto di uno strato sottile e immateriale, accessibile dalla conoscenza eidenetica (l’intuizione in Eraclito):
- un mondo dei corpi materiali, la cui conoscenza avviene con i sensi.
Il mondo delle idee immaginali è il “mundus imaginalis”, al quale si riferisce anche Hillman.
Se traduciamo in un possibile dato scientifico i tre mondi, possiamo dire che il primo è di pura informazione (il nucleo informativo essenziale); il secondo è un mondo di luce (immagine), composto da fotoni, lo strato sottile che non è materiale (i fotoni non hanno massa); un mondo di materia, quello corporeo.
Imprigionare i corpi è stato fatto da secoli, ma chi era imprigionato per le sue idee poteva dire che imprigionavano il suo corpo ma non la sua anima e il suo spirito.
Ora siamo arrivati ad imprigionare l’anima, il campo elettromagnetico che non solo assicura la vita, ma che è anche costitutivo del “mundus imaginalis”, ossia di quel mondo di immagini che consente la conoscenza eidenetica.
Massimiliano Bonne scrive che l’RNM (Neural Remote Monitoring), oltre a monitorare le onde elettromagnetiche emesse dagli esseri umani “può inviare immagini direttamente alla corteccia visiva, bypassando gli occhi e i nervi ottici. Ne risulta un sistema così altamente sofisticato che il monitoraggio remoto neurale può tracciare l’attività elettrica della corteccia visiva di una persona, trasmettendo direttamente immagini al suo cervello, mentre il tutto poi viene controllato tramite un monitor video. Inserendo di nascosto immagini nel cervello, qualsiasi agente di un ente preposto per un’agenzia di difesa, come l’NSA, per esempio, con l’uso dell’RNM, possono spingersi fino a programmare a influenzare la mente attraverso le normali funzioni condizionate. Infatti l’impiego della metodologia RNM, tipicamente in uso nelle comunità di intelligence, consiste nell’alterare le percezioni di un soggetto dal punto di vista dei suoi stati d’animo e del controllo motorio. L’RNM infatti permette un completo controllo audiovisivo del cervello”.
E’ del tutto evidente che siamo all’invasione del “mundus imaginalis”, ossia alla possibilità di condizionare l’anima.
Non solo.
“Per i Greci – scrive Angelo Tonelli – il noûs, già in Parmenide, Eraclito, Empedocle, e poi in Aristotele, Platone, e ancora più tardi in Plutarco, negli Oracoli caldaici e nel Neoplatonismo, è l’intuizione profonda “l’occhio dell’anima”, il fulcro dell’interiorità individuale che tutto connette e ricompone nel Grande Uno”.[4]
Condizionando l’anima si condiziona “l’occhio dell’anima” e, conseguentemente ogni conoscenza non solo eidenetica, ma anche noetica.
Siamo di fronte ad una logica transumanista che sta riducendo l’umanità ad un insieme di pupazzi imprigionati in mondo artefatto, a disposizione di chi controlla non solo la conoscenza dei sensi, ma quelle eidenetica e noetica. Siamo di fronte alla deriva dell’umanità verso la sua trasformazione in un insieme di carne che cammina, possibilmente prodotta da uteri artificiali, prossimo passo verso l’abisso, che da luminoso diviene infernale.
C’è da chiedersi dove siano e cosa facciano le eterie spirituali e dove stiano le grandi religioni del mondo che anziché occuparsi davvero, in questo caso, di salvare l’anima, si dedicano al green, dimenticando la loro essenza spirituale.
[1] Angelo Tonelli, Negli abissi luminosi, Feltrinelli
[2] Angelo Tonelli, Negli abissi luminosi, Feltrinelli
[3] Angelo Tonelli, Negli abissi luminosi, Feltrinelli
[4] Angelo Tonelli, Negli abissi luminosi, Feltrinelli





