Home Politica ZELENSKY CAMBIA POSIZIONE OGNI GIORNO – PUTIN: “È ILLEGITTIMO”

ZELENSKY CAMBIA POSIZIONE OGNI GIORNO – PUTIN: “È ILLEGITTIMO”

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In un’intervista a “Le Parisien” Volodymyr Zelensky ha detto che l’Ucraina non ha la forza di riassumere il controllo della Crimea e del Donbass.

“Non possiamo dare via i nostri territori. La Costituzione dell’Ucraina ci proibisce di farlo. De facto, però, questi territori sono ora controllati dai russi. Non abbiamo la forza di riprenderne il controllo. Possiamo contare solo sulla pressione diplomatica della comunità internazionale per costringere il presidente Putin a sedersi al tavolo dei negoziati”, ha riferito Zelenesky, sottolineando che nessun leader del mondo ha il diritto di negoziare con Putin senza la partecipazione dell’Ucraina.

Sembrava che il presidente ucraino avesse preso atto della realtà, ma a distanza di 48 ore ha cambiato opinione, affermando: “Noi vogliamo la pace, ma la Russia no, Putin è pazzo”.

Come si fa a chiedere di costringere Putin a presentarsi al tavolo dei negoziati se poi gli si dà del pazzo?

Dare del pazzo a colui con il quale dovrai trattare, significa semplicemente che, dopo 48 ore dall’esame di realtà, Zelensky si è piegato ai falchi interni e esterni, cosicché il leader maximo di Kiev sembra ormai un pugile suonato che vaneggia.

“Dobbiamo capire – ha detto ieri Zelensky – che non possiamo vivere con un conflitto congelato. Quando si parla di cessate il fuoco in qualsiasi conflitto, in qualsiasi guerra, la gente ha bisogno di sapere cosa succederà dopo, come finirà, dobbiamo sapere che domani, per poter agire oggi, dobbiamo prendere delle decisioni, altrimenti si avrà solo un conflitto congelato e basta. Per questo l’Ucraina ha bisogno di garanzie di sicurezza, di una posizione forte per l’Ucraina e di garanzie di sicurezza. Senza dubbio, l’Ucraina vuole che la guerra finisca. Indubbiamente vogliamo la pace, una pace duratura, e la Russia non la vuole, come dimostra costantemente”.

Le esternazioni di ieri sono state fatte a Bruxelles durante la sua partecipazione al Consiglio europeo, dove ha anche affermato che le garanzie che può fornire l’Europa non bastano e che sono necessarie quelle della Nato.

“Per quanto riguarda gli accordi di Istanbul, che non sono mai esistiti, si trattava di un ultimatum della Federazione Russa il primo giorno dell’occupazione del nostro Paese nel 2022”, ha poi evidenziato. Ha inoltre sottolineato l’importanza del sostegno militare, in particolare la necessità di equipaggiare completamente le brigate per proteggere l’Ucraina.

Uno schiaffo all’impotenza dell’Europa, che di fatto è una montagna di chiacchiere e di inutili sanzioni e la richiesta di un ombrello Nato che è la questione principale per la quale la Russia è entrata a gamba tesa sul suolo ucraino. Zelensky sembra davvero vaneggiare.

Secondo Zelensky Putin “è pericoloso perché per lui una vita umana non ha valore. Niente. E penso che sia pazzo. Lo penso davvero. Credo che anche lui pensi di essere pazzo. Ama uccidere. È molto pericoloso per tutti”.

Vaneggiamento completo e preoccupante.

La risposta di Putin non ha tardato a venire: “Non abbiamo precondizioni per avviare negoziati – ha detto lo zar del Cremlino -, ma i documenti di pace saranno firmati solo con un leader legittimo”.

In buona sostanza per Putin Volodymyr Zelensky è un signor nessuno, con il quale non firmerà nulla.

La questione è ormai chiara. Volodymyr Zelensky, che un giorno è per la trattativa, un altro per ammettere che l’Ucraina non ha la forza per mandare via i russi da Crimea e Donbass e il giorno successivo che vuole entrare nella Nato e che con Putin non tratta perché è “pazzo”, è ormai un leader totalmente suonato e qualsiasi soluzione non avrà lui come protagonista.

L’esame di realtà dice che le cose stanno in questo modo, ossia che qualsiasi soluzione del conflitto avrà come interlocutore da una parte Vladimir Putin e dall’altra parte un leader ucraino che non sia Zelensky.

L’uccisione del generale Kirilov da parte dei servizi ucraini ha fatto chiaramente capire a tutti che Zelensky ormai non ha più in mano le redini del potere.

In queste condizioni rimane da vedere cosa farà Donald Trump.

Nel frattempo, con un tempismo che fa capire tutta l’inettitudine di quel che resta dell’Unione Europea, il Consiglio Ue ha varato le ennesime inutili sanzioni, ossia una sonora presa per i fondelli per chi muore al fronte e ha ribadito il suo appoggio a Kiev.

Giusto per fare in tempo reale una figura da peracottari, i leader europei si sono sentiti dire da Zelenski che ricevono gas dalla Russia.

In questo caso Zelensky non vaneggia. Basta guardare i dati.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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