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PROPAGANDA & INFORMAZIONE

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di Bruno Chiavazzo
Premesso che con l’opposizione che ci ritroviamo fatta dagli scioperi di Landini, dalle iniziative estemporanee della Schlein e dalle giaculatorie di Peppino Conte, corriamo seriamente il rischio (sic!) che l’armata Brancaleone che ci governa possa seriamente andare avanti a lungo. Ma il troppo stroppia. Non contenta di essersi presa “manu militari” l’informazione pubblica televisiva della Rai (Mediaset già faceva parte del “pacchetto” di governo), della stampa tramite il ras delle cliniche private Angelucci, ieri la Meloni ha “concesso” al Tg delle Poste Italiane (alzi la mano chi ne conosceva l’esistenza) un’intervista di 25 minuti senza contraddittorio che è stata trasmessa a loop in tutti gli uffici postali d’Italia.
Mi immagino gli impiegati e gli utenti in fila perenne, che si sono sorbiti la Premier, senza possibilità di cambiare canale, che decantava i successi del suo governo (?), le magnifiche sorti e progressive dell’Italia, il futuro roseo, insomma tutta la paccottiglia che ci ammanniscono a tutte le ore del giorno e della notte.
Inutile dire che le Poste Italiane sono di proprietà del Ministero dell’Economia e i suoi vertici sono nominati dallo stesso Premier che si autointervista. Sì perchè il tenore delle domande della direttrice del Tg delle Poste, Federica De Sanctis, era del tipo: “L’Italia sta andando bene, speditamente, sui binari decisi da Bruxelles. Cosa ne pensa?”. E giù la Meloni che per i venti minuti successivi, inanella la più bieca propaganda sul “migliore dei mondi possibili” (cit. Candide di Voltaire) in cui noi, irriconoscenti, italiani viviamo.
Una cosa da far impallidire i cinegiornali del regime di quando i treni arrivavano in orario e neanche i cognati del Duce li facevano fermare per scendere alla stazione desiderata.
Repetita Iuvant, se le Schlein, i Conti e i comunisti verdi del duo Bonelli Fratoianni, con il supporto di Aboubakar Soumahoro, pensano di fermare la deriva ducesca della Premier, meglio mettersi l’animo in pace. Questi andranno avanti per inerzia ( nella fisica la tendenza della materia a non modificare il suo stato di quiete o di moto), fino a quando non saremo costretti o a emigrare o alla resa incondizionata.
Tertium non datur.

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  • Redazione

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