Home Opinioni PIAGNISTEI E SCARSA AUTOREVOLEZZA DEL SINDACATO

PIAGNISTEI E SCARSA AUTOREVOLEZZA DEL SINDACATO

0

PIAGNISTEI E SCARSA AUTOREVOLEZZA DEL SINDACATO

In questi giorni si è aperto un dibattito sulla perdita del potere d’acquisto dei salari in Italia .

Sul Nuovo Giornale Nazionale Giuseppe Augeri ha posto questioni rilevanti, partendo dai dati ufficiali dell’Istat.

Interessante, ma solo alla condizione che si abbia il coraggio di andare a cercare alla radice quali sono state le scelte di fondo che hanno determinato un processo che sembra sempre più irreversibile .

A che serve oggi limitarsi ad agitare i poveri (operai, tecnici, contadini, manovali o commesse) prigionieri di un sistema ben delineato, costruito con abilità nel tempo e ora in Italia eletto a “simbolo”, espressione di sintesi dei dati Istat?

Quelli che osserviamo oggi sono gli effetti di scelte strategiche derivate dal fallimento della scuola di Chicago, che ha stabilito il primato della finanza sulla politica, ma non ha saputo, o voluto, prevederne gli effetti oggi sotto gli occhi di tutti .

La globalizzazione, che pone al centro il principio delle royalty – brevetti da concentrare sotto il controllo dei grandi fondi finanziari – come difesa della proprietà intellettuale: perno presunto del controllo dei monopoli produttivi e di politiche aggiornate di colonialismo geopolitico di fatto hanno ridotto la politica pianificata di tipo sovietico anche in una realtà storica come quella Europea a fare i conti non solo con l’attuale valore dei salari, ma anche con l’erosione del welfare.

Si è delegato ad ottimati cooptati, come l’abile affabulatore storico del Britannia, teorico della grande abbuffata delle privatizzazioni dei settori strategici produttivi pubblici e dell’economia italiana Mario Draghi, da sempre espressioni del mondo della finanza globalista e se questi perdono il controllo della geopolitica (perché questo è il punto centrale per il futuro dell’Europa), di conseguenza perdono una gran parte significativa del controllo della via delle materie prime ,decisive per una politica equilibrata dello sviluppo produttivo.

L’effetto oggi visibile è quello di trasformare aree produttive in riconversione da prodotti di largo consumo a prodotti funzionali ad armi da guerra: una scelta da agitare come strumento di deterrenza – magari utile ma insufficiente – per sviluppare in Europa una qualità della vita basata su un concetto di tutela delle proprie radici culturali e di un valore di democrazia finalizzata ad una politica di armonia e di pace: un cardine fondamentale di cui nel passato l’orizzonte sognato configurava i confini di un Europa dall’Atlantico agli Urali .

Una strategia ambiziosa certo ,ma utile da mantenere

In Europa si è ribaltato lo schema di una politica di sviluppo industriale partecipativo nato su tradizioni culturali riformiste a Bad Godesberg e il sindacato non se ne è storicamente accorto ?

La presunta sinistra canta in onore della finanza green green ….

Oggi sono i gelati rapportati al salario che rappresentano simbolicamente la lettura estiva di una regressione, ma dove stavano i leader sindacali quando applaudivano la Bce e prima Mario Monti e Mario Draghi esecutori di pianificazioni non certo neutre …..

Il prof. Giulio Sapelli, noto e autorevole economista, nei giorni scorsi ha tenuto a sottolineare sul giornale la Verità che se in Europa si faranno i bond comuni sicuramente finiranno usati e finalizzati per riconversioni produttive per armi da guerra .

Le conseguenze in una pluralità di campi dovrebbero a tutti ben note!

Come sottolineava Silvano Danesi osservando “la bussola “ politico economica attuale :

“E cambia faccia all’occorrenza

Da quando il trasformismo

È diventato un’esigenza.”

È così tutti i ruoli istituzionali e di rappresentanza sociale saltano per mancanza di saggezza e di autorevolezza .

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui