Il Marocco installa filo spinato e cannoni ad acqua per prevenire un altro attacco oggi – Sánchez a Lanzarote spiega agli spagnoli cosa leggere in vacanza – Scoppia il caso della centrale nucleare
Rabat sta militarizzando il valico di frontiera di Tarajal e sta setacciando le strade per impedire l’attraversamento di massa previsto per oggi.
Il Marocco ha dispiegato un ingente dispositivo di sicurezza in previsione di un nuovo attacco previsto per oggi, auspicato già dalla scorsa settimana.
Negli ultimi giorni, sui social media sono circolati messaggi che esortavano i giovani di tutto il Paese a dirigersi verso Ceuta.
In risposta, il Marocco che, come osserva El Mundo era rimasto inerte durante l’afflusso di circa 80.000 persone il 30 luglio scorso, ha schierato oltre mille membri dell’Esercito, della Polizia, della Gendarmeria e delle Forze Ausiliarie.
Il rafforzamento del confine marocchino è chiaramente visibile da Ceuta. La spiaggia è ricoperta di filo spinato e pattuglie militari sono presenti sulla collina sopra Tarajal.
Le misure di sicurezza si estendono ben oltre il valico di frontiera e raggiungono le città vicine come Castillejos, Martil, Rincón e Tetuán , nonché le strade che collegano con la zona di Tangeri e le montagne che circondano l’intera area.
Secondo El Mundo, qualunque cosa accada oggi, gli esperti temono che le misure di sicurezza del fine settimana, se non prorogate, rimarranno solo una facciata. Un esperto di OSINT, ad esempio, ha segnalato alle autorità questa settimana l’esistenza di 28 gruppi WhatsApp chiusi in cui si discute di un attacco imminente.
“Dicono che se non sarà il 15, sarà il 18 o il 23”, avverte, sollevando poi una nuova preoccupazione condivisa da diversi specialisti. “La situazione si è già estesa a Melilla. Lì dobbiamo essere molto vigili”.
Anche sul versante spagnolo le misure di sicurezza sono state intensificate. La barriera di contenimento marittima, installata anche a Melilla, è una delle nuove misure adottate a Ceuta rispetto al 30 luglio. Ma non è tutto. Giovedì scorso, il ministro Fernando Grande-Marlaska ha comunicato che la presenza delle forze di polizia ammonta a 880 agenti, 270 in più rispetto a due settimane fa. A questi si aggiungono 714 agenti della Guardia Civil, quasi 200 in più rispetto a luglio. Marlaska ha annunciato “il dispiegamento delle UPR [Unità di Prevenzione e Reazione] con altri 45 agenti di polizia”.
Le critiche a Pedro el veraneante
A Ceuta è allarme malattie e stupri, visto che ci sono 10 mila migranti rimasti nell’exclave spagnola.
Pedro, per dimostrare che non è accaduto niente e che non ci sono emergenze è partito in vacanza a Lanzarote, da cui consiglia agli spagnoli le letture estive.
Dura la posizione del sindacato di polizia.
«Gli agenti hanno fatto il proprio dovere, Pedro Sánchez è in vacanza» ha affermato il segretario generale del Sindacato Unificado de Policia Carlos Prieto.
A Ceuta l’ondata degli ingressi si è arrestata, ma l’emergenza continua nelle strutture sature, nelle procedure di identificazione e nel difficile ritorno alla normalità. Prieto ricostruisce gli allarmi rimasti inascoltati e il prezzo pagato dagli agenti. Per il Sup Madrid non è stata colta di sorpresa e ha reagito quando era ormai troppo tardi.
Nel frattempo, secondo le ultime rilevazioni le intenzioni di voto per i socialisti crollano al di sotto della linea di tenuta su cui il PSOE, malgrado gli scandali giudiziari, poteva ancora contare e, nel frattempo, aumenta il malcontento su entrambe le sponde del Mediterraneo.
Le principali dinamiche politiche vedono il blocco conservatore-sovranista (PP più Vox) attestarsi su una potenziale maggioranza di circa 199 seggi, ben oltre la soglia della maggioranza assoluta fissata a 176.
Vox ha capitalizzato le tensioni al confine chiedendo una linea dura sui rimpatri, il blocco dei trasferimenti di minori stranieri non accompagnati nelle comunità autonome e una posizione di fermezza verso il Marocco.
La gestione dell’emergenza migratoria a Ceuta ha esposto il premier Pedro Sánchez sia alle critiche dell’opposizione interna per il controllo delle frontiere, sia alle ritorsioni diplomatiche e politiche sullo scenario europeo.
Re Felipe VI ha espresso una posizione di “forte preoccupazione e indignazione” di fronte agli avvenimenti e alla crisi migratoria verificatasi a Ceuta. Attraverso un comunicato ufficiale diffuso dalla Casa Reale, il sovrano ha sottolineato che “lo Stato deve vigilare sulla sicurezza ed evitare che fatti del genere, tradottisi nella tragica perdita di decine di vite, si ripetano”.
Felipe VI ha manifestato l’intenzione di effettuare una visita ufficiale a Ceuta per portare la solidarietà della Corona.
“Lo scontro con l’Italia è davvero molto intelligente. Facciamo entrare illegalmente più di 70.000 persone solo attraverso Ceuta e vietiamo l’ingresso agli italiani, un Paese fratello che investe e contribuisce alla Spagna. Davvero spettacolare questo modo di voltare le spalle all’Occidente”, ha dichiarato la presidente della Comunità di Madrid ed esponente del PP, Isabel Díaz Ayuso, che si fa portavoce di milioni di spagnoli in imbarazzo per l’atteggiamento del governo spagnolo.
“Meloni – ha dichiarato Santiago Abascal, leader di Vox – sta proteggendo gli interessi dell’Italia, mentre Sanchez difende solo se stesso. È ridicola quella pretesa di fingere di essere degno con l’Italia mentre rimane inginocchiato davanti al Marocco. Chiederà il passaporto agli italiani quando non lo chiede agli invasori?”.
Quello di Sanchez è l’unico governo socialista e ideologico rimasto in Europa e il governo Meloni è il riferimento per i governi di destra nell’Unione europea, al quale guardano la maggior parte dei governi scandinavi, compreso quello socialista della Danimarca, e quelli dell’Europa orientale.
Vox è intenzionato a chiedere un’indagine nei confronti di Sanchez e del suo esecutivo per “possibili crimini di tradimento e contro la sicurezza dello Stato”.
Alberto Núñez Feijóo, leader del Partito popolare spagnolo, ha parlato di “triplice fallimento” del governo sul piano politico, migratorio, della sicurezza.
Il nucleare mette in crisi la maggioranza di governo
Mentre Ceuta e Melilla sono il tormentone spagnolo del Ferragosto è in arrivo una tempesta sul fronte nucleare.
Il rinnovo della licenza di esercizio della centrale nucleare di Almaraz ha aperto una spaccatura all’interno del governo di coalizione, su un fronte in cui in precedenza avevano dimostrato unità, anche nei momenti più critici del blackout.
Ieri, seguito all’annuncio del Ministero per la Transizione Ecologica, il partito Sumar ha reagito con una raffica di accuse. Il gruppo formato da Yolanda Díaz afferma che si tratta di “una decisione al servizio dell’oligopolio che ostacola la transizione energetica e grava sulla collettività”.
Accusano il loro partner di coalizione di aver ceduto alle pressioni delle aziende del settore. “Il mantenimento delle centrali nucleari è dovuto alle pressioni delle imprese e non a esigenze di competitività tecnica, ambientale o economica”, conclude Sumar.
Secondo Sumar, “continuare a superare la vita utile di queste infrastrutture ritarda una vera decarbonizzazione basata sulle energie rinnovabili e impone costi e rischi inaccettabili alla società, oltre a far aumentare i prezzi dell’energia”.
Sumar è nata nel 2023 su iniziativa di Yolanda Díaz (all’epoca vicepremier e ministra del Lavoro) per unire le forze a sinistra del PSOE in vista delle elezioni generali del luglio 2023.
Includeva (e in parte include ancora) diversi partiti e movimenti, tra cui: Movimiento Sumar (il partito “nucleo” creato da Díaz), Izquierda Unida, Más Madrid, Compromís, Catalunya en Comú e altri gruppi regionali e ambientalisti
Podemos faceva inizialmente parte della coalizione, ma se ne è poi separato.
Sumar si colloca a sinistra del Psoe e i suoi punti di riferimento ideologici sono: progressismo e socialismo democratico, ecosocialismo e ambientalismo, femminismo, diritti sociali e del lavoro, visione plurinazionale della Spagna.
Sumar è il partner junior del governo di coalizione con il PSOE di Pedro Sánchez.
Yolanda Díaz resta una figura importante (è ancora ministro), ma ha progressivamente abbandonato la leadership formale del partito. Nel luglio 2026 il Movimiento Sumar ha rinnovato la direzione eleggendo come co-coordinatrici Verónica Martínez Barbero (portavoce parlamentare) e Rosa Martínez.
L’organizzazione sta cercando di consolidarsi e prepararsi alle prossime elezioni (probabilmente con una nuova formula di alleanza a sinistra).
I sondaggi danno Pedro per spacciato
Principali sondaggi elettorali post-crisi di Ceuta (primi di agosto 2026)
SocioMétrica per El Español (5 – 6 agosto 2026)
PP: 33,8% → 149 seggi
PSOE: 26,0% → 103 seggi
Vox: 17,0% → 57 seggi
Sumar: 5,9% → 7 seggi
Podemos: circa 2,7% → 2 seggi
PP + Vox (e alleati minori come UPN) supererebbero comodamente i 200 seggi (maggioranza assoluta intorno ai 206-207). L’attuale maggioranza di investitura di Sánchez scenderebbe a circa 110-142 seggi.
NC Report per La Razón (31 luglio–4 agosto 2026)
PP: 34,2% → 145-147 seggi
PSOE: 25,2% → 101-103 seggi
Vox: 18,0% → 61-63 seggi
Sumar: 5,9% → 8-10 seggi
Anche qui la destra (PP + Vox) otterrebbe una maggioranza assoluta molto ampia, mentre la sinistra (PSOE + Sumar + Podemos) resterebbe sotto il 35%.
La tendenza dell’elettorato evidenzia come il PP di Alberto Núñez Feijóo mantenga e ampli il vantaggio e si confermi prima forza. Vox cresce sensibilmente rispetto al 2023 (dove aveva 33 seggi).
Il PSOE resta intorno al 25-26% (in alcuni confronti percentuali non crolla drasticamente rispetto a luglio, ma perde seggi rispetto al 2023). Sumar e l’area a sinistra del PSOE sono in forte difficoltà.
L’opinione pubblica è molto critica verso il governo: percentuali elevate chiedono che Sánchez riferisca in Parlamento, una ristrutturazione del governo o elezioni anticipate (fino al 74% in un sondaggio SocioMétrica).





