Home Opinioni Paragone politico di Tajani per la sinistra è prova di patriarcato

Paragone politico di Tajani per la sinistra è prova di patriarcato

0
Antonio Tajani - ph Ministero degli Esteri
Antonio Tajani - ph Ministero degli Esteri

Altro che libertà di pensiero: opposizione strumentalizza le parole del Vice premier al Festival di Itaca, ritenendole sessiste e retrograde

La libertà di opinione è un pilastro della democrazia. Chi non rispetta quella altrui ha bisogno di curare la dittatura che alberga nella mente.

C’è una subdola forma di fascismo dentro di noi che vorrebbe che altri non esprimessero più opinioni.

Vorrei ricordare che nel nostro ordinamento, la libertà di manifestare il proprio pensiero è un pilastro democratico.

Mi riferisco a una circostanza che ha visto coinvolto il nostro Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, successivamente attaccato sui social anche elaborando il suo pensiero e giungendo a conclusioni che credo il titolare della Farnesina non abbia nemmeno pensato.

Ma cosa è accaduto che ha scatenato questa intolleranza alla libertà di pensiero?

Durante il festival politico “Itaca” a Formello (RM), ha esordito in una sua intervista dicendo:

“Se dovessi dare un consiglio a mio figlio che mi chiede ‘che ragazza mi devo sposare?’.
C’è una ragazza affascinante, molto appariscente, che ha avuto tanti fidanzati e che ti pianta dopo due mesi, oppure una ragazza meno appariscente ma affidabile, con le gonne più lunghe, che ti mantiene la famiglia? Scegli la seconda”.

Ma perché le opinioni ci danno tanto fastidio?

Principalmente perché il nostro cervello le percepisce come una minaccia all’identità, alla stabilità emotiva e al bisogno innato di approvazione sociale.

Quando qualcuno esprime un’idea contraria alla nostra, non sentiamo solo parole diverse, ma una messa in discussione del nostro modo di vedere il mondo.

Reagire impulsivamente alle opinioni degli altri non è saggio.

La vera cultura coincide con la capacità di “guardare le cose dal punto di vista dell’altro”.

Tuttavia, capita molto spesso di vedere persone istruite o pseudo-intellettuali scagliarsi contro le opinioni altrui.

Questo accade per una netta distinzione tra la “vera cultura” e l’accumulo di nozioni.

In effetti, ormai in Italia abbiamo sempre più nozionisti che persone di levatura culturale, malgrado abbiamo un altissimo tasso di laureati.

Il vero intellettuale non attacca l’opinione in quanto tale, ma cerca di capire su quali fondamenta si poggi.

Oggi, invece, siamo in mano a una mandria di arroganti nozionistici.

Chi usa lo studio come uno strumento di potere o di auto-affermazione tende ad attaccare violentemente le opinioni che considera “inferiori”.

In questo caso, la cultura non è un mezzo di apertura, ma una clava per stabilire una superiorità gerarchica.

Curiamoci, quindi: l’arroganza e il pregiudizio sono brutte malattie.

Autore

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui