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L’ERA DELLA DECADENZA

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di Sergio Restelli

Con il passare degli anni, crescendo e maturando si riflette spesso su questo criterio, quello cioè del tempo che passa e apporta – o dovrebbe apportare – sviluppo e maggior civiltà.

Si deve ricredere e riconsiderare certe convinzioni, in tema di sviluppo.

Un esempio tra tutti è rappresentato dalla capacità tecnica di costruire strutture architettoniche di una certa imponenza.

Il Colosseo, monumento storico che attrae turisti nella capitale e da ogni parte del globo, fu eretto in soli otto anni 8 anni dal 72 all’80 DC.

Si provi a pensare all’imponenza della costruzione, al volume di materiali necessari per erigerla si parla di 100.000 metri cubi di pietra e cemento di migliaia di esseri umani che parteciparono alla sua costruzione ma soprattutto, affascina pensare che, nonostante il fatto che nel corso dei secoli abbia subito 3 gravi incendi e ben 4 terremoti, con la necessità di essere poi riparato e ristrutturato, il Colosseo sia ancora lì, ad attrarre e mostrarsi con la sua geniale imponenza ai contemporanei.

Quanto sviluppo, anche di tipo tecnico, quanta preparazione e quanta volontà di progresso albergavano millenni fa, in confronto a ora!

Se si ragiona sul fatto che nell’antica Roma, o nell’antico Egitto, esistevano specialisti in grado di sviluppare progetti colossali e faraonici che sono giunti fino a noi quasi intatti malgrado i graffi del tempo e delle intemperie, non si può non riflettere sulla decadenza che oggi viviamo quotidianamente, in special modo in un paese decadente come l’Italia, in cui qualsiasi tipo di progetto è destinato a crollare, fallire o a essere evidentemente sbagliato fin dal progetto sulla carta.

Si chiama decadenza, ed è il nuovo sistema adottato da quelli che ritenevamo essere paesi e governi civili. Fin qui si è parlato di capacità di progettazione, di calcolo e costruzione, ma cosa accade quando la decadenza ammala il genere umano?

Perché il passare del tempo crea involuzione invece di maggior progresso?

Una spiegazione potrebbe essere nascosta all’interno del romanzo in tre parti dal titolo “L’uomo senza qualità” dello scrittore austriaco Robert Musil, trilogia pubblicata tra il 1930 e il 1943.

La sintesi di questa opera è che il progresso è regresso, e il passo fondamentale di questo lavoro è concentrato nel seguente paragrafo: “Ogni progresso è anche un regresso. C’è progresso sempre e solo in un determinato senso. E poiché la vita nella sua complessità non ha senso, nel suo complesso non ha nemmeno progresso”.

Per comprendere meglio ciò che può apparire come un paradosso, si rifletta su come l’essere umano, privato di una vita a misura d’uomo a causa di uno sviluppo tecnologico sfrenato e messo troppo facilmente nelle mani di individui a volte incapaci di servirsi al meglio di certi strumenti, sia caduto nella trappola di un finto progresso che lo ha costretto a regredire.

Chi ha letto Fahrenheit 451, romanzo fantascientifico di Ray Bradbury pubblicato nel 1953,sa come si possa far crollare l’intelletto umano, genericamente parlando, fornendo poderose dosi di stupidità attraverso ciò che l’umanità ritiene indispensabile con un oggetto per tutti: il televisore.

Questo contenitore può contenere ottime trasmissioni, in grado di sviluppare l’intelletto, la curiosità, l’intelligenza.

Di contro, lo stesso contenitore può sviluppare stupidità, calo dell’attenzione, cancellazione del pensiero critico, diminuzione dell’intelligenza.

La domanda da porsi è: chi sceglie cosa vedere e perché?

Come mai una trasmissione come Temptation Island supera un programma di divulgazione scientifica come Noos al punto da far decidere alla dirigenza Rai di sospendere la messa in onda della serie televisiva condotta da Alberto Angela?

Perché, fondamentalmente, un’umanità pressata da problemi di ogni sorta, privata del diritto di crescere e di svilupparsi, a cui viene negata una buona istruzione per tutti e la voglia di migliorarsi, cade nell’errore di non voler pensare a cose serie, preferendo attività ludiche prive della necessità di ragionamento o di incameramento di dati, che sarebbero invece elementi preziosi per la crescita e lo sviluppo di ogni individuo.

Un culo e due tette sono più semplici e piacevoli da assimilare per entrambi i sessi rispetto al racconto dettagliato di come riuscissero a costruire le piramidi nell’antico Egitto.

Le storie sentimentali, vere o finte che siano, di esimi sconosciuti che si presentano in TV per raccontare i fatti loro, attraggono perché le persone meno impegnate intellettualmente si identificano nella vita di queste coppie di estranei e hanno gli stessi problemi di corna, di unghie finte e ciglia posticce da andare a rinfrescare dall’estetista, lo stesso problema di calcetto serale con gli amici e colleghi o di palestra per ballare qualche danza caraibica di gruppo.

Non ci sono voluti troppi anni per far sì che gli eredi di chi,30 anni fa circa, ancora sognava di progredire attraverso un processo di sviluppo cognitivo e culturale, si stia trasformando in automa e copia carbone di qualche influencer o per sognare di diventare protagonisti di una trasmissione televisiva che, agli occhi del mondo ha un solo merito: lo share e l’audience, null’altro.

L’era della decadenza ha effetti tangibili tra le persone che hanno un potere tale da poter gestire e decidere molto sulle sorti dell’umanità, e che oggi sono quelle che hanno in mano la gestione del web e della tecnologia.

Personaggi come Elon Musk, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos non sono diventati ricchissimi solo grazie alla loro capacità imprenditoriale e al fatto di essere rari esempi di visionari sopra le righe.

Costoro sono persone giuste al momento giusto, che hanno saputo cogliere l’andamento generale e si sono dati da fare per mettersi in gioco nello scacchiere mondiale, geopolitico e tecnologico.

Le guerre moderne si combattono sul filo della finanza e della connettività, altro che carrarmati e bombe, tirati fuori alla bisogna per non scontentare i nostalgici della normalità.

Provate a pensare alla potenza che la digitalizzazione può esercitare contro gli esseri umani comuni: un click e non possiedi il tuo conto corrente, un altro click e non puoi partire con l’areo che avevi prenotato, un altro paio di click e… Matrix è nulla in confronto a ciò che stiamo già toccando con mano.

Nel febbraio del 2018 si affrontò l’argomento dei rischi della cancellazione del denaro contante: un mondo senza denaro contante…

Non a caso, negli ultimi tempi accadono strane disconnessioni, situazioni planetarie che sconvolgono l’umanità, magari per poche ore o un paio di giorni, per renderci conto che nemmeno così il genere umano resta in allarme, anzi….Non appena la connettività mondiale torna attiva, tutti tornano alle proprie faccende, come se nulla fosse accaduto.

Eppure, stanno accadendo cose gravi, come la disconnessione internazionale avvenuta nei giorni scorsi le cui cause non sono state affatto chiarite, per poi arrivare a strambe informazioni relative a tempeste solari tanto violente da mettere in seria difficoltà le connessioni, la telefonia e tutto ciò che ci fa esistere.

Quanto ci sta facendo progredire la tecnologia in mano a chi preferisce farci arretrare?

È questo ciò che ogni essere umano senziente dovrebbe porsi ogni giorno come domanda con lo scopo di uscire dalla gabbia invisibile, eppure forte e potente contro la libertà degli individui.

Libertà di crescere, di svilupparsi, di vivere in un contesto socialmente accettabile, dove la parola “accettabile” significa che tutti, più o meno, si possa condividere certi modi di vivere in società.

La pretesa di accettare la decadenza come unica soluzione eletta a progresso, è la prova di come ciò che una larga parte di umani lo ritenga sviluppo, quando, in realtà, ci troviamo di fronte a un regresso particolarmente grave.

Molti conoscono bene i processi cognitivi e socio culturali e la cosa interessante per tutti, è sapere se sia possibile uscire da questa gabbia trasparente eppure così forte e oppressiva.

La risposta è si, a patto di voler davvero fare qualcosa per se stessi, per le persone care e, a scendere, per la collettività.

Non è necessario faticare per cambiare stile di vita e condurre una battaglia contro ciò che limita il progresso umano e impone decadenza: basta mettere ogni giorno un poco di volontà per cercare di sfilarsi da furbe imposizioni.

Ogni giorno, magari di sera, staccare la connessione cellulare: il pianeta Terra non si dissolverà nell’universo, familiari, amici e colleghi non ci abbandoneranno in alcuni casi è sufficiente avvisare “stacco il cellulare, se avete bisogno scrivetemi un sms o telefonate” guardare il cielo: guardo spesso il cielo, non solo perché mi piace ma perché mi fa staccare dalle incombenze e dai pensieri quotidiani.

Si osserva che nel corso degli anni, sono rarissime le persone ad avere quest’abitudine.

Farlo mentre si passeggia, invece di restare incollati allo schermo del cellulare, aiuta a recuperare un tempo umano e a decidere quando restare connessi comunicare a voce: le chat sono sicuramente una grande invenzione ma attenzione, perché non stanno contribuendo allo sviluppo del genere umano quando, se utilizzate con saggezza potrebbero renderlo più umano.

Due parole dette a voce sono più umane di lunghi vocali o messaggi scritti che, spesso, creano errori di comprensione tra gli esseri umani.

Un conto è acquistare un colore nuovo per dare una pennellata di novità al guardaroba, un altro conto è essere vittima della moda che diviene poi acquisto compulsivo.

Non siamo la moda che impongono altri, bensì gli abiti che ci fanno sentire bene così da creare la nostra moda.

Si può scoprire che attraggono e non si era mai tentato di cambiare canale in precedenza per abitudine e superficialità.

Per continuare la lista con altre cose che appaiono alla mente, per colui che almeno desideri provare a esercitare la volontà che questi consigli, che sono solo piccole variazioni su abitudini, che solo apparentemente, sembrano immodificabili, si può: cambiare la percezione, quindi lo stile di vita, per chi desideri qualcosa di più rispetto a ciò che viene offerto come indispensabile.

Si è migliori di quanto si voglia far credere poiché in ogni essere umano alberga una forza, spesso sconosciuta agli individui, che può emergere e diventare propulsiva, ed è quella di cui accorgersi e su cui è necessario impegnarsi ,se davvero, si vuole migliorare la società di cui, bene o male, facciamo parte.

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  • Redazione

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