

Sul sito del “Vaso di Pandora” Roberto Mazzoni, giornalista che ci informa dalla Florida, affronta la questione dei dazi e della svalutazione del dollaro.
Gli Stati Uniti – sostiene Mazzoni – si liberano dal vincolo del dollaro. La strategia di Trump, che può sembrare incredibilmente confusa, se non se ne comprende la radice fondamentale, è molto semplice. Trump vuole distruggere il dollaro per salvare il sistema del dollaro”
“Trump – spiega Mazzoni – ha dichiarato di voler prima di tutto ricostruire l’industria americana, riportando soprattutto industrie manifatturiere all’interno degli Stati Uniti e creando posti di lavoro per gli americani. Inoltre, vuole ristrutturare l’industria della difesa, che durante la guerra in Ucraina ha dimostrato di non essere all’altezza, rendendola indipendente dalle forniture estere, in particolare dalla Cina. Oggi molte delle forniture militari statunitensi dipendono da componenti cinesi e, stando a una proiezione già fatta dal Pentagono fino al 2014, entro il 2030 la quasi totalità dei sistemi d’arma americani dipenderà da componenti cinesi, che possono riguardare l’acciaio, l’elettronica o qualsiasi altra cosa, sia cinese che taiwanese. Anche i bulloni, per esempio, sono componenti fondamentali. Si sta quindi uscendo da un’ottica di politica economica, la politica economica è finita, siamo liberi dalla politica economica, entriamo in quella che negli Stati Uniti viene definita Statecraft Economy, ovvero l’economia dell’arte del governare. In parole povere, si è disposti a perdere anche tanto in termini economici, pur di salvaguardare la nostra indipendenza industriale, militare e il nostro posto nel mondo in quanto nazione. Trump ha ammesso che il periodo di egemonia americana è finito, il periodo globalista è finito o sta finendo, e che gli Stati Uniti, alla pari delle altre superpotenze (Russia, Cina, India e forse qualcun’altra in futuro), dovranno ritagliarsi il loro posto nel mondo, definendo i confini che ritengono essere più vantaggiosi per sé”.
Trump vuole tutelare l’economia reale, portare nuove industrie, ricostruire l’infrastruttura produttiva americana.
“Biden – spiega Mazzoni – ha iniettato nell’economia una grandissima quantità di denaro per investimenti di tipo pubblico” e questo “ha creato una grande bolla della borsa che va sgonfiata”.
“Secondo gli analisti finanziari – ci dice Mazzoni – ci sarà una crisi finanziaria paragonabile a quella del 2008 che durerà fino al 2028, quindi fino alle elezioni vere e proprie. Trump ha comunque dei progetti per proteggere l’America dalle conseguenze, staremo a vedere. Le tariffe giocano un ruolo importante in questo senso. In pratica, Trump sta trasformando la struttura monetaria americana in modo che assomigli a quella cinese: ci saranno due dollari, uno prodotto internamente e uno esternamente. Quello esterno verrà distrutto, mentre quello interno verrà tutelato”.
Ci sarà inflazione e la pagheranno gli altri, sostiene Mazzoni sulla base dei pareri degli analisti.
“Questa inflazione verrà quasi per intero esportata. Trump deve far scendere la borsa, sta creando terrorismo mediatico”.
Per Trump, sostiene Mazzoni, “è più importante riattivare i rapporti tra Stati Uniti e Russia, perché tutto questo gioco che vi sto descrivendo dipende fortemente dalla gestione dell’energia. Infatti, se guardi quali sono i protagonisti principali delle discussioni di pace, ti renderai conto che è così. Stati Uniti, Russia e Arabia Saudita. Sono le tre superpotenze energetiche mondiali e devono risolvere le loro controversie, perché l’ondata inflazionistica che sta per arrivare colpirà soprattutto i Paesi poveri di energia. Dove sta andando l’oro dell’Europa? Quello di Londra sta prendendo la strada dell’oltre Atlantico, dell’oltre Oceano. La stessa cosa sta accadendo in Svizzera, quindi dall’Europa l’oro sta fuggendo verso gli Stati Uniti”.
Qui ci fermiamo con i riferimenti.
Chi volesse sentire l’interessante analisi di Roberto mazzoni per intero lo può fare sul sito: https://mazzoninews.com/2025/04/12/pandora-il-collasso-del-dollaro/





