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La Corte dei conti europea seppellisce il Superbonus

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Corte dei conti europea

“La misura più costosa e meno efficiente” – È stata introdotta dal governo Conte (2020)

Il rapporto sugli incentivi per le ristrutturazioni boccia il 110 per cento: ogni kWh risparmiato è costato 9,72 euro, quasi quattro volte i 2,58 euro previsti dal governo.

E la Commissione, che il bonus lo aveva benedetto, ora prende le distanze.

La Corte dei conti europea (European Court of Auditors – ECA) ha criticato duramente il Superbonus 110% italiano nel suo rapporto speciale 20/2026 sull’efficientamento energetico delle abitazioni private con fondi del Recovery and Resilience Facility (RRF/Pnrr), introdotto dal Governo Conte.

Giuseppe Conte

 

 

 

 

 

Principali critiche della Corte:

• Uso inefficiente dei fondi europei: Circa 14 miliardi di euro di risorse PNRR sono stati spesi in modo non ottimale. Il rapporto confronta l’Italia con Belgio, Lituania e Cipro, e definisce il Superbonus la misura più costosa e meno efficiente.

• Costo elevato per kWh risparmiato: In Italia si spendono circa 9,72-10 euro per ogni kWh di energia risparmiata in edifici residenziali, contro 1,39 euro in Lituania. Il rapporto costi-benefici è pessimo.

• Copertura fino al 110%: Il super-incentivo (che può superare i costi reali delle ristrutturazioni) è visto come uno spreco di risorse pubbliche. Molti interventi sarebbero avvenuti comunque o hanno generato risparmi energetici modesti.

• Problemi di attuazione: Errori nei dati di molti progetti e scarsa efficacia complessiva rispetto agli obiettivi di efficientamento.

Il Superbonus è terminato (o fortemente ridimensionato), ma continua a pesare sui conti pubblici italiani per decine di miliardi (stima complessiva oltre i 150 – 200 miliardi tra tutti gli interventi).

La Corte sottolinea che, pur contribuendo a qualche miglioramento energetico e al rilancio post-Covid del settore edilizio, non ha giustificato la spesa in termini di efficienza.

Le critiche della Corte dei conti europea si aggiungono a quelle già arrivate dalla Corte dei conti italiana e da vari economisti, che hanno evidenziato distorsioni di mercato, frodi, aumento del debito pubblico e benefici concentrati soprattutto su immobili di fascia medio-alta.

La misura ha generato benefici a breve termine (crescita economica e occupazionale nel settore edile), ma presenta un rapporto costi-benefici negativo secondo diverse analisi indipendenti, tra cui, appunto, la recente relazione della Corte dei conti europea (Special Report 20/2026).

Ecco un riassunto chiaro e aggiornato.

en.ilsole24ore.com

Costi principali

• Costo totale stimato: oltre 150-200 miliardi di euro cumulativi (stime variano tra MEF, Banca d’Italia e Corte dei conti). Solo per la parte legata al PNRR/RRF: circa 14 miliardi di fondi europei.

europa.today.it

• Costo per unità di energia risparmiata: circa 9,72-10 euro per kWh risparmiato all’anno (dati ECA). È 4 volte superiore alle stime iniziali e molto più alto rispetto ad altri Paesi (es. 1,39 euro in Lituania).

greenreport.it

• Impatto sui conti pubblici: ha contribuito a un aumento del deficit (fino a +3 punti di PIL in alcuni anni) e del debito pubblico. Molti crediti d’imposta sono stati ceduti, anticipando la spesa. Effetti residui pesano ancora su deficit 2026/2027 (decine di miliardi).

today.it

• Inefficienza strutturale: copertura fino al 110% dei costi (il sostegno pubblico ha superato la spesa reale, incentivando sovrapprezzi e lavori non necessari).

Benefici

• Risparmi energetici: riduzione dei consumi (media 15-46% a seconda del salto di classi energetiche) e bollette (circa 964 euro/anno per beneficiario secondo Nomisma). Miglioramento medio di 2-3 classi APE.

ri-esco.it

Effetti macroeconomici: ha sostenuto la ripresa post-Covid.

Ambientali: riduzione di emissioni CO₂ (costo per tonnellata ridotta stimato intorno ai 59 euro in alcuni studi, competitivo con altri settori).

Altri: aumento valore immobili e comfort abitativo.

Rapporto costi-benefici complessivo

• Corte dei conti UE (2026): il Superbonus è “di gran lunga” la misura più costosa e meno efficiente tra quelle analizzate (Italia vs Belgio, Lituania, Cipro). Risparmi energetici modesti, focus su interventi facili (es. pannelli, finestre) invece di ristrutturazioni profonde. 4 progetti su 5 con dati errati o poco affidabili.

en.ilsole24ore.com

• Corte dei conti italiana: tempo di ritorno dell’investimento tra 24 e 35 anni (considerando tasse e risparmi energetici). Troppo lungo rispetto alla vita utile di molti impianti: analisi costi-benefici negativa.

ilsole24ore.com

• Valutazione netta: benefici a breve termine (crescita, occupazione, qualche risparmio energetico) non compensano i costi fiscali enormi e l’inefficienza. Molti interventi sarebbero avvenuti parzialmente anche senza incentivo così generoso.

Autore

  • Desina Novalis

    Segretaria di professione, detective per passione, ama far luce sui punti oscuri di cronaca, politica nazionale ed estera.

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