di Shabbat Menkaura
Su queste pagine coraggiose del NGN ci siamo occupati a varie riprese di Anneke Lucas. Tra i pochissimi nel nostro sfortunato paese.
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-recenti/cronaca/26902-non-ce-solamente-epstein-ma-anche-la-rete-europea.html?highlight=WyJhbm5la2UiXQ==
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-recenti/politica/27073-figli-di-dubbio-e-porecauzione-alla-ricerca-della-realta.html?highlight=WyJhbm5la2UiXQ==
https://www.nuovogiornalenazionale.com/index.php/articoli-recenti/cultura/26451-la-lingua-a-pezzi.html?highlight=WyJhbm5la2UiXQ==
Questi sono solo gli ultimi.
Anneke da venti anni e passa ha raccontato a chiunque la volesse ascoltare la sua storia di bambina venduta ai potenti e abusata in ogni modo possibile.
Ha scritto libri.
Ha anche fatto nomi importantissimi: Rothschild, Rockfeller, Trudeau e altri.
Mai una querela.
Anneke, soprattutto, ha descritto usi e abusi di un ambiente di super privilegiati.
Dopo le ultime rivelazioni sugli Epstein Files si sta scatenando il delirio e le prime risultanze puntano tutte verso una conferma delle affermazioni di Anneke Lucas sull’esistenza di una cupola di depravati o, peggio, di altissimo livello.
Sinistre icone, o icone dei sinistri, quali Geroge Clooney, si stanno rivelando per quello che sono veramente: ipocriti dediti ad ogni tipo di “divertimento,” che ci fanno pure i sermoni affinché noi si rinunci alla Panda diesel per salvare il pianeta.
Lord Mandelson, altro vessillo dei sinistri, un figone snob anti-trumpista e potentissimo in UK, un vero milordone, esce completamente distrutto, con tutti i suoi ex compari che lo gettano sotto il treno

Lord Mandelson nega, malgrado il suo pacco fasciato da un fantozziano slip bianco sia ormai sulle prime pagine di tutti i media del mondo. Lui nega ogni accusa, il milordo.
Caro re Carlo, cerca per una volta di fare la cosa giusta e togli a ‘sto figuro il titolo nobiliare. Anche perché noi, che non siamo nessuno, ma un minimo di sangue blu nelle vene ce lo abbiamo e abbiamo ricevuto un’educazione all’altezza, con milordi così non vogliamo avere niente a che fare.
Ma ne riparleremo perché, se oggi tratteremo principalmente di Belgio, ci sarà, a D-o piacendo, una prossima puntata tutta inglese.
Purtroppo, la “pazza” Anneke nei suoi pubblici “deliri” ha descritto proprio un ambiente come quello che sta emergendo dagli Epstein files.
È anche partita la caccia al “vero” colpevole.
In prima posizione c’è chi, abbastanza giustamente, punta il dito su una operazione congiunta Mossad/Cia/MI6.
La presenza costante di Ghislaine Maxwell in tutte le fasi ne costituirebbe la prova inconfutabile.
Lei conosce tutto ed è viva e vegeta in un carcere della Florida trumpiana.
La seconda ipotesi è ormai un classico: ha stato Putin e se non ci credi sei suo amico, mi riprendo i miei giochi e vado a casa dalla mamma!
La terza la vedremo fra poche righe.
Tornando ai Maxwell, ormai anche Israele, in modo semi ufficiale, riconosce che il padre della cara Ghislaine sia stato l’operazione maggiormente di successo che i servizi di Gerusalemme abbiano intrattenuto in Occidente.
Alcuni sussurrano che, forse, a fronte di una richiesta di denaro considerata troppo esosa, gli stessi servizi ne abbiano anche determinato la misteriosa morte nel 1991, un anno fatidico sotto tutti gli aspetti. Ma sarà questa la vera ragione?
Probabilmente no, nel senso che Maxwell può essere stato eliminato per altre ragioni.
Con la morte di Maxwell, infatti, il suo ruolo nell’editoria verrà preso in carico da un altro nome famoso, Rupert Murdock, proprio quando iniziò l’attacco editoriale/deepstate ad Elisabetta II di cui parlerò nel prossimo intervento.
Il gruppo Murdock subirà molto tardivamente un processo per aver spiato mezza Inghilterra, processo dal quale verrà sostanzialmente salvato. Chi lo ha coperto fino a quel punto anche contro la Royal Family?
Ghislaine era la figlia prediletta di Maxwell, ed era conoscenza di tutti i segreti del padre sin da ragazza.
Non è ovviamente un caso che fosse la fidanzata/segretaria/confidente del defunto procurador de putas amico di tutti.
Apro riluttante una parentesi.
Il nostro tollerante Direttore ha ritenuto di non dover censurare un articolo che è uscito oggi (ieri per chi legge)e che avrebbe potuto essere intitolato “Forse nostro Signore morì di sonno sulla Croce?”, (Risposta: NO!) nel quale si sostiene che Epstein con i soldi e il supporto del “miliardario delle mutande”, abbia fatto tutto da solo.
Nessun servizio segreto. Nessun potere a protezione dell’operazione di ricatto più audace di sempre.
Ecco la terza via al socialismo: Quattro porconi, un pappone ebreo furbastro, i soldi di Tangaman e la finiamo qui per carità.
Caro Silvano, perché ci fai lavorare ancor di più pubblicando roba del genere?
Ho capito che è meglio non censurare e che così dimostriamo la libertà del nostro giornale, però c’è un limite a tutto.
Abbiamo già risorse limitate e ci tocca sprecarle per confutare roba che è tipica dei cosiddetti fact checkers mainstream? Roba da Open di Mentana e oltre?
Ecco l’unica citazione sulla Maxwell nel “dotto” articolo:
“Tutto ciò era supportato da un'infrastruttura logistica che comprendeva assistenti personali, come Ghislaine Maxwell, e dipendenti incaricati di coordinare i trasporti e i pagamenti.”
Ahahahahah! L’assistente personale, una semplice segretaria, sì, proprio.
Su gran parte della stampa anglosassone è tuttora aperto il dibattito sul duo Epstein/Maxwell per capire chi fosse veramente il capo dell’operazione. Al minimo erano alla pari.
E la storia del miliardario delle mutande che potrebbe impunemente compromettere mezzo mondo senza rischiare la pelle?
Scusi, buon uomo, ma lei ha idea di chi siano i personaggi sputtanati da questo “solitario” Epstein e delle risorse a disposizione di costoro?
Lei ha minimamente presente le risorse “reali,” ovvero le “reali” risorse a disposizione della monarchia inglese che sta subendo un terremoto a causa di Andrew?
Ma in che mondo vive?
Vediamo cosa dice di Epstein il mainstream nella forma di Wikipedia:
“Jeffrey Epstein nacque nel 1953 nel distretto di Brooklyn di New York City da genitori ebrei, Pauline (nata Stolofsky, 1918–2004) e Seymour G. Epstein (1916–1991). I suoi genitori si sposarono nel 1952, poco prima della sua nascita. La madre lavorava come collaboratrice scolastica, mentre il padre era impiegato come giardiniere presso il Dipartimento dei Parchi e della ricreazione di New York.[18] Jeffrey Epstein e il fratello minore Mark sono cresciuti nel quartiere borghese di Sea Gate, una comunità chiusa situata a Coney Island, Brooklyn.
Epstein ha frequentato le scuole pubbliche locali, tra cui la Mark Twain Junior High School… Nel 1969, all'età di sedici anni, si è diplomato alla Lafayette High School, con due anni di anticipo. Nello stesso anno ha frequentato lezioni alla Cooper Union fino a quando, nel 1971, ha deciso di cambiare college. Dal settembre 1971 ha frequentato il Courant Institute of Mathematical Sciences presso la New York University, ritirandosi nel 1974 senza laurearsi.
Nel settembre 1974, a ventuno anni, Epstein ha iniziato a lavorare come insegnante di fisica e matematica presso la Dalton School nell'Upper East Side di Manhattan… In quegli anni Epstein conobbe Alan Greenberg, amministratore delegato della Bear Stearns; … Epstein entrò a far parte della Bear Stearns nel 1976 come assistente di basso livello. Si fece rapidamente notare diventando un trader di opzioni, lavorando nella divisione prodotti speciali, consigliando ai clienti più ricchi della banca, come il presidente della Seagram, Edgar Bronfman, strategie di mitigazione fiscale… Epstein ha anche dichiarato ad alcune persone di essere un agente dei servizi segreti. Non è chiaro se questa affermazione fosse autentica o detta per scherzo, oppure semplicemente falsa. Fatto è che, durante gli anni '80, Epstein era in possesso di un passaporto austriaco recante la sua foto ma intestato a un nome falso che indicava come suo luogo di residenza l'Arabia Saudita. Nel 2017, un «ex alto funzionario della Casa Bianca» riferì che Alexander Acosta, procuratore degli Stati Uniti per il distretto meridionale della Florida e responsabile del caso penale di Epstein alla fine dell'amministrazione di George W. Bush, avrebbe dichiarato: «Mi fu detto che Epstein “apparteneva ai servizi di intelligence” e di “lasciar perdere”», e che Epstein era «al di sopra del suo livello di competenza». In seguito, si è scoperto che, in questo periodo, uno dei clienti di Epstein fu Adnan Khashoggi, uomo d'affari saudita che operò come intermediario nel trasferimento di armi americane da Israele all'Iran, attività al centro dello scandalo politico Irangate, avvenuto negli anni Ottanta. Khashoggi era uno dei numerosi appaltatori della difesa che Epstein conosceva. A metà degli anni Ottanta viaggiò più volte tra gli Stati Uniti, l'Europa e il Medio Oriente. Mentre era a Londra, conobbe Steven Hoffenberg, che aveva conosciuto, sia grazie a Douglas Leese, appaltatore della difesa, che John Mitchell, ex procuratore generale degli Stati Uniti.”
Questo “ebreuccio,” privo di particolari connessioni, che diventa dal nulla un uomo di successo che frequenta ad altissimo livello appaltatori della difesa (leggi servizi segreti militari e civili), viaggia in tutto il Medio Oriente (leggi posto pieno di spie), sempre a livelli molto elevati, e che, secondo l’autore dell’articolessa citata, avrebbe montato tutta questa operazione sotto il naso sia dei servizi di controspionaggio americani che di quelli di spionaggio di alcune grandi potenze, quali USA, UK, Russia, Cina etc.. avrebbe fatto tutto da solo?
Non è una pedina dei servizi, no per nulla … Ahahaha!
Ad esempio, risulta facilissimo per tutti importare ragazze russe (Russia di Putin si badi bene, non di Yeltsin) a scopo “ludico” e in relazione ai megavips senza che i servizi di Mosca ne sappiano nulla … certamente!
Tanto è vero che la giovanissima scacchista russa che tanto affascinò Bill Gates, venne da molti ritenuta immediatamente una honeytrap dei servizi moscoviti.
Anzi, proprio in base a queste considerazioni, diversi media mainstream stanno cercando (inutilmente) di buttare la croce del caso Epstein tutta sulle spalle dei russi.
Riassumendo il pensiero dell’illustre autore, Epstein si sarebbe permesso di prendere per i co….ni mezzo mondo senza conseguenza alcuna, perché a coprirlo avrebbe avuto il Mutanda Man, il cui occulto potere sarebbe, forse, derivato dalla relazione con tutti i servizi segreti che contano, in quanto proprietario di “Victoria’s Secrets, il servizio segreto … dei paesi bassi.
Ma c’è di più. I suoi commenti sulla copia quasi esatta del Hammam Yalbugha di Aleppo sono meravigliosi. Ma tu, buon uomo, lo sai perché Epstein abbia copiato quasi esattamente proprio quell’edificio? Perché tutto questo lavoro? È stato solo un caso? Non è che quell’edificio sia legato a qualche tradizione che il nostro autore non conosce? E se non ci hanno trovato nulla dentro di compromettente che vuol dire? Si fa presto a portare via i parafernalia rituali … ma i muri non te li puoi mettere in tasca.
Il nostro autore, un po’ naïve, si stupirebbe come in pochissimo tempo si possa organizzare un luogo di culto in un dato edificio.
Capisco che se gli avessero lasciato un bel pentacolo inciso sul pavimento sarebbe stato meglio, ma ci sono metodi antichissimi per risolvere anche quel problema, principalmente mediante tavole pavimentali in tessuto ricamato, come ci racconta anche la storia della massoneria con la Kirkwall Scroll (spoiler: assieme al Direttore vorremmo preparare una pubblicazione relativa a quell’antico documento).
Tornando all’assunto principale del citato articolo, se uno, ad esempio pretendesse di ricattare il re della Thailandia, già Siam, paese nel quale davanti al monarca strisciano come vermi (vedi i video su YouTube), non rischierebbe nulla solo perché il ricattatore potrebbe esibire, a suo impenetrabile scudo, l’augusto status di riccotto americano spalleggiato dal Re della Mutanda?
Ci mancherebbe, lo darebbero in pasto ai pescecani reali in cinque minuti!
La tesi dell’autore però ha un certo pregio a pensarci bene: “Mutande e Segreti” è proprio la giusta chiave di lettura di questa faccenda. Ahahahah!
Ma i segreti non sono quelli delle/nelle mutande, ma quelli presenti nella locuzione “servizi segreti.”
Il processo a P Diddy avrebbe dovuto concludersi con una condanna a vita o quasi.
Invece andrà in libertà vigilata tra un anno e mezzo. Tutti, ma proprio tutti compreso Trump, hanno chiesto grande clemenza per il “povero” produttore che anni ha, surprise! surprise!, organizzato ogni sorta di orgia condita da droga e perversioni di ogni genere per Hollywood e compari.
In America, da entrambi i lati dello schieramento politico, si fornisce la stessa spiegazione: informatore del FBI utilizzato per ricattare gran parte dello Star System.
Non rompete più il Cassio con il complottismo, date risposte alla gente!
Spiegate le coperture schifose a favore di Marc Dutroux che portarono alla famosa marcia bianca di Bruxelles.
Come scrive la RSI (organo di stampa pubblico della Svizzera italiana):
“Il Belgio ricorda domani, giovedì, il ventesimo anniversario della marcia bianca: trecentomila persone invasero le strade di Bruxelles il 20 ottobre 1996 per chiedere misure contro la pedofilia e piena luce sul caso Marc Dutroux, scoppiato poche settimane prima. La marcia bianca, che diede vita ad un movimento con lo stesso nome, fu una delle più grandi manifestazioni di piazza mai registrate nella storia del regno.
Il Paese e il mondo interno erano rimasti sconvolti dalla scoperta, nel mese di agosto, dei crimini commessi dal "mostro di Marcinelle" e dai suoi complici: il sequestro, lo stupro e l’uccisione di due adolescenti, An Marchal ed Eefje Lambrecks, e poi di due bambine, Julie Lejeune e Melissa Russo, lasciate morire di fame e di sete nella cantina della casa di Marcinelle dove erano tenute prigioniere, mentre Marc Dutroux scontava un periodo in carcere. Altre due bambine, Sabine Dardenne e Laetitia Delhez, erano state ritrovate vive nella cantina degli orrori.”
Dal Manifesto:
“Le accuse vanno per la verità oltre l'incompetenza: Marc Dutroux è stato protetto per almeno 14 mesi, dicono le famiglie delle vittime - e scrivono i giornali, con accenti più o meno accesi. C'è di che nutrire sospetti. Marc Dutroux era stato condannato nell'89 per aver sequestrato e violentato ragazze tra i 12 e i 19 anni. Liberato prima della scadenza del termine, aveva anche ottenuto una pensione di invalidità. Di recente - quando già era stata denunciata la scomparsa di diverse bambine nella regione - vicini sospettosi avevano segnalato alla polizia gli strani armeggii di quel tipo che scavava nelle sue cantine. Pare che le segnalazioni ricevute dalla polizia non siano mai state passate alla magistratura.”
Il 28 agosto 2012 il Tribunale di applicazione delle pene belga, respingendo i ricorsi presentati dai parenti delle vittime e dal procuratore generale di Mons, ha dato il via libera alla libertà condizionata di Martin, che ha scontato sedici anni su trenta. Martin sarà obbligata a risiedere in un convento e non potrà recarsi nelle province di Liegi e Limburgo, dove vivono le famiglie delle vittime.
Nell'ottobre 2019 è stato concesso a Dutroux il diritto a una valutazione psichiatrica preliminare al deposito della domanda di libertà condizionale. La perizia sarebbe dovuta svolgersi nel maggio 2020, ma è stata rinviata a causa della pandemia di COVID-19.
La copertura e le porcate sono continuate anche dopo la marcia bianca.
Non a caso Anneke Lucas è belga e ha raccontato un milione di volte che la madre la vendette a sei anni ad un ex ministro della difesa dello stato belga.
Il Belgio del Cardinale Daneels, grande elettore di Borgoglio e gola profonda (postuma) sulla Mafia di San Gallo.
Su NGN sia il Direttore, che questo poverino che scrive, hanno descritto il problema reale della potentissima pedofilia belga basandosi su fatti concreti, non su complotti inverificabili.
Abbiamo esaminato la possibile origine domandandoci: perché proprio il noioso Belgio (la cui monarchia è di sangue quasi identico a quello dei reali inglesi)?
La risposta è stata semplice: sociologicamente parlando una porzione della buona società belga potrebbe facilmente aver acquisito gusti “esotici” in quel Sabbah infernale rappresentato dal fu Congo leopoldino.
Per il quale nessuna seria riparazione e nemmanco piena assunzione di responsabilità è mai stata fatta.
Sarà mica colpa di Putin o dei gomblottisti anche questo, brutti figli di babbana che continuate a coprire queste situazioni, corollario fisiologico e ben noto del colonialismo europeo?
Ricordate le polemiche sulla moglie bambina di Indro Montanelli (vicenda peraltro completamente diversa)?
In colonia lo facevano in tanti, di prendersi una fidanzatina giovanissima, nel bene e nel male.
Di più. Abbiamo recuperato un testo storico ormai dimenticato e che in pochi avevano letto già all’epoca: Gli uomini leopardo di Paul Ernest Joset, pubblicato nella collana del Saggiatore nel 1960 e originariamente scritto nel 1955.
Paul Ernest Joset fu un amministratore coloniale belga sin dal 1932 attivo in Congo e in tutta l’Africa Centrale sino al 1956. Dopo la carriera amministrativa venne poi distaccato nella ricerca scientifica. Inoltre, insegnò antropologia e sociologia africane a Bruxelles. Nel 1961 fu incaricato presso il Ministero degli Affari Esteri per preparare e assistere alle elezioni per l'indipendenza congolese e nel 1965 ricoprì la carica di esperto internazionale presso l'UNESCO (quella “bella” creazione di Julian Huxley, che fu anche presidente della Società di Eugenetica inglese) per il dipartimento degli affari sociali.
Una tipica carriera per certi personaggi e certi ambienti. Come quella del papà di Purstula Von der Pippen che, a pochi anni di distanza dal crollo del nazifascismo, non trovò altro nome per la sfortunata sorellina della Von der Pippen che: Benita (come Mussolini) Eva (come l’amante di Hitler).
Una coincidenza di sicuro.
Il libro di Joset va a frugare con un misto di altezzosità occidentale e curiosità pruriginosa, tra le pieghe delle peggiori tradizioni di quei luoghi. C’è di tutto: sequestri, omicidi rituali e a scopo di antropofagia, magia nera, stupri, torture, mutilazioni.
Ovviamente il tutto è attribuito ai neri pagani semi-umani, ma il compiacimento è evidente.
Come cercherò di dimostrare anche nella puntata inglese, in Belgio una serie di personaggi ha molto probabilmente subito quel noto processo psicologico che consiste nello sperimentare all’estero e in contesti di grande arretratezza, sensazioni fortissime e soprattutto proibitissime in patria. E di prenderci gusto. E di non poterne più fare a meno.
Tipicamente avviene ai soldati, principalmente a quelli appartenenti alle forze speciali, ma evidentemente non solo a loro.
Tornati in patria dopo averne combinate di tutti i colori, almeno sino al 1960 data della fine del dominio coloniale, coloro che si dilettavano con questi orrori sono ovviamente riusciti a mantenere un legame tra loro anche in patria per continuare a fare i loro sporchi affari.
Ed è ovvio, perché questi criminali inibiti andavano in gruppo a fare le loro porcherie.
La prima regola in queste situazioni è il coinvolgimento di tutti, affinché nessuno parli.
Come fanno i ragazzi di buona famiglia che si scagliano come un branco di belve sulla malcapitata di turno che, essendo povera, non fa parte della loro classe sociale.
La logica è la stessa. Per questi razzisti macellai un bambino o una bambina nera non appartenevano al genere umano.
Il boia di Marcinelle soddisfaceva solo i suoi istinti, ovvero consegnava anche a domicilio come Amazon?
La seconda ipotesi spiegherebbe tutto, come diceva Sherlock Occam al dottor Watson.
Per finire, l’indicibile mondo di depravazione descritto da Anneke Lucas trova sempre più riscontri.
Il suo dettagliato racconto del suo incontro sessuale (a nove anni) con Pierre Trudeau, che a suo dire cercò di strangolarla perché solo così poteva soddisfarsi, coincide stranamente con l’incontro con un ex primo ministro descritto dalla povera Virginia Roberts Giuffre (riposa in pace poverina) nelle sue memorie postume.
L’affermazione di Anneke di essere stata addestrata quale spia/prostituta bambina al preciso scopo di compromettere e ricattare altri compagni di merende (il tutto si sarebbe svolto ad un Bilderberg in Belgio nel 1972) è perfettamente coerente con il quadro ricattatorio del caso Epstein e del caso P Diddy.
In quel bell’ambientino non si raccoglie materiale compromettente solo sugli avversari; in primo luogo, lo si fa all’interno della famiglia per ragioni di predominio personale.
Quindi, gomblottismo a parte, e se avesse proprio avuto ragione Anneke?







