Poliziotto picchiato con il martello, arrestato uno degli aggressori: ha 22 anni e viene da Grosseto.
L'accusa? Concorso in lesioni personali a pubblico ufficiale. Non tentato omicidio. Non associazione a delinquere. Lesioni. Come una rissa da bar.
Cinque criminali che circondano un uomo a terra e lo pestano a martellate: lesioni. Lo stesso copione del processo di marzo: 88 anni chiesti dalla Procura, associazione a delinquere contestata a 16 imputati, risultato tutti assolti "perché il fatto non sussiste". Quando agiscono come branco, sparisce il branco.
Ma il bello è che la Schlein ha telefonato alla Meloni chiedendo di non strumentalizzare gli eventi.
La faccia tosta non ha limiti. Il suo partito ha coccolato Askatasuna per trent'anni. Il sindaco PD Lo Russo li ha riconosciuti "bene comune". Il deputato AVS Grimaldi festeggiava in tribunale le assoluzioni parlando di "teorema infondato". E adesso lei telefona alla Meloni per chiedere di "non strumentalizzare"?
Strumentalizzare cosa? Un poliziotto pestato a martellate? Cento agenti feriti? Una città devastata?
Il messaggio è chiarissimo: quando i nostri terroristi combinano guai, le istituzioni devono "unire, non dividere". Tradotto: niente polemiche sulla sinistra che li ha coperti per decenni. Niente domande sul perché un centro sociale abusivo sia stato legittimato dal Comune. Niente responsabilità.
È il solito gioco: prima legittimi, poi ti dissoci, poi chiedi di non strumentalizzare. Un perfetto ciclo di impunità.
Quanto all'arresto: bene, ma l'accusa è lesioni personali, non tentato omicidio. Salvini ha ragione a chiedere che venga contestato almeno il tentato omicidio. Se finirà così, il messaggio è sempre lo stesso: in Italia puoi organizzarti per giorni, distribuire manuali operativi, allenarti alla boxe, partire da Grosseto con il martello nello zaino, pestare un agente a terra, e cavartela con poco.
Aspettiamo la Procura. Ma la storia ci ha insegnato a non farci illusioni.







