testata3

L'ARTICOLO DEL SABATO

Atanasius Kirkher, l'ultimo degli eruditi

Atanasius Kirkher, l'ultimo degli eruditi

di Augusto Vasselli
Atanasius Kircher nasce nel 1602, il 2 maggio, giorno dedicato a Sant’Atanasio, nella città di Geisa, presso Fulda, in Germania, da Giovanni, studioso di filosofia e teologia, con un passato di docente nel convento di Seligenstadt e balivo di Haselstein (che cessa da tali funzioni causa delle guerre di religione), il quale ha sempre costantemente curato l’istruzione dei figli, e da Anna Gansekin, dedita ai suoi cari ed a opere benefiche.
Atanasio è l’ultimo arrivato della famiglia (composta da nove figli, dei quali sei maschi e tre femmine), ma certamente il più promettente. A soli dieci anni mostra già una buona conoscenza della musica, del latino e della geografia, cosa che induce il padre a inviarlo a Fulda, nel locale Collegio dei Gesuiti, per offrirgli l’opportunità di arricchire la sua conoscenza ed approcciarsi a tutte le discipline, comprese la lingua greca e quella ebraica.
Nel 1618 viene ammesso nell’ordine dei Gesuiti, nel quale inizia la sua formazione spirituale, continuando, fino al 1622, l’approfondimento delle materie umanistiche, comprese le lingue antiche, e lo studio delle scienze. Prosegue la sua formazione filosofica a Monaco di Westfalia e Colonia, approfondendo parallelamente le materie scientifiche a Heiligenstadt. Nel 1625 si reca a Magonza per studiare la teologia, città nella quale viene ordinato presbitero nel 1628.
Completati gli studi, inizia ad insegnare etica e matematica presso l’università di Wurzbourg, dedicandosi alla ricerca scientifica ed alle lingue orientali. In tale periodo pubblica la sua prima opera, nella quale tratta il magnetismo, Ars magnesia.
A seguito dell’esplosione della guerra dei trenta anni, trova rifugio ad Avignone, dove costruisce un osservatorio e pubblica uno studio sulla gnomonica (l’arte di misurare il cielo), per poi stabilirsi, dopo una breve parentesi a Vienna, a Roma, nel 1634, ove rimase praticamente fino alla fine della sua vita.
A Roma viene nominato professore di fisica, matematica e lingue orientali, presso il Collegio Romano (istituito da Sant’Ignazio al fine di offrire tutti i livelli di studio, da quelli elementari a quelli universitari), istituzione alla quale restò legato praticamente fino alla fine dei suoi giorni. Cosa che non gli impedisce di viaggiare ovunque per completare le sue indagini scientifiche: Vienna, Coblenza, Münster, Malta, Napoli, ecc..
Nel 1646 è affrancato dall’insegnamento per consentirgli di dedicarsi totalmente allo studio, alla ricerca e alla redazione di testi. Nell’ambito del collegio, nel 1651, pone, tra l’altro, le basi per la creazione di un museo, che in suo onore sarà poi chiamato kircheriano. In tale museo, in prevalenza scientifico ed etnografico, vengono, altresì, esposti gli oggetti e i reperti inviati dalla Cina dai missionari cristiani, cosa che lo porta, peraltro, a redigere un grande compendio riguardante la Cina stessa.
Muore a Roma, all’età di 78 anni, il 28 novembre 1680. Il suo corpo viene inumato nella chiesa di Sant’Ignazio, mentre il suo cuore è ancora conservato presso il santuario della Mentorella, sito in Capranica Prenestina, vicino a Roma, che Atanasius predilige nella sua vita, soprattutto per la sacralità che percepisce in tale luogo.
Atanasius Kircher, per la vastità dei suoi interessi e la capacità mostrata è stato paragonato ad alcuni tra i grandi geni che lo precedono. Durante la sua vita ha trattato e scritto riguardo teologia, filosofia, medicina, musica, acustica, meccanica, geologia, sinologia, geroglifici egiziani ed altro ancora. E’ considerato, come molti lo hanno definito, l'ultimo esempio di erudito, figlio del Rinascimento.
Scrive quasi 50 libri e un elevatissimo numero di manoscritti (ca 2000), ove tratta anche materie quali matematica, astronomia, archeologia, chimica, ottica, per non parlare delle lingue orientali, vulcanologia e di materie particolari quali la cabala e quello che oggi chiamiamo occultismo. Testi nei quali sono contenute intuizioni e ipotesi che vengono messe a disposizione degli studiosi per le successive elaborazioni. Un insieme di opere che porta molti a considerarlo un vero e proprio genio enciclopedico, definito talvolta il "maestro dai cento saperi".
Il campo di interesse di Kircher, che oggi definiremmo multidisciplinare, è in pratica sterminato. In esso egli applica sempre un costante rigore scientifico, non disgiunto anche dall’analisi empirica, e caratterizzato, per di più, da una concezione della natura improntata a misticismo.
Stimolato anche dagli effetti devastanti di una epidemia di peste, che colpisce Roma e Napoli, si occupa di medicina. Egli adotta un metodo rigorosamente scientifico riguardo lo studio delle malattie, utilizzando peraltro il miscoscopio, da lui costruito, per esaminare il sangue dei soggetti colpiti dall’epidemia. Nella sua opera Scrutinium Pestis, pubblicata nel 1658 intuisce e scopre la presenza di microrganismi, agenti della malattia.
Parimenti propone di introdurre misure, quali la quarantena e l’isolamento, utili a impedire e prevenire il contagio e la diffusione delle malattie, l’utilizzo di una maschera per evitare l’inalazione dei germi patogeni e l’incenerimento degli abiti contaminati.
Tra le invenzioni di Kircher troviamo anche il megafono, come pure un sistema utile a scrivere gli spartiti musicali, il che fa di lui il fondatore della musica prodotta mediante una sorta di algoritmo. Sempre nell’ambito riferito alla musica, comincia a pensare alla possibilità di costruire strumenti che generano automaticamente suoni musicali, come pure ad organi azionati mediante energia idraulica. Oltre al microscopio inventa una lanterna magica,  una calcolatrice e il pantografo (per facilitare lo studio della geometria).
Kircher può essere anche considerato il più grande poliglotta del suo tempo, forse tra i più grandi di tutti i tempi: si interessa dell’origine delle lingue, studia, tra l’altro, la lingua copta (Prodromus Coptus sive Aegyptiacus, 1636) e, stimolato certamente anche dalla presenza degli obelischi a Roma, la lingua egizia.
Lingua egizia che tratta nella sua opera Lingua Aegyptiaca Restituta, pubblicata nel 1643, nella quale Kircher ipotizza correttamente che i geroglifici derivassero da una lingua antecedente a quella copta e che i segni avessero valori fonetici. Le sue fonti comprendono grammatiche copte, tradotte dall'arabo e vocabolari copto-arabo portati dal Medio Oriente dai viaggiatori contemporanei.
Detto lavoro che, contiene evidentemente una analisi ed una sintesi, diviene a sua volta una base, seppur da elaborare ulteriormente, che fu certamente utile a Jean-François Champollion per tradurre la stele di Rosetta, scoperta nel 1799, unitamente a un’altra opera monumentale del Kircher riguardante l'egittologia, Oedipus Aegyptiacus, e una interpretazione dei geroglifici egiziani oggetto del suo libro Obeliscus Pamphilius.
Attraverso l’Oedipus Aegyptiacus, Kircher si propone di offrire una completa conoscenza della dottrina geroglifica, di tutti i segreti perduti della religione e della scienza, che gli antichi egizi peraltro trasmettono anche con i loro monumenti. Nell’opera sono descritte praticamente tutte le iscrizioni, allora note, e pure descritti manufatti antichi, tra cui mummie, sarcofagi, vasi canopi, sfingi, idoli, lampade e amuleti, rinvenuti in Egitto, a Roma, a Istanbul ed altrove.
Oltre agli antichi autori greci e latini, la vasta gamma delle fonti di Kircher include testi in lingue orientali, tra cui ebraico, arabo, aramaico, copto e etiope, la cui amalgama e rielaborazione risultante è, senza dubbio, impressionante.
È in una delle sue lettere, datata 1639, che si trova la più antica menzione nota del manoscritto Voynich, definito anche “il libro più misterioso del mondo”, risalente al quindicesimo secolo, redatto con una scrittura ancora sconosciuta e il cui testo non è riconducibile ad alcun sistema linguistico conosciuto.
Tra le molteplici attività si dedica anche alla geologia. Si reca in Sicilia ad osservare una eruzione dell'Etna, scendendo persino all’interno del vulcano, come pure a Malta per studiare le correnti marine, traendo conclusioni interessanti, che riporta in un trattato di geologia, Mundus subterraneus ed editando una mappa del mondo.
Nel suo eclettismo non manca lo studio riguardante la Bibbia, nell’ambito del quale, peraltro, ipotizza le dimensioni dell'arca di Noè, dalla Torre di Babele  e del Tempio di Salomone. Si dedica anche all’aritmosofia, una corrente di pensiero che tratta il significato dei numeri, la quale un tempo ricomprendeva la filosofia, gnosi, mistica ebraica, cabala e cristianesimo, pubblicando Arithmologia, sive di abditis numerorum mysteriis. Kircher, si dedica, altresì, a operazioni da lui definite "alchemiche" per ridare forma visibile (vita) alle ceneri dei fiori.
Ancora oggi la maggior parte dei suoi scritti, redatti in latino, non è stata tradotta, soprattutto per il successivo avvento del razionalismo, che non ha mostrato un particolare interesse per le sue opere, che successivamente nel post modernismo sembra essere riemerso.
Chi è Atanasius Kircher? Certamente una figura unica e non catalogabile, che sa trattare dottrine scientifiche, filosofia e religione, unitamente a quanto concerne materie solfuree quali ermetismo, magia, cabala ebraica e alchimia, ricercando una sintesi tra la conoscenza ufficiale e quella tradizionale, riferita all’occulto.
Quindi anche la conoscenza proibita ai comuni mortali e trasmessa dalla remota antichità, attraverso il crocevia egiziano, se ci si riferisce all’occidente, mediante il quale Kircher cerca di trovare l’eredità nascosta del sapere universale. Per questo le sue opere sono piene di immagini aventi un significato esoterico. Da dove ha appreso tutto questo Kircher? Di quali fonti si avvalso? Forse non lo sapremo mai, sappiamo solo che le aveva. Trascorre gran parte della sua vita nel Collegio Romano, nel quale non si sa cosa contenesse la biblioteca, all’epoca. Sappiamo anche che inizia i suoi studi superiori a Würzburg, ove, come si narra, ha la prima conoscenza delle fonti occulte, siriache ed egizie.
A volte sembra un essere venuto dal cielo, un essere al di fuori della realtà, soprattutto se riferita ai suoi tempi, ancora comunque influenzati dalla razionalità aristotelica. Per alcuni può sembrare un visionario, per altri un uomo che utilizza la sua intuizione, e che in certi casi non applica un rigore scientifico. Certamente è un uomo strordinariamente curioso del mondo che lo circonda, che scrive moltissimo, che padroneggia circa 30 lingue, antiche e moderne, arrivando a concepire un linguaggio universale, quasi antesignano dell’esperanto. Corrisponde in 24 lingue con studiosi di tutti i continenti, attraverso migliaia e migliaia di lettere.
Kircher appare quasi come un crogiolo, nel quale si concentra il dibattito tra scienza, filosofia e teologia e la conoscenza nascosta, spesso perseguitata. Cosa questa che, contrariamente a quanto si possa pensare, fa di Athanasius Kircher una figura autorevole e riconosciuta in tutta Europa, grazie ai suoi contatti e la sua opera, sia essa riguardante il mondo della scienza e sia quello della conoscenza "nascosta" e talvolta fuorilegge (l'alchimia, l'ermetismo, la magia, la gnosi, etc.). Kircher ricerca costantemente l'armonia tra la conoscenza umana di ogni tipo, tra la conoscenza antica e moderna, tra scienza teologia e filosofia.
La sua autorità è talmente riconosciuta che il Bernini si rivolge a lui per chiedere consigli riguardanti la progettazione della celeberrima Fontana dei Fiumi, posta a Roma in Piazza Navona, caratterizzata dall’allegoria riferita alla creazione divina del cosmo, dalla colomba simbolo del divino e dalle figure anche animali, presenti nella grotta e negli anfratti: tutti simboli utili al processo conoscitivo che porta alla conspevolezza.
Kircher considera il particolare unito al tutto, crede alla unicità della conoscenza, la relazione, di ermetica memoria, riguardante l’alto e il basso, il microcosmo e il macrocosmo. Il tutto in una visione che è possibile definire simbolica, che ricomprende il sapere di  Platone, Proclo, lo pseudo Dionigi l’Aeropagita, Avicenna, Cusano, Agrippa ed altri.
Nel cielo e nell’universo possiamo cogliere gli elementi della manifestazione (l’alfabeto di Dio) attraverso i quali, chi conosce la correlazione tra il mondo superiore (il cielo) e quello inferiore (la terra), arriva alla conoscenza, come ci dice Atanasius Kircher.
Non a caso nei misteri dello zodiaco di Hermes, pubblicati da Kircher, l'immagine del segno dei Pesci ha per metà forma umana e per metà forma di pesce, la quale stringe nella mano il kan, ossia la squadra, di massonica memoria, il che fa presupporre un chiaro riferimento a coloro che, evolutisi al punto di poter accedere al mondo spirituale, potevano vivere sia sul piano materiale che in quello spirituale, partendo dalla indispensabile rettitudine (equilibrio fisico), simboleggiata appunto dalla squadra.
La sua influenza sopravvive in modo sottile, soprattutto attraverso l’intuizione che ci stimola. Molti sono gli autori moderni che ricordano Kircher: Edgar Allan Poe, Borges, Calvino ed Eco, o artisti che sottolineano la bellezza delle incisioni contenute nei suoi testi, come hanno fatto, tra gli altri, Duchamp e De Chirico. Non caso è stato definito un “Leonardo barocco", "il signore delle meraviglie" e "l'ultimo uomo che sapeva tutto".
Athanasius Kircher aspira a una sintesi universale di tutta la conoscenza, anche armonica con quanto rivelato attraverso le sacre scritture. Egli si rifà alla concezione del mondo, così come ereditata dalle antiche filosofie, che rimangono un saldo riferimento per le sue elaborazioni.
Molte delle considerazioni, soprattutto scientifiche, di Kircher appaiono oggi “obsolete”, beninteso, soprattutto dal punto di vista “tecnico”. Ma c'è una linea di continuità: la ricerca di nuove frontiere della conoscenza, il tentativo di sintesi universale del sapere antico e moderno, che convergono verso la autentica tradizione, evidentemente espressa nei vari linguaggi, che rimane, anche ai nostri giorni, uno strumento primario, attraverso il quale, ricercare la consapevolezza e la conoscenza, che per sua natura può essere solo relativa e limitata.

 

 

 



powered by social2s

RIFERIMENTI

ngn logo2

Testata totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione

Sostienici per dare una libera informazione

Donazione con Bonifico Bancario

TAGS POPOLARI

Info Nessun tag trovato.
Image
Image
Image
Image
Image
Image

Ricerca