A cura di Agenzia Nova
La controffensiva ucraina nella regione di Zaporizhzhia mette in allerta le forze russe
Le operazioni sarebbero state condotte con formazioni leggere: piccoli gruppi di tre o quattro mezzi corazzati, guidati da un carro armato in testa, seguiti da blindati per il trasporto truppe
Nella regione ucraina di Zaporizhzhia si è aperta una nuova fase operativa che potrebbe ridefinire l’equilibrio del fronte meridionale del conflitto. Secondo diverse fonti militari russe e ucraine, negli ultimi giorni le forze di Kiev hanno concentrato unità d’élite nell’area a ovest di Hulyaipole – centro abitato di circa 12 mila abitanti prima dell’inizio della guerra – lanciando una serie di attacchi coordinati nel tentativo di spezzare le linee difensive russe e recuperare le posizioni perdute nell’ultimo anno. Gli ucraini avrebbero ammassato un numero significativo di truppe d’assalto, evitando reparti territoriali o di leva, e schierando unità considerate tra le più preparate: l’82ma e la 95ma Brigata d’Assalto aviotrasportata, insieme ai reggimenti d’assalto Primo, Quinto, 33mo, 210mo, 215mo, 225mo e 42mo. Il settore chiave è quello compreso tra Orestopol, Pryluky, Ternovatoye e la direttrice ferroviaria verso Sladke. Sfruttando condizioni meteorologiche favorevoli – in particolare la nebbia – piccoli gruppi sarebbero riusciti a infiltrarsi nei varchi tra i punti fortificati russi, approfittando del fatto della conformazione del fronte, composto perlopiù da varie postazioni distanziate fra loro. Le operazioni sarebbero state condotte con formazioni leggere: piccoli gruppi di tre o quattro mezzi corazzati, guidati da un carro armato in testa, seguiti da blindati per il trasporto truppe. L’obiettivo di queste formazioni è avvicinarsi rapidamente ai punti designati, sbarcare la fanteria e trincerarsi prima della reazione russa.
In un primo momento gli ucraini sarebbero riusciti a incunearsi in almeno tre punti del dispositivo difensivo russo, in particolare nell’area a ovest di Priluki, lungo la ferrovia; nel settore Ternovatoye-Bratskoye; e nella direttrice verso il fiume Gaichur. Secondo fonti russe, le truppe di Kiev avrebbero perso diverse decine di mezzi corazzati, inclusi carri armati, ma sarebbero comunque riuscite a posizionare piccoli nuclei di fanteria nella parte nord-occidentale di Ternovatoye, asserragliandosi all’interno di edifici e cantine. L’operazione ucraina sembra avere una duplice finalità: in primis alleggerire la pressione russa sull’area di Orekhiv, considerato un nodo difensivo chiave; e, inoltre, ripristinare le linee difensive lungo i fiumi Gaichur e Yanchur, evitando l’accerchiamento dell’area di Hulyaipole e prevenendo un’ulteriore avanzata russa verso Zaporizhzhia da est. Al momento, quindi, l’operazione ucraina sembrerebbe essersi arrestata ma, non per questo, le forze russe hanno abbassato il livello di allerta. Secondo le stesse fonti, infatti, il grosso dei riservisti ucraini non sarebbe ancora entrato in battaglia, alimentando i timori russi del fatto che la controffensiva vera e propria sarebbe imminente e potrebbe annullare i guadagni territoriali ottenuti da Mosca nel corso del 2025.
Parallelamente, il 10 febbraio il ministero della Difesa russo ha annunciato la presa di Zaliznichnoe, ex insediamento ferroviario nel distretto di Hulyaipole, definito snodo logistico cruciale lungo la direttrice verso Orekhiv. Il controllo dell’abitato, attraversato dall’autostrada T-0814 e dalla linea ferroviaria locale, rafforza la capacità russa di intercettare i rifornimenti ucraini. Secondo le informazioni fornite dal dicastero, due gruppi russi operano nel settore: il gruppo “Vostok”, che avanza da est verso Krynychne e Tsvetkove; e il gruppo “Dnipro”, attivo più a sud, nei pressi di Rabotino e Verbove, con unità che avrebbero raggiunto Rechnoye, a circa 12 chilometri da Zaporizhzhia. Mosca considera Orekhiv l’obiettivo operativo principale. La sua caduta aprirebbe un corridoio diretto verso il capoluogo regionale e comprometterebbe l’intero sistema difensivo ucraino nel settore. Le Forze armate ucraine hanno però ridimensionato le notizie di una controffensiva su larga scala. Il portavoce delle Forze di Difesa del Sud, Vladyslav Voloshyn, ha dichiarato che le unità stanno conducendo operazioni di ricognizione e bonifica contro gruppi di sabotaggio infiltrati. “Da un punto di vista militare, queste azioni non costituiscono una controffensiva”, ha precisato Voloshyn, accusando la parte russa di distorcere deliberatamente le informazioni sulla linea di contatto.
Un ulteriore elemento di instabilità riguarda le difficoltà russe nella gestione del fronte. Secondo fonti ucraine, la chiusura di terminali Starlink non verificati avrebbe compromesso il coordinamento e il controllo del fuoco, causando problemi critici nella comunicazione operativa. Il calo di intensità in alcune aree sarebbe legato proprio alla perdita di stabilità nelle comunicazioni satellitari. Per rafforzare il controllo interno, Mosca avrebbe trasferito unità della Rosgvardia (la Guardia nazionale russa) nei territori occupati di Zaporizhzhia, con funzioni di controguerriglia e controllo della disciplina tra le truppe. La situazione nella regione di Zaporizhzhia appare dunque decisamente fluida: le forze di Kiev sembrano puntare su una combinazione di infiltrazioni tattiche e una possibile offensiva più ampia, mentre quelle di Mosca si preoccupano di consolidare i successi dello scorso anno e rafforzare i nodi logistici chiave. Qualora i riservisti ucraini dovessero entrare in azione in massa, il settore potrebbe tornare a essere uno dei principali teatri della guerra nel sud. In caso contrario, la pressione russa su Orekhiv e sulla direttrice verso Zaporizhzhia potrebbe intensificarsi, modificando l’assetto del fronte meridionale.







