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ECONOMIA

900 miliardi fuori bilancio, energia sussidiata e stipendi compressi

900 miliardi fuori bilancio, energia sussidiata e stipendi compressi

Nessuno lo dice: 900 miliardi fuori bilancio, energia sussidiata e stipendi compressi. Il trucco tedesco che ha drogato l’Europa



Per oltre quindici anni la Germania è stata indicata come il modello di riferimento europeo: crescita industriale stabile, stipendi “sostenibili”, conti pubblici apparentemente sotto controllo. Ma dietro questa immagine ordinata si nasconde un meccanismo poco raccontato, fatto di contabilità creativa e interventi pubblici mascherati, che ha avuto un effetto diretto sugli stipendi di tutta l’Unione.

Il perno del sistema è l’energia. Dal 2005 al 2022 l’industria tedesca ha beneficiato di contratti energetici a lungo termine, esenzioni fiscali e sussidi indiretti che hanno mantenuto il costo dell’energia tra il 30 e il 50% più basso rispetto a molti partner europei. Nel solo biennio 2022-2023 Berlino ha attivato uno “scudo energetico” da 200 miliardi di euro, collocato in gran parte fuori dal bilancio ordinario. Formalmente emergenza, sostanzialmente continuità di un modello.

Il trucco contabile sta qui: invece di far emergere il costo reale di queste politiche nel deficit annuale, la Germania ha usato fondi speciali, garanzie statali e debito implicito. Sommando interventi energetici, fondi straordinari, salvataggi bancari e sostegno industriale, la tossicità accumulata supera i 900 miliardi di euro in meno di vent’anni. Una cifra che non compare tutta nei conti ufficiali, ma che ha prodotto vantaggi competitivi enormi.

L’effetto sugli stipendi europei è stato devastante. Se un Paese può produrre con costi energetici artificialmente bassi, gli altri sono costretti a competere comprimendo il lavoro. Non per scelta ideologica, ma per sopravvivenza economica. È così che si crea una gabbia salariale continentale: non con leggi esplicite, ma con asimmetrie strutturali tollerate.

Il paradosso è che questo sistema è stato accompagnato da lezioni di rigore agli altri Stati. Chi non poteva permettersi strumenti extra-bilancio veniva accusato di inefficienza. In realtà pagava il prezzo della trasparenza.

Capire questo meccanismo oggi è essenziale. Spiega perché gli spazi sugli stipendi siano così stretti e perché molte trattative nazionali si muovano dentro margini già chiusi. Non è incapacità politica o sindacale. È il risultato di anni di concorrenza alterata dentro l’Europa.

Nessuno lo dice, ma senza energia sussidiata e contabilità creativa il “miracolo” tedesco sarebbe stato molto meno brillante. E gli stipendi europei, probabilmente, un po’ meno poveri.

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