I soliti delinquenti anti italiani, ammalati di una cultura debosciata, hanno prodotto la solita scena di scontri con la polizia, questa volta in piazzale Corvetto, durante il corteo contro le Olimpiadi.
Alcuni manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone della polizia verso l’ingresso dell’autostrada, lanciando bombe carta e fumogeni verso le forze dell’ordine; la polizia ha risposto con un lancio di lacrimogeni e con l’idrante.
Alcuni manifestanti sono stati fermati.
Prima degli scontri, un gruppo di manifestanti è salito sul tetto dell’ex mercato comunale di piazza Ferrara nel quartiere Corvetto e ha esposto degli striscioni con le scritte ‘stop speculazioni nei quartieri’ e ‘lunga vita ai quartieri popolari’.
Per le speculazioni dovrebbero rivolgersi alla giunta di sinistra, entrata nel mirino della procura di Milano che ha stigmatizzato la gestione della «incontrollata espansione edilizia», in particolare in nove «nodi»: Cascina Gobba, San Donato, Baggio (Bisceglie), Fiorenza, Famagosta, Linate, Opera, Assago e Molino Dorino. Ma anche i Bastioni di Porta Nuova, gli scali ferroviari di Porta Romana, ossia lo “studentato post Villaggio Olimpico” e il nuovo campus del Politecnico in Bovisa.
Ma quando si tratta di sinistra i manifestanti diventano bendati, anche perché la sinistra li protegge.
Il ‘Cio’, il Comitato insostenibili olimpiadi (Cio, riprendendo ironicamente l’acronimo del Comitato olimpico internazionale) - che riunisce collettivi studenteschi, centri sociali, associazioni pro Pal, Antagonisti e altre realtà - ha organizzato ieri nel capoluogo lombardo dal 5 all'8 febbraio le 'Utopiadi', una contro-manifestazione dedicata allo sport popolare. Ma accanto a questa programmazione, c'è un fitto palinsesto di proteste, alcune già messe in atto e altre previste nelle prossime ore e giorni.
Ieri per le vie di Milano il Cio, ha svolto una manifestazione,iniziata alle 15 da piazza Medaglie d'Oro, distante appena un chilometro e mezzo dal Villaggio olimpico.
Alla partenza le persone radunate in piazza Medaglie d'Oro erano circa un migliaio. Alcune portavano alberi cartonati, che simboleggiavano i larici abbattuti a Cortina per fare spazio alle olimpiadi.
In piazza anche cartelli contro l'Ice e il decreto sicurezza. Ma anche bandiere palestinesi, di Rifondazione comunista, Potere al Popolo e dei sindacati di base. Oltre ai numerosi cartelli contro il governo Meloni, lo slogan più ricorrente è "le Olimpiadi più insostenibili di sempre".
Nello spezzone finale del corteo c’erano i pro Pal con gli ormai tradizionali cartelli per chiedere la liberazione di Mohammad Hannoun, il leader dell'Api arrestato dalla Procura di Genova per il coinvolgimento in un'indagine su presunti finanziamenti a Hamas.
Tantissimi i giornalisti presenti, tra cui tante troupe straniere a testimoniare all’estero la sfilata degli anti italiani.
Il segretario di Cub Milano Mattia Scolari ha commentato. "Noi siamo convintamente in questa manifestazione per schierarci contro questo modello di sviluppo fondato unicamente sulla speculazione, sul sistema degli appalti che precarizza ulteriormente il mondo del lavoro e si fonda su abbassare il costo del lavoro e abbassare le tutele per la sicurezza", ha sottolineato Scolari aggiungendo che "crediamo che invece i Giochi Olimpici dovrebbero essere un momento di pace e dovrebbero essere basati su altri valori etici". "I Giochi Olimpici – ha detto ancora Mattia Scolari - che sono stati costruiti come un solito grande evento basato sulle opere inutili, cementificazione, sfruttamento del lavoro precario, quindi non porteranno in realtà nulla di buono alla città di Milano e soprattutto alle classi popolari di questa città".







