Agenzia Nova
I cambiamenti in atto nella politica globale sono il risultato diretto dei “doppi standard” e dell’ipocrisia che hanno dominato l’Europa per decenni.
Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, in una conversazione con il giornalista dell’emittente radiotelevisiva russa “Vgtrk” Pavel Zarubin.
Peskov ha osservato che il mondo è “cambiato radicalmente” e continua a cambiare, sottolineando in particolare i “cambiamenti drammatici” che si riflettono in particolare nelle azioni e nelle reazioni dei Paesi europei.
“In altre parole, tutti questi cambiamenti sono probabilmente il prodotto dei doppi standard, dell’ipocrisia che ha dominato l’Europa per molti, molti decenni”, ha sottolineato Peskov. “E un prodotto, purtroppo, della povera generazione di politici che ora è al potere in Europa”, ha aggiunto.
Peskov ha commentato i metodi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: “I metodi che adotta non corrispondono del tutto al nostro approccio al mondo multipolare”. Trump è un “politico esperto” che basa le sue strategie su principi imprenditoriali “severi e spietati”, ha aggiunto il portavoce.
Il portavoce del Cremlino si è espresso poi sul processo di pace in Ucraina. “Gli Stati Uniti, in qualità di mediatori, hanno fretta, il che è comprensibile”. Peskov ha spiegato l’importanza del recente incontro del presidente russo Vladimir Putin con l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, sottolineando che i gruppi di lavoro necessitano di direttive prima dei nuovi colloqui previsti ad Abu Dhabi.
Per la risoluzione della questione territoriale in Ucraina è necessario attuare la formula elaborata al vertice Russia-Usa di Anchorage dell’agosto scorso.” Non si tratta di un processo rapido. E ora, in effetti, l’essenza della situazione è che una certa formula per la risoluzione della questione territoriale è stata elaborata ad Anchorage e alla vigilia di Anchorage. E ora è molto importante attuarla. L’attuazione della formula di Anchorage garantirà rapidi progressi nel processo di risoluzione”, ha aggiunto Peskov.







