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ARTICOLI DEL DIRETTORE

Il referendum, i pedofili e la sinistra decerebrata

Il referendum, i pedofili e la sinistra decerebrata

Le affermazioni del procuratore di Napoli Nicola Gratteri ("Voteranno per il sì indagati, imputati, massoneria deviata e centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente"), oltre a sollevare una ovvia bufera politica, dimostra come la galassia della sinistra italiana sia entrata nella confusione totale. Evidente segno di debolezza e di disperazione.

Già che c’era Gratteri poteva aggiungere anche i pedofili, ma l’argomento a sinistra è tabù, perché dagli Epstein files, guarda caso, esce allo scoperto una cloaca che riguarda la sinistra progressista, la quale vede ogni giorno salire sotto i riflettori della cronaca personaggi di primissimo piano, tutti della filiera mefistofelica della sinistra progressista internazionale.

Che la sinistra progressista sia ormai immersa nella emme lo dimostra la feroce resistenza dei giornali e dei media di regime, i quali ogni giorno si inventano menzogne propagandistiche destinate a finire, il giorno dopo, nella emme.

Un esempio per tutti. Dagli Epstein files, questo lo dicono tutti i sani di mente, escono nomi a valanga, ma non tutti i citati hanno avuto a che fare con le porcherie e con la rete di ricatti del pedofilo miliardario americano. Il buon senso e la deontologia professionale suggerirebbero di non attaccare a vanvera, ma quando sei disperato perdi il lume della ragione e allora attacchi Matteo Salvini, chiedendogli di dire cosa ci faceva con Epstein. Poi, a distanza di due giorni dai file esce Rula Jebreal, icona della sinistra pro Pal, e allora il Corriere della Sera titola subito che si tratta solo di inviti a cena in serate di gala. Giusto. Vale per tutti.

Tutti quelli che non sono di sinistra sono andati a letto, quelli di sinistra vanno a cena? È questa la nuova fondamentale divisione del mondo tra cattivi e buoni del progressismo acerebrato?  

La sinistra progressista insorge per le richieste di Francia e Germania di far dimettere Francesca Albanese dal suo incarico all’Onu. L’avesse chiesto la Meloni sarebbe stato un pericoloso attacco fassssssista di un governo totalitario, illiberale, nostalgico del Duce. Invece no. Lo chiede la Francia, punto di riferimento dei sinistri perennemente in attesa di Legion d’Onore e lo chiede la Germania, il cui governo si regge con i voti dei socialisti e dei verdi. Può essere che in Francia e in Germania siano diventati tutti fassssssisti?

A sinistra hanno perso la testa e il motivo c’è. Basta seguire con attenzione gli Epstein files e anche gli spostamenti politici di schieramento in Europa.

Si parla di asse italo-tedesco. Il Fatto Quotidiano pubblica una vignetta dove un personaggio dice: “Ue, la Meloni garantisce la sostenibilità del motore italo-tedesco” e l’altro commenta: “Lubrificato con olio di ricino”.

Suggerisco ai giornaloni di resuscitare Roberto (Roma-Berlino-Tokio), così inglobano anche il Giappone e si torna all’asse nazifascista. Bingo. “Una mattina, mi sono svegliato …….. Bella ciao, Bella ciao. Bella ciao”.

Il delirio ha la sua colonna sonora.

Il fatto è che i Volonterosi sono finiti a cuccia.

Occupiamoci delle sonore bastonate in mezzo ai denti alla sinistra progressista internazionale che arrivano dagli Epstein files.

In Norvegia la polizia ha perquisito l’abitazione di Oslo dell’ex primo ministro laburista Thorbjorn Jagland, indagato per corruzione aggravata nell’ambito di quanto emerge dagli Epstein files. A Jagland è stata revocata l’immunità dal Consiglio d’Europa, di cui è stato segretario generale dal 2009 al 2019.

Jagland è stato presidente del comitato del Nobel norvegese dal 2009 al 2015, quello che ha assegnato il Nobel per la pace a Barack Obama giusto nel 2009.

Nobel preventivo. Che bella storia edificante.

Giovedì è caduta la testa di sir Chris Wormald, capo del Civil Service, il numero uno dei funzionari del Regno Unito e segretario del Consiglio di gabinetto del laburista Keir Starmer.

Affondato, perché colluso con Epstein, anche uno dei pezzi da novanta del partito laburista, quel Peter Mandelson, nominato ambasciatore in Usa da Keir Starmer. Mandelson è stato ministro del Commercio (tra il 2008 e il 2010) e all’epoca era in pratica il vice del primo ministro Laburista Gordon Brown.

Convinto europeista, Mandelson è stato commissario europeo al Commercio tra il 2004 e il 2008.

Del principe (ex) Andrea sono piene le cronache mondiali, ma lui non è di destra e nemmeno di sinistra; è solo sinistro.

Di sinistra è Avram Noam Chomsky, linguista, filosofo e attivista statunitense. Docente emerito di linguistica al Massachusetts Institute of Technology, Chomsky è riconosciuto come il fondatore della grammatica generativo-trasformazionale, spesso indicata come il più rilevante contributo alla linguistica teorica del XX secolo. E ora, dopo tutti questi meriti, ha anche quello di essere amico intimo di Jeffrey Epstein al quale consigliava di non concedere nulla ai media e accusava di isteria l'opinione pubblica.

Nel 2019 Chomsky si premurava di dare consigli al suo amico, quando la verità sconvolgente stava iniziando a emergere e già era stato condannato, una prima volta, nel 2008. «Ho osservato – diceva Chomsky al suo amico Epstein - il modo orribile in cui vieni trattato dalla stampa e dal pubblico. È doloroso dirlo, ma penso che il modo migliore di procedere sia ignorarlo». Chomsky si lanciò in una filippica contro la stampa e l’opinione pubblica: «Ciò che gli avvoltoi desiderano ardentemente è una risposta pubblica, che fornisce poi un’apertura pubblica per un assalto di attacchi velenosi, molti dei quali provenienti solo da persone in cerca di pubblicità o esaltati di ogni tipo (…). Questo è particolarmente vero ora con l’isteria che si è sviluppata riguardo agli abusi sulle donne, che ha raggiunto il punto in cui persino mettere in discussione un’accusa è un crimine peggiore dell’omicidio. Per praticamente chiunque veda tutto questo, la reazione sarà «non c’è fumo senza arrosto, forse un fuoco violento» (qualunque siano i fatti, che pochi penseranno anche solo di indagare)». Garantismo? Ma va!

Come ci ricorda Stefano Magni su La Nuova Bussola Quotidiana, “nel 1977, a due anni dall’inizio della mattanza in Cambogia ad opera dei Khmer Rossi, Chomsky scriveva un articolo in cui invitava i lettori a non credere alle notizie date dai media sul genocidio cambogiano. Nel 1977 c’erano già milioni di morti provocati dal regime di Pol Pot, erano già massacri ampiamente documentati, ma per il professore americano era solo disinformazione dell’imperialismo americano e dei media a lui asserviti”.

Che dire dei due democratici Bill Clinton e Hillary Clinton, che verranno sentiti sotto giuramento dal Congresso per avere la loro versione sulle assidue frequentazioni con Jeffrey Epstein?

E Bill Gates dove lo collochiamo? Che facciamo? Apriamo un fascicolo su pandemia, vaccini e via discorrendo?

In questi gironi infernali, eccoci venire incontro un gigante della sinistra, il francese, Jack Lang, portavoce e ministro di François Mitterand, al quale, e alla figlia Caroline, su loro richiesta Epstein avrebbe fornito gratuitamente aerei e ville di lusso. Jack Lang è stato per complessivamente dieci anni ministro della Cultura francese, dal 1981 al 1986 e ancora dal 1988 al 1993. È stato anche ministro dell'Educazione dal 1992 al 1993 e dal 2000 al 2002.

Interessanti anche personaggi come Ariane de Rotschild o Edoardo Teodorani Fabbri, figlio di Maria Sole Agnelli, ma soprattutto Kathy Ruemmler, responsabile legale di Goldman Sachs, che chiamava Epstein “il mio fratellone” e che si è dimessa ieri travolta dallo scandalo.

Ruemmler aveva raggiunto i vertici di Wall Street, diventando una consigliera chiave dell’amministratore delegato di Goldman, David Solomon, dopo una brillante carriera legale. Era stata anche nominata consulente legale della Casa Bianca dall’ex presidente Barack Obama ed era stata considerata tra i possibili candidati alla carica di procuratore generale degli Stati Uniti. Obama? Chi? Quello del premio Nobel preventivo? Ah!

Il Wall Street Journal aveva rivelato la relazione tra Ruemmler ed Epstein nel 2023, riportando che figurava tra le personalità influenti che lo incontravano regolarmente negli anni successivi alla sua dichiarazione di colpevolezza per adescamento di una minorenne ai fini della prostituzione.

"Gli manderai una delle tue russe?" scrive lei in una mail in cui i due parlano del direttore di un fondo per il quale lei stava valutando di assumere un incarico. Si tratta di conversazioni tra il 2014 e 2019, un periodo in cui Ruemmler esercitava la professione privatamente dopo aver lasciato la Casa Bianca come consulente di Obama.

La Ruemmler chiamava Epstein "zio Jeffrey" nelle email e diceva di adorarlo. Negli scambi emerge anche una prassi comune di regali costosi che la professionista riceveva da Epstein nonostante lui fosse già stato condannato per reati sessuali nel 2008.

“Sei così adorabile e premuroso! Grazie zio Jeffrey!!!", scriveva Ruemmler a Epstein nel 2018. "Oggi sono completamente vestita dallo zio Jeffrey! Stivali, borsa e orologio Jeffrey!", si legge invece in un'altra email del gennaio 2019 in cui si fa riferimento proprio ai regali di Epstein.

A proposito delle russe. Siamo proprio sicuri che l’Fsb non abbia rifilato qualche agente sotto copertura in veste di biondona per ricchi peperoni al giro di Epstein? Quanti file ci saranno in Russia? Mah!

Si capisce per quale motivo la sinistra progressista sta perdendo la testa, perché si rende conto di aver perso l’anima e la dignità e anche che le porcherie perpetrate in anni di presunta impunità ora vengono a galla e nessun giudice compiacente fermerà la verità, perché c’è un dato che sta emergendo ed è gigantesco: Donal Trump non media più.

Dopo aver tentato di farlo fuori (e credo che lui sappia bene chi stava dietro al grilletto), l’ideona era di ricattarlo dicendo che non faceva conoscere i file di Epstein perché lui c’era dentro fino al collo.

A quanto pare Trump non media più. La cloaca è allo scoperto e la cloaca emette effluvi progressisti.

Siamo solo agli inizi, ma la sinistra progressista è davvero finita, motivo per il quale ha perso completamente la testa.

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