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ARTICOLI DEL DIRETTORE

Il vaudeville satanico e il paraocchi numero 68

Il vaudeville satanico e il paraocchi numero 68

Lucio Leante, in questo stesso numero del giornale, che ospita, come è nostro costume, opinioni delle quali rispondono in toto gli autori, ci avverte che il parlare e lo scrivere di satanismo a proposito dei files di Epstein si inscrivono nella categoria del satanismo vaudeville degli epigoni del ’68. Non solo, ma che il satanismo di cui si parla è riassumibile nel pansessualismo sessantottino. Una colossale scopata da Figli dei fiori.

Lui, intendo Leante, che è stato corrispondente dell’Ansa, quella storica, fondata dal padre di Mieli, nata per sostituire l’Agenzia Stefani di Benito Mussolini, noto ormai al mondo come agente degli inglesi (fino alla fine), dovrebbe sapere che gli inglesi hanno giocato tutte le carte su tutti i fronti, utilizzando, dopo la fine del fascismo, fascisti e titini, con la massima indifferenza. Di che parliamo? Di un impero decaduto che esprime una monarchia ormai diventata una barzelletta? L’Inghilterra che gioca ai “Volonterosi”. L’Inghilterra che gioca il Canada contro Trump. L’Inghilterra che vorrebbe essere la protettrice dei Paesi nordici, mentre non ha più un esercito che si possa definire tale?

Leante dovrebbe saper che Churchill adottò la V di vittoria come simbolo contro quelli di Hitler su suggerimento del satanista Aleistar Crowley, autore di The Book of the Law e fondatore della religione Thelema, il quale ebbe contatti con i servizi segreti britannici. Lavorò, infatti, per loro già durante la Prima Guerra Mondiale (probabilmente come agente provocatore o disinformatore) e durante la Seconda offrì i suoi servizi, con il soprannome spionistico "Agent 666". Guarda caso.

Crowley odiava Hitler (dopo un iniziale interesse per il movimento negli anni '20–'30) e lo definì un "mago nero". Scrisse articoli e lettere in cui attaccava il nazismo. È certo che Crowley propose (e rivendicò) di aver suggerito il famoso gesto della V di Victory di Churchill come contro-simbolo magico alla svastica nazista. Secondo lui, la V (con le due dita alzate) era un sigillo distruttivo legato al dio egizio Horus o a forme di magia typhoniana, in grado di annullare il potere "solare" della svastica. Lo fece passare tramite contatti nell'intelligence (tra cui Ian Fleming, creatore di 007, che lo conosceva). Churchill adottò massicciamente la V a partire dal 1941, e divenne uno dei simboli più potenti della resistenza anti-nazista. Se Crowley abbia davvero influenzato la scelta è dibattuto, ma la rivendicazione esiste in sue lettere e memorie contemporanee.

 Ah! Gli inglesi. L’Inghilterra non riesce a gestire un debosciato principe ormai non più principe e vede un re che deve dire che collaborerà con la polizia. Qui siamo alle comiche, altro che Vaudeville.

Vaudeville, lo ricordo a me stesso, è genere di spettacolo teatrale leggero e popolare; è canzone di circostanza e di contenuto moralistico-satirico, in forma condensata ed epigrammatica; è commedia leggera e brillante, basata sull’intrigo e la satira.

In buona sostanza chi utilizza la categoria del satanismo per affrontare il complicatissimo intreccio di potere che esce dalla lettura, sia pure parziale, degli Epstein files, è un buontempone simile ai sessantottini in vena di teatralità satirica.

Beviamoci una birra e chiudiamo la partita.

E invece no.

Marcello Foa, ex direttore generale della Rai, autore di vari saggi, sul suo profilo Facebook scrive che “il procuratore generale aggiunto statunitense Todd Blanche ha ammesso che il ministero ha escluso dagli Epstein Files le immagini che mostravano «morte, abusi fisici o ferite»”.

“Tutto questo – aggiunge Foa - mentre, dalle email pubblicate, emergono crescenti riscontri su pratiche inimmaginabili, ben oltre i già orribili abusi sessuali. Si parla di bambine e bambini torturati e addirittura uccisi durante le feste — ma forse dovremmo chiamarli riti — praticati da Epstein e dai suoi ospiti. Il che è semplicemente agghiacciante, ma non sorprendente per chi abbia visto il documentario francese “Les survivantes” (Le sopravvissute). Nonostante la ritrosia della stampa mainstream a trattare questo aspetto della vicenda, sta cadendo la maschera di un’élite che non era solo depravata, né solo criminale: era verosimilmente satanica”.

Martedi Thomas Massie e Ro Khanna, i due deputati che hanno visionato alcuni file senza censura, hanno reso noto che Suiltan Ahmed bin Sulayem, presidente e ad di DpWorld, uno dei maggiori operatori portuali del mondo, guardava con Epstein video di torture.

“Dove sei? Stai bene? Mi è piaciuto il video delle torture” si legge nell’Email inviata da Epstein il 24 aprile del 2009 all’emiratino, il quale risponde: “Sono in Cina e arriverò negli Stati Uniti la seconda settimana di maggio”.

La vicenda mostra drammaticamente che esiste un mercato dell’orrore, dove c’è chi chiede di vedere video di torture e c’è, evidentemente, chi soddisfa la satanica voglia, confezionando i video.

Noi, amanti del vaudeville, dell’intrigo e della satira, che possiamo fare? Assistiamo allegramente? Beviamoci una birra.

Leante ci dice che il satanismo è “sintomo del narcisismo patologico e del nichilismo gaio di una generazione radicale e «progressista» che, dopo la fine della guerra fredda, è ascesa alle massime posizioni di potere nel mondo politico, finanziario e culturale in America e in Europa. Da quelle posizioni ha, in sostanza, dominato l’Occidente. orientandolo verso una rivoluzione neocon, global, woke, multiculturalista e green, che era (ed è tuttora) che era ed è anche una continuazione dell’eterna lotta della sinistra rivoluzionaria alla civiltà occidentale e a tutte le sue principali istituzioni e comunità di base”.

Psicologizzare il fenomeno non mi pare opera opportuna. La famiglia inglese dove la mettiamo? E le reali corone imbarazzate di Paesi nordici? Tutte della Famiglia Coburgo-Sassonia. Gaio nichilismo o logiche di un potere che si ritiene onnipotente e che ha riempito il mondo di porcherie coloniali, schiavismo, sfruttamento. La corruzione in certe case coronate è endemica, come l’emofilia. Basti pensare ad un delinquente come Leopoldo II del Belgio, quello sì autentica incarnazione di Satana.

Il progressismo, come ho scritto più volte, è il nazismo vestito di nuovo e il nazismo è figlio dell’Inghilterra malthusiana, eugenetica, fabiana. Gli “inglesi”, del resto, sono angli e sassoni, ossia tedeschi. Ne sanno qualcosa le popolazioni del mondo celtico che abitavano la Gran Bretagna prima che arrivassero i conquistatori.

Quindi gli inglesi, intesi come la classe dirigente inglese, è semplicemente la radice del nazismo.

I fabiani amavano Stalin. Amano molto meno Putin, perché non sta al loro gioco. Lavrov, che Leante cita, non parla a vanvera. La Russia ha in mano le prove dei laboratori gain of function in Ucraina e, probabilmente anche molto altro. Apriamo un capitolo sui Biden?

Le élite radical chic hanno prodotto disastri dei quali stiamo sopportando le tragiche conseguenze, economiche, politiche, culturali e spirituali, ma la vicenda Epstein va inserita in un “teatro” diverso, che non è quello dell’allegra satira vaudeville e nemmeno a quello della montagna di idiozie prodotte dalla pseudo ideologia woke.

Il “teatro” di Epstein è una rete di ricatto dalla quale non possono essere esclusi i servizi segreti (più di uno) probabilmente. Una rete fatta di varie maglie, la più orrenda delle quali è l’abuso di bambini, comprensivo di omicidi. Quando hai condiviso l’orrore devi condividere ogni cosa.

Dietro a tutto c’è una smisurata idea di potere che supera ogni confine e che si alimenta di ogni tipo di complicità. In questo senso la rete di Epstein è satanica.

Vogliamo chiamare la tragedia messa in scena “patto faustiano”? Suona meglio? O anche Faust rientra nello scherzo vaudeville di allegroni che se la raccontano?

Il "patto faustiano" indica un accordo pericoloso, squilibrato o moralmente compromettente, in cui una persona ottiene vantaggi immediati (potere, successo, conoscenza, piacere, ricchezza, bellezza, tecnologia, ecc.) a costo di sacrificare qualcosa di essenziale: spesso l'anima, i principi morali, l'integrità, il futuro a lungo termine o valori fondamentali.

L'origine del termine è legata al mito di Faust.

Faust, erudito insoddisfatto e assetato di conoscenza assoluta e di esperienze totali, invoca il demonio. Mefistofele appare e gli propone un contratto: in cambio dell'anima di Faust dopo la morte, gli concede 24 anni (nelle versioni classiche) di servitù assoluta, potere magico, piaceri illimitati, giovinezza, ecc. Il patto è suggellato col sangue dello stesso Faust.

La versione più nota è quella di Goethe, il quale rende Faust simbolo dell'uomo moderno: inquieto, prometeico, che rifiuta i limiti umani e spinge all'infinito il desiderio di sapere e agire.

Il patto faustiano rappresenta la tentazione eterna dell'essere umano di superare i propri limiti a qualunque costo.

Vogliamo parlare di transumanesimo? Parliamone. Di quello russo? Di quello tradotto in chiave occidentale? Di quello californiano? Di quello dell’Homo deus (ovviamente con la scarsella gonfia?). Parliamone.

Ma non diciamo: “Se di satanismo si vuole parlare si tratta di un satanismo inconsapevole nutrito della banalità ideologica e pratica del libertinismo sessuale”.

Libertinismo sessuale? Scherziamo? Inconsapevole? Vogliamo scherzare?

Negli Epstein files, ma anche in relazione alle testimonianze degli abusati, la pedofilia ampiamente documentata non è libertinismo sessuale e va di pari passo col sadismo, anche estremo (torture), oltre che alla ritualità e al cannibalismo. In ogni caso è arma di ricatto; è gioco di potere.

Sull’isola di St. James di Epstein c’era un tempio che, unico edificio oltre alla casa padronale, a qualcosa doveva pur servire. Qualcuno, dedito al vaudeville, lo ha definito una sala da ballo. Meglio Baal.

Ridiamo? Facciamoci una birra. Dai, in fondo ci sono dei sessantottini che raccontano amenità.

Chi lo sa poi perché sessantottini. Il ’68 ha prodotto molte strane cose e anche un insieme di personaggi oggi in posizioni di potere che si sono bevuti il cervello con idee come il green, il woke, il gender e via discorrendo, ma i sessantottini sono, se ci va bene, massa di manovra per il pifferaio magico. I sessantottini non riuscirebbero mai a pensare al satanismo, perché sono figli di un razionalismo che esclude l’idea stessa che esista Satana. I sessantottini, al massimo, tifano per Askatasuna. Più in là non vanno. Possono essere anti-stato essendo nello Stato, antisistema essendo nel sistema, ma amano la superficie, fanno surf, non hanno la mentalità per pensare, anche solo minimamente, a qualcosa di diabolico: di clandestino sì (vedi Brigate rosse), ma di diabolico no.

Il tema vero, del quale occuparci, è una rete di ricatti, portati alle estreme conseguenze, per dirigere il mondo.

Bill Gates, prigioniero delle sue fantasie erotiche, è colui che ha in mano l’Organizzazione mondiale della sanità, quella che abbiamo visto all’opera con il Covid, che nei file sembra discutere di pandemia programmate. Malthusianesimo in azione.

Epstein che ingravida donne per poi clonare i figli, al fine di costruire una razza nuova che cos’è? Maniaco sessuale? O eugenetica anglosassone?

Che la rete sia stata gestita ad altro livello professionale di intelligence dovrebbero farcelo capire le numerose ammissioni di coronati di vario genere e specie.

È ormai accertato che Epstein avesse rapporti con Mossad e Cia (e MI6?). I dirigenti di tali agenzie non potevano non sapere.

Ghislaine Maxwell, erede in tutto di suo padre, era coinvolta sia nei servizi inglesi, sia in quelli israeliani.

Epstein, non era solo una trappola per potenti da ricattare (con ricatti irreversibili, impossibile tornare indietro dopo aver fatto o assistito a certe pratiche) per conto del Mossad o della Cia, ma era anche, e soprattutto, un tessitore della tela del ragno. I suoi Files hanno aperto uno spiraglio sui sedicenti semidei che a lui si rapportavano.

Mefistofele all’opera. Si. Con una nuova sigla. Abbandonato il 666 ora usa il 6868.

Beviamoci una birra.

 

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