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FRANCESCO HA TRASFORMATO LA CHIESA

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di Sergio Restelli

Il “ciclone” Francesco ha trasformato il volto della Chiesa cattolica e ha lasciato un’eredità di speranza, di dialogo e di impegno concreto per le periferie esistenziali del mondo. Al di là della fede cristiana, il suo messaggio di giustizia sociale, di cura dell’ambiente e di riconoscimento della fraternità umana continuerà a ispirare intere generazioni e a guidare la riflessione sul ruolo delle istituzioni religiose nel XXI secolo.

Lunedì 21 aprile 2025, alle ore 7 e 35, il cardinale Kevin Farrell ha annunciato la scomparsa di Papa Francesco, nato Jorge Mario Bergoglio, all’età di 88 anni, presso la Domus Sanctae Marthae in Vaticano. Con queste parole, trasmesse da Vatican Media, si è ufficialmente chiuso un pontificato di dodici anni caratterizzato da una forte spinta riformatrice e da un approccio pastorale centrato sulla misericordia e sulla vicinanza ai più vulnerabili .

Le reazioni non si sono fatte attendere, coinvolgendo leader politici e religiosi di tutto il mondo. In Italia,il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha parlato di “grave vuoto” e di un riferimento personale perduto ;la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha sottolineato come Francesco avesse “ispirato milioni di persone, ben oltre la Chiesa cattolica” . Dal G20 al Consiglio Europeo, da Emmanuel Macron a Narendra Modi, tutti hanno elogiato il suo impegno per i poveri, la pace e l’ambiente, ricordando gli incontri personali e il suo contributo al dialogo interreligioso.

Oltre ai fedeli cattolici, anche comunità di altre fedi e non credenti hanno reso omaggio ad un Papa che ha sempre cercato un dialogo aperto, promuovendo la coesistenza tra religioni e culture. Gli storici abbracci con il Grande Imam di al‑Azhar e con leader buddisti e ortodossi hanno sancito un modello di ecumenismo pratico, mentre l’enciclica “Fratelli tutti” (3 ottobre 2020) ha esteso il messaggio di fraternità sociale al di là dei confini confessionali. Sul fronte ambientale, la “Laudato si’” (24 maggio 2015) resta un testo di riferimento per il movimento ecologista mondiale, lanciando un appello urgente alla cura della “casa comune”. Il pontificato di Francesco iniziò in modo altrettanto fulmineo: dopo la storica rinuncia di Benedetto XVI, il Conclave del 2013 si riunì il 12 marzo nella Cappella Sistina e, al quinto scrutinio del 13 marzo, il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio fu eletto primo Papa latino‑americano, primo gesuita e primo ad assumere il nome di “Francesco” in onore di san Francesco d’Assisi. Le sue prime parole, ben diverse dal protocollo, furono un semplice “Fratelli e sorelle, buona sera!”, seguito dalla richiesta di pregare per lui “per favore” prima di impartire la benedizione Urbi et Orbi .

Fin dall’inizio del suo ministero, Papa Francesco manifestò la volontà di guidare “una Chiesa povera e per i poveri”, vestendo una sobria talare bianca e prediligendo la Domus Santæ Marthæ al Palazzo Apostolico, per essere più vicino ai confratelli cardinali e al popolo. Celebrazioni come la lavanda dei piedi del Giovedì Santo in carceri, centri di accoglienza e ospedali, coinvolgendo migranti e persone con disabilità, sono diventate simboli concreti del suo stile umile e inclusivo. Tra le altre riforme, va ricordata la riorganizzazione della Curia Romana, le misure contro la corruzione e gli abusi sessuali, nonché l’apertura di tavoli di consulenza in cui laici e religiose hanno assunto ruoli di rilievo.

La pubblicazione del Giubileo straordinario della Misericordia e la lettera apostolica “Misericordia et misera” (21 novembre 2016) hanno ulteriormente consolidato la dimensione caritativa e pastorale del suo pontificato.

Con la sua morte si apre ora il periodo di “sede vacante”: il Camerlengo sigilla le stanze papali e dichiara ufficialmente il decesso, mentre il Collegio Cardinalizio assume la governance temporanea della Chiesa sotto la guida del Camarlengo stesso. Seguiranno nove giorni di novendiali, la veglia funebre in San Pietro e il funerale solenne, che secondo il desiderio di Francesco sarà più semplice e potrebbe svolgersi a Santa Maria la Maggiore anziché nelle Grotte Vaticane. Entro 15–20 giorni, i cardinali elettori (sotto gli 80 anni) si riuniranno in Conclave nella Cappella Sistina, pronti a scrutare di nuovo i segni dello Spirito e ad annunciare con un’ultima “fumata bianca”: “Habemus Papam”.

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  • Redazione

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