Home Opinioni ECCO LA MANOVRA, COMINCIAMO CON LE SOLITE MANOVRE DEI PARTITI

ECCO LA MANOVRA, COMINCIAMO CON LE SOLITE MANOVRE DEI PARTITI

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di Alessandro Roazzi

Cominiamo con con la manovra…le prime anticipazioni sono pronte per essere sbranate, in arrivò un’altra miliardata, spesso con il recondito pensiero, ormai non più’ recondito, di sondare il terreno. I punti fermi paiono essere per ora due: pochi soldi, evitare di perdere consensi in vista delle Europee. Sul primo problema pare che ci si muova smontando i …somari da battaglia del reddito di cittadinanza e sopratutto del bonus 110% per veicolare risorse su imprese e lavoro con il taglio del cuneo e le tredicesime.
Siamo sempre all’una tantum? Diciamo che la vera riforma da fare non ci sarà: equità fiscale, politiche del lavoro e investimenti strategici…dopo, tanto e’ roba roba da…Novecento.
Sul secondo nodo sembra che il destino di chi attende risposte a partire dal pubblico impiego sia quello di ricevere una…spruzzata di buone intenzioni…Sanità scuola e sicurezza sul lavoro per ora non affascinano più di tanto. Forse si tratta di temi…noiosi…
Sul Sud forse, anzi forsissimo, qualche cosa si intravede se davvero si centralizzera’ l’intervento decapitando diversi centri di potere e recuperando semplificazione e monitoraggio delle opere. Insoluta la vocazione e le specificità da attribuire alle regioni del Mezzogiorno per ora: dovrebbe essere, visti i terremoti mondiali, il Mediterraneo, ma nulla fa supporre che così sarà.
E le opposizioni? I 5 Stelle rasentano il ridicolo straiandosi con la ben nota petulanza sul superbonus senza mai spiegare come tappare la voragine creata nel bilancio pubblico dall’incentivo soprattutto a causa della sua spropositata durata senza modifiche le con diverse zone d’ombra, originate anche da una normativa non del tutto puntuale alla quale non si sono accompagnati controlli adeguati. Aggrappati allo scoglio si consolano con il gommone solidale che la Schlein porta loro con il totem del salario minimo… E gli altri sinistri: boh, faranno l’auto stop in vista delle Europee. Chi passa passa, basta trovare un posto a sedere.
I “vecchi” della politica italiana nel frattempo scuotono l’albero della Repubblica, vedi Amato e Formica, facendo intravedere che i suoi frutti cadono senza sperare in ricambio mentre si avvicinano mutamenti poco rassicuranti vista la scarsa qualità’ del personale politico. Sono ignorati. E’ il terzo millennio bellezza…

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