di Savino di Scanno
Immaginate di essere in una sperduta oasi in un deserto qualsiasi circa 2 mila anni fa per assistere al mercato dei cammelli.
Potrete incontrare 2 personaggi, che certamente non avrebbero avuto asilo alla Corte dei Faraoni ed in Roma Imperiale, e che sarebbero stati trasformati in frattaglie per i leoni del Circo Massimo.
Scriviamo per comodità che il primo, un beduino oggi dottamente indicato come promittente acquirente del cammello,rivolgendosi al cammelliere afferma: “Quanto Vuoi?”.
Ilsecondo, il cammelliere,in atto notarile ascritto come promittente venditore, che risponde:” Quanto mi dai?”.
Vi è poco da sorridere perché questa primordiale trattativa, nei fatti semplicissima, tutto è che banale o scontata.
Il perché è nel principio del beduino che affermando il “Quanto vuoi” potrebbe avere nella mente un prezzo di acquisto più alto o conveniente della richiesta del cammelliere e dall’altra parte il principio sempre del cammelliere che potrebbe avere sempre nella mente un prezzo di vendita a lui più favorevole nel rispondere “Quanto mi dai”.
Bene. A distanza di 2 mila anni poco o niente è cambiato nei negoziati commerciali.
Chi scrive avviatosi sulla strada dell ‘autunno della vita ne ha fatte più di quante ne scrive, oltre a conoscere ed aver insegnato quasi tutte le tecniche di vendita in essere, forse, è si ripete forse, qualcuna la ha addirittura inventata.
I negoziati sono in essere in quasi tutte le vicende umane. Nel mondo forense si fa ricorso (neanche a volerlo scrivere) alla retorica legale che qualifica i leoni del processo penale. Ma è nella diplomazia che l’arte del negoziato assume la forma più elevata ed autorevole.
Esistono però delle regole di base, e tra queste ogni negoziato non può prescindere dai rapporti di forza sul tavolo. Ad esempio si invita a voler leggere quanto scrive il professor Fabrizio Onida sul Sole 24 Ore del 2 giugno, dal titolo “Protezionismo nemico della crescita”. Trattasi di un articolo estremamente tecnico sulla politica dei dazi e libero scambio a livello internazionale, della ricaduta riguardo la produzione e la occupazione, il tutoo inquadrato nelle logiche delle guerre commerciali. Bellissimo il passaggio riportato dal professor Onida che citando Frederick Bastiat scrive “dove passano le merci non passano gli eserciti”. E sui dazi i negoziati sono all’arma bianca altro che Striscia di Gaza.
Perché sono rapporti di forza l’occupazione di territori come l’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022 che stranamente fanno leggere sui quotidiani economico finanziari del 6 febbraio 2023 che la famiglia Rothschild dopo 185 anni lascia la Borsa Valori di Parigi.
Nei rapporti di forza giocano le partite le Forze Armate ed i servizi segreti, ed in questi campi le major restano USA, Russia e Cina.
Siamo alla vigilia del voto europeo ed in fede non si vedono all’orizzonte abili negoziatori forse perché in Europa non sono chiari gli scopi, fini e modalità circa i reali interessi economici del vecchio Continente. Speriamo.
A proposto. Sempre 2 mila anni fa ad un certo punto il cammello si è stancato di ascoltare una trattativa in dialetto sahariano e dopo aver dato una testata (per non scrivere lanciato uno sputo, perché poco elegante) al beduino ed inferto un calcio nelle parti meno nobili del cammelliere se ne è andato.
Speriamo per lui che nel deserto non abbia trovato i leoni….perché questo accade sempre nella vita degli uomini che per la loro stupidità solitamente perdono tutto.




