
di Sergio Restelli
L’uscita di scena di Assad cambierà la politica cinese in Medio Oriente?
Il presidente siriano Bashar al-Assad ha lasciato Damasco con una conclusione poco onorevole, riparandosi a Mosca.
La perdita del controllo sulla Siria ha indebolito sia la Russia che l’Iran, entrambi sostenitori determinanti del regime di Assad.
Tuttavia, con la guerra tra Russia e Ucraina che sta riducendo l’influenza di Mosca in Medio Oriente, la Cina aveva iniziato a colmare il vuoto,
soprattutto con l’Iran e la Siria, cercando di sostituire la Russia e posizionarsi come alternativa agli Stati Uniti in una regione estremamente instabile.
Durante il conflitto tra Israele e Hamas, la Cina aveva inoltre assunto una posizione piuttosto anti-israeliana, promuovendo una “Dichiarazione di Pechino” tra diverse fazioni palestinesi.
Con la perdita di Assad, la politica cinese in Medio Oriente è in completo tumulto e come Pechino reagirà agli eventi recenti sarà strategicamente cruciale per l’intera regione.
Espansione della Cina in Medio Oriente negli ultimi anni
Negli ultimi due anni, la Cina ha notevolmente ampliato il suo coinvolgimento con Siria e Iran, rafforzando la sua influenza nella regione attraverso partnership strategiche, collaborazioni economiche e mediazioni diplomatiche.
Il rapporto con la Siria
Nel settembre 2023, il presidente siriano Bashar al-Assad ha visitato la Cina per la prima volta in quasi due decenni, segnalando un rinnovato interesse per le relazioni bilaterali.
Durante la visita, il presidente cinese Xi Jinping ha annunciato l’istituzione di una “partnership strategica” tra i due paesi, sottolineando il sostegno della Cina alla Siria contro le interferenze straniere e a favore della sua sovranità.
La Cina ha espresso un forte impegno per la ricostruzione della Siria, promettendo assistenza per la ricostruzione delle infrastrutture distrutte dalla guerra e per la collaborazione nei settori dell’energia e dei trasporti.
Nel gennaio 2022, la Siria è entrata a far parte dell’iniziativa Belt and Road (BRI)rafforzando il suo ruolo come destinataria di investimenti cinesi in infrastrutture e sviluppo.
Questa partnership strategica formalizzata nel 2023 rappresenta una tappa significativa, simboleggiando l’intenzione della Cina di svolgere un ruolo strategico nella ripresa postbellica della Siria e di approfondire i legami economici e politici.
Inoltre, la Cina ha fornito aiuti umanitari, come forniture mediche e materiali di soccorso, dopo il devastante terremoto di febbraio 2023.
Il rapporto con l’Iran
La Cina ha anche rafforzato la sua relazione con l’Iran, facilitandone l’integrazione in organizzazioni internazionali.
Grazie al sostegno di Pechino, l’Iran è entrato a far parte della Shanghai Cooperation Organization nel 2022 ed è stato accolto nei BRICS nel 2024, evidenziando il ruolo della Cina nell’ampliare la partecipazione dell’Iran in strutture multilaterali.
Visite di alto livello hanno ulteriormente consolidato i rapporti.
Nel febbraio 2023, il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha guidato una delegazione a Pechino per una visita storica, durante la quale sono stati firmati 20 accordi di cooperazione, incentrati su energia, commercio e sicurezza. Sebbene le grandi vendite di armi siano ancora limitate a causa delle sanzioni internazionali, l’accordo di cooperazione venticinquennale tra Iran e Cina prevede disposizioni per la cooperazione militare e di sicurezza, con prospettive di ulteriori collaborazioni future.
Mediazione nei conflitti regionali
La Cina si è anche affermata come mediatore diplomatico in Medio Oriente, ottenendo notevoli successi nella risoluzione di dispute regionali:
1. relazioni tra Arabia Saudita e Iran:
nel marzo 2023, la Cina ha mediato un accordo storico tra Arabia Saudita e Iran, ponendo fine a una frattura di sette anni;
l’accordo, firmato a Pechino, includeva l’impegno a riaprire le ambasciate e ristabilire le relazioni diplomatiche, dimostrando l’influenza crescente della Cina. Questo accordo è stato anche visto come un fattore chiave per il ritorno della Siria di Assad nella Lega Araba;
2. sforzi di unità palestinese:
nel luglio 2024, la Cina ha facilitato un accordo tra Hamas e Fatah per formare un governo di unità per la Cisgiordania e la Striscia di Gaza;
sebbene l’accordo abbia incontrato scetticismo a causa delle divisioni radicate tra le fazioni,ha comunque evidenziato il ruolo crescente della Cina come mediatore.
Le incognite dopo la perdita del regime di Assad
Le azioni della Cina in Medio Oriente riflettono un’ambizione strategica di posizionarsi come alternativa all’influenza occidentale nella regione.
Attraverso partenariati economici, accordi diplomatici e supporto alla ricostruzione, Pechino ha rafforzato i suoi legami con nazioni chiave del Medio Oriente.
Tuttavia, con il crollo del regime di Assad, che ha evidenziato la debolezza dell’Iran e la perdita di influenza della Russia, resta da vedere quanto seriamente sarà colpita la posizione della Cina in Medio Oriente.
La questione cruciale è come la Cina reagirà:
raddoppierà gli sforzi, investendo ancora di più nei paesi dell’“Asse della Resistenza” continuando a sostenere l’Iran?
Oppure si ritirerà, tagliando le perdite e cambiando politiche per unirsi al fronte vincente? Le risposte a queste domande plasmeranno il futuro della politica cinese nella regione e il suo ruolo globale.





