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FACCIAMOLA FACILE CON GLI ASSASSINI

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di Max Del Papa
Facciamola facile (chè complicare la complessità è pura malizia demoniaca).
Se quell’animale cattivo di Filippo Turetta, che i media cominciano già amichevolmente a chiamare “Filippo”, poi Phil, poi lo inviteranno in studio, ha squartato la ex morosa dopo averla torturata, e “non ce l’ha fatta” ad uccidersi lui, è per un motivo solo: alla fine resta convinto di farla franca.
Io anche ne sono certo. Arriverà estradato, già in fama di celebrità, lo metteranno dentro, poi subito fuori, gratificato dal sospetto dell’insanità mentale, poi in clinica, privata, poi da qualche prete affarista a giocare a qualche videogioco violento, infine verrà condannato, sì, forse, dalla magistratura che è sempre sensibile agli input per disinnescare le leggi punitive, a meno di imputati qualunque, senza sponsor di peso, ma difficilmente questo la galera se la farà.
Si piglierà un impresario e giù ospitate in tivù, lo spettacolo del mostro fuor dalla gabbia. E la famiglia, oggi mortificata, prostrata, comincerà con la solfa, “è nostro figlio non è un mostro”, e gli amici e i conoscenti, e i media che, dopo averne invocato la giustizia sommaria, prenderanno ad eccitarsi col gioco dei paradossi e delle contestualizzazioni, e il perdonismo strisciante diventerà dilagante.
Del resto hanno già cominciato: se tutti i maschi sono colpevoli, perché condannare un Filippo? Poverino, dormiva con l’orsacchiotto, non è stato capito. Su Facebook è subito uscito anche un gruppo con le bimbe di Filippo. Una provocazione lurida, ma anche qualcosa di più, un segno dei tempi: si sono subito iscritti in trecento.
È la società che bisogna rifare, anzi bruciare come dice la sorella in quota PD. Basta con la società capitalista, mandiamo a casa Meloni, tutti bambini trans a scuola e più Zan per tutti. E solidarietà ad Hamas, anche per tutelare il clima. Che ci vuole?
Immaginatevi una fine alternativa: se davvero questo balordo si fosse fatto fuori, oggi saremmo tutti a leggere pensose straziate riflessioni su quanto anche lui fosse vittima. Perché funziona così, siamo una società dal pensiero marcio. Non debole. Se i tanti Turetta continuano a fare quello che fanno, dico gli italiani, perché gli africani o balcanici non si pongono di questi problemi, è perché le donne gli prestano ancora retta anziché sganciarsi definitivamente, si mettono nella bocca del lupo; il lupo da parte sua, sa alla lunga di farla franca.
Non accetta di soffrire, di essere mollato e neppure contraddetto, e mette in conto un ergastolo che tanto resterà lettera morta. È una tara mentale, diffusa, provocata da mamme morbose, da famiglie complici: il patriarcato non c’entra niente, il patriarcato in questa lettura è una allucinazione.
Volete ridurre drasticamente il numero dei Filippo? Pene certe, senza tanti ddl, educazione sentimentale alla Flaubert, e cazzate femministe adottate anche da destra; severità in casa; senso di responsabilità instillato in dosi da cavallo fin da ragazzini. Mentre oggi a scuola anche un brutto voto provoca “un trauma” che poi si traduce nella calata del clan familiare, a giustiziare il professore che ha osato.

https://ilfarodimaxdelpapa.altervista.org/facciamola-facile-i-filippo-vanno-stroncati/

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