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ISRAELE, FINE DELLE AMBIGUITA’

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di Giovanni Bernardini
La nuova, drammatica guerra in Israele sta facendo emergere con chiarezza le vere posizioni di chi di Israele è, da sempre, nemico.
Fino a ieri i nemici di Israele, di Israele in quanto stato, non di questo o quel governo israeliano, potevano nascondersi dietro ad un velo di finta equidistanza. Dicevano di non negare il diritto di Israele ad esistere, di volere una stato palestinese accanto ad Israele, concentravano l’attenzione sui famosi “territori occupati”, protestavano con Israele che non segue le risoluzioni ONU eccetera.
Anche allora le loro posizioni erano molto ambigue, letteralmente grondanti di errori storici e giuridici. Ignoravano ad esempio il fatto che uno stato palestinese esisterebbe dal 1948 se gli arabi avessero accettato la delibera 181, dimenticavano che i famosi territori sono stati conquistati da Israele al termine di una guerra in cui lo stato ebraico si è difeso da chi voleva semplicemente distruggerlo, parlavano di non osservanza delle direttive ONU dimenticando la prima ed enorme inosservanza: quella della direttiva 181/47 sulla spartizione della Palestina… tuttavia sino ad ora una certa ambiguità restava. Sostenere i palestinesi poteva non voler dire teorizzare la distruzione di Israele. La farsa della distinzione fra antisemitismo ed antisionismo poteva continuare.
Oggi tutto questo non è più possibile e le vere posizioni dei nemici di Israele emergono con chiarezza adamantina.
Nelle manifestazioni pro pal non si invocano più i due stati: si urla: “Palestina libera” e per Palestina si intende la terra su cui oggi sorge lo stato di Israele. Israele deve essere distrutto: questo il succo di tanti discorsi, di tanto finto umanitarismo, questo l’obiettivo di tante manifestazioni.
Fino a ieri c’era chi sosteneva che distruggere Israele voleva dire creare uno stato binazionale in cui venissero garantiti i diritti di tutti. In realtà un simile stato già esiste in medio oriente: si tratta di Israele. Oggi comunque nessuno parla più di simili fantasie.
Oggi chi vuole liberare la Palestina la vuole liberare dagli ebrei.
E dopo il macello del 7 ottobre qualsiasi persona capace di pensare sa benissimo cosa vuol dire “liberare” la Palestina dagli ebrei. Liberare la Palestina dagli ebrei, vorrebbe dire, molto semplicemente, massacrare gli ebrei in Palestina.
E tutti gli amici di Hamas, più o meno nascosti, si danno da fare per creare un clima d’odio nei confronti degli ebrei. Quasi una giustificazione anticipata di futuri possibili massacri.
Gli ebrei sono “ladri di terre”, razzisti, xenofobi, nazisti, si, loro, le principali vittime del nazismo sarebbero i “nuovi nazisti”.
E cresce ovunque l’antisemitismo, non più mascherato ormai da antisionismo. Un antisemitismo feroce, palese, che non riguarda solo Israele o il medio oriente. Che si sta manifestando in numerosi atti di violenza contro gli ebrei in Europa.
Ormai è impossibile non vedere, immorale nascondere la testa sotto la sabbia.

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  • Redazione

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