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LA POVERTA’ IN ITALIA

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di Gianvito Caldararo
La Caritas Italiana, in occasione della VII Giornata Mondiale dei poveri istituita da Papa Francesco, ha pubblicato la ventisettesima edizione del “Rapporto su povertà ed esclusione sociale”. Dopo circa trent’anni dalla prima edizione del Rapporto, il fenomeno attuale della povertà risulta completamente aggravato e stravolto sia nei numeri e sia neo profili sociali.
Ad oggi si contano oltre 5,6 milioni di poveri assoluti, pari al 9,7% della popolazione residente. Ciò significa che uno su dieci non ha accesso ad un livello di vita dignitoso. Il fenomeno è divenuto di tipo strutturale e non è più residuale come nel passato. La presenza di oltre 2,1 milione di famiglie povere suona come una sconfitta delle diverse istituzioni e della intera società. Come pure è una sconfitta la presenza di oltre 1,2 milioni di minori che vivono in condizioni di indigenza, costretti – come riporta il Rapporto – “a rinunciare a tante opportunità di crescita, di salute, di integrazione sociale e il cui futuro sarà sicuramente o indubbiamente compromesso”.
L’Italia , purtroppo, risulta essere il Paese in Europa “in cui la trasmissione inter-generazionale delle condizioni sfavorevoli di vita risulta più intensa”. Ciò significa che chi nasce povero rischia sicuramente che lo rimarrà anche da adulto. Rispetto a questo punto perde anche la nostra Costituzione repubblicana ed in modo particolare l’articolo 3, che continua a restare inapplicato, che recita testualmente: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale ……..( primo comma), mentre il secondo comma sancisce: “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica e sociale del Paese”.
Qualche sprovveduto uomo di governo, ormai scomparso dalla scena politica, pensava di aver abolito la povertà con la introduzione del “Reddito di cittadinanza”. I dati della statistica ufficiale raccontano una storia ben diversa. Infatti, in Italia i poveri assoluti nel 2022 salgono da 5 milioni 317 mila a 5 milioni 674 mila, cioè con +357 mila unità, con l’incidenza che passa dal 9,1% al 9,7% della popolazione residente.
Se si considerano i nuclei, si contano 2 milioni 187 mila famiglie in povertà assoluta, a fronte di 2 milioni 22 mila famiglie del 2021, con un incremento di ben 165 mila nuclei. La incidenza risulta più elevata nel Mezzogiorno. Infatti, la incidenza percentuale della povertà assoluta (individui) per macroregione rassegna i seguenti dati (tra parentesi il dato al 2021) : Nord -ovest 8,3%  7,5%) – Nord-est 8,8% (8,1%) – Centro 7,5% (7,3%) – Sud 13,3% (12,7%) – Isole 11,3% (10,0% ). Italia 9,7% ( 9,1%).
Un altro dato rilevante è la evidente disuguaglianza tra gli italiani e gli stranieri residenti. I nuclei con soli componenti stranieri il dato è del 33,2% (6,4% nuclei italiani) e tra gli stranieri con figli minori il dato balza al 36,1% (7,8% nuclei italiani). Gli stranieri pur rappresentando solo 8,7% della popolazione residente costituiscono il 30% dei poveri assoluti. L’Osservatorio Caritas, nel 2022 , nei 2.855  centri di ascolto e servizi informatizzati, rileva che le persone incontrate e supportate sono state 255.957, cioè l’11,7% delle famiglie in povertà assoluta, ovvero l’1% delle famiglie residenti.
Il peso degli stranieri tra i beneficiari si attesta al 59,6% con punte che arrivano anche al 68,5% e al 66,4% nel Nord-ovest e nel Nord-est. L’età media è 53 anni per gli italiani e 40 anni per gli stranieri. Rispetto al genere c’è una leggera prevalenza delle donne (52,1%) sugli uomini (47,9%). La Caritas per il 2022 rassegna ben 3.466.600 interventi, suddivisi come segue: a) beni e servizi materiali (cibo, mensa, empori e vestiario n°2.489.018 (71,8%); b) alloggio n° 325.860 (9,4%); c) ascolto n°256.528 (7,4%); d) sostegno socio-assistenziale e socio-educativo n° 159.463 (4,6%); e) sussidi economici n° 86.665 (2,5%); f) Visite e cure mediche n° 48.535 (1,4%); g) altro n° 100.531 (2,9%).
Il Rapporto dedica anche una riflessione anche alla riforma del Reddito di Cittadinanza e al passaggio verso le nuove misure di upporto alla formazione e al lavoro ( SFL) e assegno di inclusione (Adi ). Il Rapporto ha come titolo “Tutto da perdere”, che come afferma don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana  “sottintende come in realtà tutti possiamo dirci vinti di fronte a questi numeri”. “Come ci chiede Papa Francesco, nell’invitarci a celebrare la Giornata mondiale dei Poveri, siamo tutti chiamati” a non distogliere lo sguardo dal povero “per sconfiggere insieme la miseria”.

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  • Redazione

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