Nell’estate del 1983 l’Italia attraversava un periodo di notevole difficoltà, riveniente da ben tre anni di recessione. La pesante situazione era ben descritta nelle Considerazioni finali del governatore della Banca d’Italia, Carlo Azeglio Ciampi, relative all’esercizio 1982, il quale testualmente afferma: ” Nel 1982 l’economia italiana ha diviso, con quella internazionale, l’amarezza della recessione, ma non il successo di aver piegato l’inflazione”.
Ciampi si riferiva ai tre paesi più industrializzati , Stati Uniti, Germania e Giappone che avevano ricondotto l’inflazione ai livelli precedenti le due crisi petrolifere. A tal proposito, bisogna ricordare che i tassi medi dei BOT nel 1982 si attestava sul 19,2%, con inflazione di oltre il 16,5%.
Il governatore di Bankitalia Ciampi, affermava testualmente quanto segue: “La fase recessiva iniziata a metà dell’anno 1980 si è accentuata nel corso del 1982. Per la prima volta l’occupazione è diminuita. Le imprese hanno affrontato la recessione, facendo ricorso per l’eccesso di manodopera alla cassa integrazione guadagni ( CIG ) e con il virtuale blocco delle assunzioni. La disoccupazione, senza tener conto dei dipendenti a carico della CIG, ha superato i 2 milioni di unità e il 9% delle forze di lavoro; nei primi mesi dell’anno in corso (1983) essa ha continuato ad aumentare”.
Questa era la situazione dell’Italia quando nell’agosto del 1983 Craxi, con coraggio ed elevato senso delle istituzioni, assume il difficile compito di guidare il Governo e tentare di far uscire l’Italia dalla profonda e grave recessione. Renato Brunetta, collaboratore del ministro socialista De Michelis, descrive la situazione del PSI quando all’inizio dell’estate 1983 Pertini affida a Craxi l’incarico di formare il Governo, come segue : “si respirava certo l’atmosfera dei grandi eventi, tra i commenti che pur rimarcavano l’importanza “storica” dell’avvenimento era ricorrente la seguente considerazione: “Secondo me ci voglio incastrare, passandoci la patata bollente in un momento di profonda crisi economica” .
Craxi, facendo appello all’elevato senso delle istituzioni e all’innato coraggio, decide di accettare la sfida e riesce a formare un Governo di alto profilo. Il governatore Ciampi, quando il 31 maggio 1984 illustrerà le Considerazioni finali per l’anno 1983, evidenzierà che nei primi mesi dell’anno, cioè prima dell’avvento del Governo Craxi (agosto 1983), l’inflazione era molto elevata. Il Governo Craxi a settembre presentava la manovra di politica economica per il 1984, nella quale veniva ribadito che “stabilità monetaria e ripresa produttiva sono finalità complementari”. Il governatore Ciampi, nelle sue Considerazioni finali relative all’esercizio 1983, riconoscerà che negli ultimi tre mesi dell’anno, cioè con il governo Craxi già in carica, “il Prodotto Interno Lordo ( PIL) aumentava rispetto al trimestre precedente dell’1,5%, superando i livelli dei mesi finali del 1982 e la ripresa economica si va consolidando in vaste aree del sistema industriale, lo sviluppo della domanda interna sta progressivamente affiancando la crescita delle esportazioni, la produzione industriale dell’ultimo trimestre del 1983 e il primo mese dell’anno 1984 ha presentato un aumento di circa il 2%”.
Grazie al Governo Craxi, il Paese comincia a crescere e alla fine dei quattro anni l’inflazione è ridotta al 4,2% e il governatore Ciampi afferma: “il 1986 ha chiuso un lungo ciclo di disinflazione. L’economia italiana è stata sottratta a squilibri irreparabili. Nel 1986 si sono concentrati i frutti di un’azione tenace e di tendenze positive”. Va ricordato che il “Newsweek” dedica la copertina al “nuovo miracolo economico italiano” e definisce il nostro Paese, che nel frattempo ha superato nel livello di reddito il Regno Unito, come il più scattante in Europa e ne attribuisce il merito al sorprendente vigore del suo Primo Ministro, Bettino Craxi.
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