Home Opinioni ANCORA QUALCHE RIFLESSIONE SULLA STRAGE DI USTICA E GIULIANO AMATO

ANCORA QUALCHE RIFLESSIONE SULLA STRAGE DI USTICA E GIULIANO AMATO

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di Valter Vecellio
 
Giuliano Amato e la conferenza stampa di ieri: l’occasione per chiarire, ribadire, confermare. Due premesse: per quel che riguarda le polemiche di questi giorni occorre fare una buona tara. Tanti che si sono scagliati contro Amato e “Repubblica” (per favore, si eviti di fare gli ipocriti) sono motivati da invidia: avrebbero voluto essere loro l’intervistatrice, il giornale che ha pubblicato l’intervista. Molte delle “demolizioni” lette hanno questo “movente”.
Seconda premessa: tanti dei rancorosi commenti sono di persone che della strage di Ustica sanno un fico secco. Hanno seguito poco e male la vicenda. A qualcuno di loro andrebbe chiesto perché, pur avendo la possibilità di farlo, non lo ha fatto: pigrizia? Insipienza? Oscuro interesse? Magari spiegazione perfino banale: cretini. Ora tutti insieme appassionatamente berciano e pontificano; meglio farebbero a non ricordarci le corbellerie di “ieri” che mirabilmente si coniugano con quelle di “oggi”.
Non ci sono solo le dichiarazioni, per nulla eversive, di Amato che tutto sommato si limita a ribadire questioni e porre interrogativi già posti da tempo, per tempo. Ci sono le non meno rilevanti (e concordanti) dichiarazioni di personaggi a vario titolo di peso: Salvo Andò, Giovanni Salvi, Luigi Zanda. Da postazioni differenti, convergono sul punto “Francia”.
Sulla questione “Francia” ci si è già soffermati nei giorni scorsi, ricordando, tra l’altro, quanto detto da Francesco Cossiga con molto anticipo rispetto alla famosa intervista, rilasciata dopo che i generali italiani penalmente erano stati messi in sicurezza. Il “marzolino” Cossiga, anche lui spesso denigrato, proprio quando appariva bizzarro e stravagante, aveva un preciso e chiaro “metodo”.
Alla fine della fiera, c’è il dito, c’è la luna. A chi si balocca nell’esame del dito, dell’unghia, del possibile “orlo” di sporcizia, buon pro. Qui si preferisce ragionare sulla luna.
Una domanda: ma davvero crediamo che la base militare di Solenzara in Corsica alle cinque del pomeriggio chiude come un qualsiasi ufficio postale?
Per chi ci crede, buon pro. Si può utilmente cominciare da qui e ricordare la precisa testimonianza del braccio destro del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa in vacanza con la famiglia in quella zona. Ha raccontato di un intenso traffico aereo quella notte, al punto che non chiusero occhio.
Poi si può passare a tutti i successivi e incontestabili depistaggi, sparizioni di prove, al fatto bizzarro che il recupero dei resti del DC-9 viene affidato all’Ifremer, e tutto quello che sappiamo senza che Amato ce lo ricordi.
Poi si può fare qualche ragionamento sui rapporti e i conti aperti tra Francia e Gheddafi, prima e dopo la strage di Ustica. Poi possiamo fare qualche ragionamento sulla fine (la morte, l’uccisione) di Gheddafi; poi possiamo fare ragionamento su che fine può aver fatto tutta la documentazione in possesso dei libici su questa vicenda (documentazione che molto avrebbe interessato il giudice Rosario Priore). Sono davvero tanti i “poi” che meriterebbero riflessione e approfondimento.
Per quel che riguarda gli approfondimenti è legittimo il pessimismo. La riflessione e la relativa, conseguente memoria sono invece un dovere. Amato, solo per questo andrebbe ringraziato.
Sì, benefica quell’intervista. Con buona pace dei tanti che in buona o meno buona fede lo denigrano.
 

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