Errori? Sì, ma di timidezza
Come giudicare il governo Meloni in carica dall’ottobre 2022?
Da due dati: deficit 2022, 8,1% – oggi 3,1%; spread da 230 punti a 80. Meno deficit meno debito, meno spread meno interessi più soldi in cassa e influenza sui tassi variabili dei mutui.
L’occupazione è cresciuta sì, anche se rimangono le fragilità economiche italiane che nessun governo può affrontare senza un potere di lunga durata sostenuto dal consenso degli italiani.
Ecco l’ultima variabile: gli italiani. Siamo sicuri che vogliono veramente il buon governo?
C’è da dubitarne, data l’abitudine a ricevere regali come pensioni, bonus, sussidi, possibilità di non pagare le imposte, favoritismi in luogo di applicazione rigorosa delle regole.
La stabilità oggi è derisa come se fosse un sacco vuoto. Se ci fosse una corretta informazione che volesse anche educare i cittadini e non assecondare ogni loro comodo bisognerebbe spiegare che la stabilità ha un valore economico e che conviene a tutti.
Bisognerebbe anche spiegare che i regalini come tagli delle accise, sussidi e bonus sono picconate ai muri portanti della nazione Italia.
Il plebeismo che va molto di moda porta a santificare l’elettore che giudica la politica dal prezzo della benzina e delle zucchine. In pratica, si esalta l’ignoranza più ottusa come se lì fosse la fonte di un governo migliore.
Tra qualche mese si andrà al voto e i politici inonderanno gli elettori di promesse mirabolanti come quell’islamista che è stato eletto sindaco di New York promettendo di tutto e di più per poi poter giurare sul Corano e segnare un punto nella conquista islamica dell’Occidente, che era il vero scopo suo e di quelli come lui.
Nel giudicare il governo Meloni bisogna tener conto di tutto e cercare di essere veramente un cittadino che si pensa classe dirigente. Gli errori ci sono stati e soprattutto uno: troppa timidezza.
Avrebbe potuto fare di più?
Sì, ma come?
L’Italia non è sola al mondo, ma è in mezzo a guerre terribili e gli italiani hanno paura di esserne coinvolti.
Giorgia Meloni ha scelto di schierarsi in appoggio all’Ucraina avendo al governo filorussi dichiarati e all’opposizione una presenza analoga forse maggiore e nel Paese un’opinione pubblica ostile alla resistenza ucraina e comprensiva delle ragioni dell’invasore, però molti cantando Bella ciao in ogni occasione.
Sulla guerra islamista a Israele e al mondo occidentale mirata alla conquista del Medio Oriente e alla colonizzazione dei Paesi europei c’è molto da dire. Anche in questo caso gli italiani hanno scelto quello che sembra più forte e aggressivo: l’islamismo.
Non sia mai che si debba lottare per difendere il nostro sistema di vita e la nostra libertà. No, meglio mettersi dalla parte degli islamici, che sono tanti e bellicosi. Ma questa è una degenerazione che ha preso le sinistre in Europa e negli Stati Uniti e, quindi, un mal comune.
Ebbene, che miracoli poteva fare il governo in questo contesto complessivo come descritto nei tre articoli Non se ne può più?





