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IL LIBRO PRESIDIO DELLA SAPIENZA E DELLA CULTURA

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di Savino di scanno

A circa 37 km a nord di Beirut in direzione di Tripoli (da non confondere con Tripoli di Libia) sorge una bellissima cittadina sul Mar Mediterraneo nata circa nel 3° millennio a.c.
Nota come Byblos oggi come Giubail dall’antico Gubla divenuto successivamente Gebal questa antichissima città fenicia il cui significato tradotto in greco “biblo” ovvero papiro, poi libro, da’ il nome all’ opera delle opere umane significando la trasposizione del pensiero in linguaggio scritto.
I romani celebrarono il nome libro dal termine “liber-bri” quindi corteccia.
Il libro come trasmissione di idee nei contenuti di romanzi, poemi, trattati,testi scolastici, codici, raffigurazioni, tavole miniate, disegni geometrici e tanto altro.
Tutto racchiuso da una copertina raccoglitrice di fogli un tempo arte degli emanuensi.
I regimi di tutti i tempi hanno sempre temuto il libro spesso divenuto combustibile per roghi.
Oggi le apparenti democrazie, nella pratica gruppi oligarchici organizzati e sempre in conflitto fra loro, offrono la possibilità di vedere migliaia di testi nelle librerie. Chi scrive passa il suo tempo libero nelle librerie cosiddette “artigianali ” preferendole agli empori di carta stampata. Moltissimi autori, titoli di ogni tipo, classifiche settimanali visibili sui quotidiani delle élite ma, in fede, scarsissima qualità letteraria.
Segno dei tempi. I tempi dell’ ignoranza dei social, della stupidità dotta di plurilaureati esperti dell’ impossibile, dell’analfabetismo funzionale condito di pensiero unico e filosofia woke.
Ma il libro era, è e sarà, sempre l’ unica arma a disposizione degli Uomini Liberi cercatori indomabili della verità che sarà sempre parziale e mai assoluta. Si continua ad assistere agli osanna per alcuni autori e la censura per altri ma di fondo resta il libro.
Qualche semplice domanda. Il ciclo scolastico, unico regolatore delle attività lavorative da cui discende il “diritto divino” delle ferie italiche, sta’ imponendo l’uso di tablet ed altri supporti tecnologici.Ma se è vero come è vero che l’apprendimento deriva anche dagli strumenti utilizzati qualche illuminato scienziato (e di questi tempi troppi ve ne sono ovunque) si può essere posto la domanda che le giovani generazioni potrebbero perdere il cosiddetto “ancoraggio didattico” al testo scritto che si può toccare, sottolineare, piegare, portare, dimenticare, regalare, scarabocchiare trasferendo attenzioni mentali ad un video magari bello e colorato ma lontano dalla confidenza della cultura?
Sarà un pensiero arcaico, da “anima antica” ma da che mondo e mondo il libro nelle sue innumerevoli espressioni come la Bibbia, la Divina Commedia, il Codice Atlantico tanto per citare “qualcosa ” ha sempre permesso di combattere per il futuro e considerando ciò che viviamo e per quello che ci aspetta mettiamo sempre un libro, qualsiasi esso sia, sul nostro comodino quando si va a dormire. Non si sa mai.

Autore

  • Redazione

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