di Ugo Busatti
Il GNL, acronimo di gas naturale liquefatto, viene prodotto con un processo di raffreddamento e condensazione del gas. Il componente principale è il metano la cui percentuale può variare tra il 90 e il 99%, la restante parte è costituita da butano, etano e propano. Il GNL a temperature superiori a -112°C è più leggero dell’aria e si disperde rapidamente, non contaminando il terreno. Il GNL viene liquefatto nei paesi produttori e poi trasportato a destinazione attraverso il mare con apposite navi cisterna.
Bene, ció detto, una domanda: chi sono i primi cinque clienti del GNL russo nei primi sette mesi del 2023, sapete quello prodotto ed esportato da coloro ai quali stiamo facendo una guerra per corrispondenza? Risposta: la Cina è in testa con 8,7 milioni di metri cubi di acquisti, seguita da Spagna (7,5 milioni di metri cubi), Belgio (7,1 milioni di metri cubi), Giappone (7 milioni di metri cubi) e Francia (4,5 milioni di metri cubi).
Spagna, Belgio e Francia sono diventate destinazioni molto frequentate dalle navi trasportatrici di GNL, che devono scaricare le loro forniture in sofisticati terminali dove il liquido raffreddato viene ritrasformato in forma gassosa e inviato alle centrali elettriche. Loro sono i primi consumatori, ma anche Paesi Bassi, Grecia, Portogallo, Finlandia, Italia e Svezia sono consumatori di GNL russo.
Nel complesso, si stima che l’UE abbia acquistato il 52% di tutte le esportazioni di GNL russo tra gennaio e luglio, una quota di mercato che supera il 49% del 2022 e il 39% del 2021. I dati di Eurostat mostrano che nel primo trimestre del 2023, la Russia era il secondo fornitore di GNL dell’Ue, dietro solo agli Stati Uniti e davanti a Qatar, Algeria, Norvegia e Nigeria.
Quindi questa guerra, oltre ad aver causato la tragedia di 500 mila morti, secondo le stime attuali, ci ha regalato inflazione, malessere, recessione (alle porte) inquinamento ( gas che prima arrivava pulito con i gasdotti ora arriva per nave inquinando ancora di piú). Aggiunto a tutto ció dobbiamo assistere allo spettacolo pietoso della politica che da un lato si erge a Ente Morale che condanna il crudele invasore, e dall’altro continua a comperare il suo gas perché altrimenti chiude bottega.
La veritá é che non abbiamo statisti, quelli che dovrebbero pensare allo sviluppo ed al benessere dei popoli, non alla loro rovina. La sola conseguenza positiva di questa tragedia che vendendo armi stiamo mantenendo in piedi, é che l’altra parte del Mondo, quella fino ad oggi o sfruttata ( Africa) o non considerata ( tutti gli altri) si sta compattando ( BRICS) per dare una risposta adeguata alla legge del piú forte che un Occidente in crisi totale ormai non é piú in grado di far rispettare.
Se ci saranno politici intelligenti, questo porterá ad un Mondo migliore. Se ci saranno politici ( si fa per dire) come in Ucraina, questo aprirá scenari che forse sarebbe meglio neanche immaginare.





