
di Marco Sarli
Condivido appieno l’articolo di Silvio Danesi, direttore responsabile del quotidiano online Nuovo giornale nazionale edito dalla Associazione Libera Stampa, ma ritengo opportuno fare qualche precisazione in merito agli oscuri retroscena che stanno dietro all’irrompere sulla scena mediatica del generale Vannucci con il suo oramai celeberrimo libercolo pieno di ovvietà, tali almeno nel variegato mondo degli alti ranghi delle nostre Forze Armate.
Come e’ stato rilevato da Danesi e da numerosi osservatori classificabili come “armi watchers”, il generale in questione, ad onta del suo sfavillante cursus honorum, era stato clamorosamente giubilato mettendolo a capo dell’istituto geografico militare di Firenze, una vera e proprio amoveatur per uno che si era distinto sia come comandante in capo della celeberrima Folgore, sia distintosi in numerose e molto pericolose missioni all’estero, mentre non risultano sue permanenze nelle molto ovattate stanze dello Stato Maggiore dell’esercito italiano.
Insomma un generale molto scomodo che ha avuto un solo momento di notorietà nella campagna sugli effetti nefasti dell’utilizzo dei proiettili ad uranio impoverito che tanti lutti addusse ai nostri militari impiegati sul campo nella ex Iugoslavia.
Il Generale appare quindi, probabilmente, mal sopportato dalle alte gerarchie militari ma molto popolare nei ranghi intermedi a cui lo unisce un comun sentire che viene ben espresso nel suo libro che, pur avendo un passato di recensore, non credo riuscirò a leggere, un comun sentire dicevo che sarebbe sbagliato sottovalutare o trattare con sufficienza perché caratterizza migliaia e migliaia di graduati delle diverse armi e di appartenenti alle forze dell’ordine, così come è radicato in vasti strati della popolazione italica.





