L’analisi del rapporto conflittuale tra l’entità politico-militare dominata dagli USA e la Russia
Hauke Ritz è uno studioso tedesco (1975), di geopolitica, in particolare sul conflitto Est-Ovest e sui rapporti tra Europa e Russia.
Nel corposo testo “Perchè l’Occidente odia la Russia“, Fazi Editore, di circa 300 pagine ha un approccio multidisciplinare tra storia, filosofia, geopolitica.
Un saggio ben documentato, che parte dalla prima guerra mondiale e quella successiva fino agli anni della guerra fredda mostrando già da quel periodo la subalternità dell’Europa verso gli USA.
Da lì in poi il continente europeo, secondo Ritz, non ha saputo elaborare una politica e un pensiero geopolitico per rendersi più autonomo, il che non significa essere in antagonismo con l’America.
Ritz evidenzia come la strategia di costruire un impero unipolare da parte degli Stati Uniti subordinando l’Europa e nel contempo espandersi in varie parti del mondo, abbia inizio con i neoconservatori con la presidenza Busch.
Il pensiero conservatore, infatti, mal tollerava un’Europa autonoma, anche perchè non vedeva di buon occhio la politica di Germania e Francia poco filoamericane.
Non solo, la dipendenza europea era dovuta anche all’incapacità della stessa di costruire un pensiero politico unitario, cioè di darsi dei valori condivisi nella costruzione di quella che poi sarà la UE.
La strategia neoconservatrice mirava a dominare l’Occidente e quindi anche a indebolire l’ex URSS, cioè la successiva Federazione russa vista come nemica.
Ritz mostra come già dagli anni novanta l’America cominciò ad allargare la NATO coinvolgendo i Paesi dell’est orfani dell’URSS così come quelli baltici. Non solo, furono disattesi accordi con le varie amministrazioni americane sia repubblicane sia democratiche che prevedevano il coinvolgimento e anche l’inserimento della Russia nell’UE e addirittura nella NATO.
Ci si può chiedere il perchè di questa contraddizione con l’ostilità USA verso la Federazione russa e la risposta risiede nell’alterità della seconda come storia e valori a partire dalla Rivoluzione di ottobre e alla nascita dell’URSS.
Un capitolo del saggio è dedicato all’influenza sull’Europa dei modelli americani, cioè “la guerra fredda culturale”, per imporre stili di vita, consumi che fu facilitata dall’incapacità europea di elaborare valori propri, come la mancata creazione di una vera costituzione, inserendo le radici cristiane.
Ad esempio, Ritz paragona la situazione attuale con un riferimento storico al conflitto Roma – Cartagine e, quindi, la seconda sarebbe la Russia che, appunto, era vista come nemica e concorrente anche se con l’attuale Presidenza Trump il concorrente principale è la Cina.
Per invertire tale tendenza, Ritz auspica che l’Europa cambi politica, rendendosi più autonoma e stabilendo un rapporto più collaborativo con la Russia. Al momento, però, non pare sia così.





