
Quest’anno il premio per il miglior salto carpiato, con triplo avvitamento e doppia capriola mortale va al comune di Milano!
Come non riconoscergli, infatti, le strabilianti doti acrobatiche dopo l’annuncio di insignire con l’Ambrogino d’oro niente popò di meno che…
il Nucle Rdiomobile di Milano?
Eh sì, avete capito bene!
Incredibile ma vero, verrà premiato proprio lo stesso Nucleo Radiomobile di cui fanno parte gli equipaggi coinvolti nell’inseguimento del caso Ramy.
E così, con una giravolta degna del miglior giocoliere, mesi e mesi di aspre e spietate polemiche, di critiche e infamanti accuse, generate e alimentate proprio dalla sinistra milanese, si dissolveranno nell’oblio.
D’altronde è la stessa funambolica piroetta nella quale, recentemente, la sinistra, a livello nazionale, sta tentando di esibirsi.
Una sinistra che magicamente ha scoperto la problematica della “sicurezza” e l’esigenza di sostenere le Forze di Polizia auspicandone gli aumenti degli organici e finanche degli stipendi.
Una sinistra apparentemente consapevole che non paga dal punto elettorale ignorare la criminalità che attanaglia le metropoli e tantomeno svilire le Forze dell’Ordine che tentano di contrastarla.
E vuoi che la Giunta del Comune più insicuro d’Italia non si adeguasse al “contrordine, compagni!”?
E quale migliore occasione di premiare proprio i Carabinieri del Radiomobile Milanese?
Che poi è la stessa Giunta che lo scorso anno si rifiutò di premiare il vice ispettore di Polizia accoltellato alla Stazione di Lambrate da uno dei tanti clandestini che vivono ai margini della società.
All’epoca si disse che fu una scelta politica, poiché la consegna dell’onorificenza a quel poliziotto coraggioso “non incontrava le sensibilità di tutte le anime del centrosinistra”.
Ma erano altri tempi, altre circostanze…
Evidentemente ora, invece, tutte quelle anime belle sono concordi nel premiare gli equipaggi del Radiomobile Milanese.
Lo è il Sindaco di Milano.
Lo stesso sindaco che, a pochi giorni dalla vicenda Ramy, non ebbe remora ad affermare che i Carabinieri di quel Radiomobile “avevano sbagliato”, che il loro comportamento era indubbiamente un “brutto segnale” e che il loro comportamento era “inaccettabile”.
Probabilmente sarà concorde l’allora consulente alla sicurezza del Comune, l’ex capo della Polizia Franco Gabrielli, di cui si sono perse le tracce, che censurò l’operato “non corretto” degli equipaggi.
E che dire della segretaria regionale del PD Lombardia?
Come San Paolo sulla via di Damasco si sarà totalmente ricreduta visto che all’epoca parlò di “Carabinieri assassini che esultano mentre uccidono un immigrato”!
Parimente d’accordo sarà il segretario metropolitano di Sinistra Italiana che si spinse a sproloquiare di “violenza di Stato”.
Docilmente consenzienti, poi, saranno tutti quegli assessori del comune che, all’indomani della rivolta dei maranza che misero a ferro e fuoco il quartiere, parteciparono alla manifestazione in loro sostegno chiedendo “verità e giustizia”.
E, a proposito di giustizia, chissà che non sia anche d’accordo il pubblico ministero il quale, malgrado le duplici consulenze tecniche, da lui stesso richieste, certificanti la correttezza dell’azione degli Agenti Operanti, ne continua a disporre altre sperando di trovare un perito che trovi un pecca, e arriva a chiederne la condanna perché, durante il concitato inseguimento… non rispettavano la distanza di sicurezza.
Ma erano altri tempi, altre circostanze…
E oggi quel reparto in cui ancora prestano servizio proprio quegli Operatori incapaci, inaccettabili, scorretti, che danno un “brutto segnale” alla città, verrà premiato.
Quel Reparto dove si annidano sadici assassini, sicari della violenza di Stato, riceverà la massima onorificenza milanese.
Eh… quanto sarebbe bello se a ritirare il premio si recassero proprio i Carabinieri di quelle pattuglie!
Invece, purtroppo, ci andranno alti Ufficiali impomatati con le loro divise scintillanti che si prostreranno in ossequiosi ringraziamenti.
Probabilmente proprio gli stessi che durante le polemiche si sono opportunamente defilati senza muovere un dito in difesa dei propri uomini.
E così la cerimonia della consegna dell’onorificenza sarà una pomposa rappresentazione circense.
E nel circo ci sono funamboli e pagliacci.
Ma non basta lanciarsi in spericolate acrobazie per divenire mirabolanti funamboli.
…i pagliacci rimangono comunque pagliacci.





